ยซIn veritร , in veritร io vi dico: voi mi cercate non perchรฉ avete visto dei segni, ma perchรฉ avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dellโuomo vi darร . Perchรฉ su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigilloยป.
Dobbiamo dirci la veritร , certe volte il nostro rapporto con Cristo รจ meramente utilitaristico. ร un poโ come cercare qualcosa che ci fa star bene. Lo cerchiamo per stare bene ma non perchรฉ abbiamo capito davvero cosa ci sta indicando. Cristo certamente vuole portare un โbeneโ dentro la nostra vita, ma il bene che Egli porta indica anche una direzione da seguire.
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Credere prendendoci qualcosa di Cristo e poi non imboccare nessuna direzione uscendo dalla Chiesa non serve a molto. Il vero problema non รจ sentirci bene quando andiamo a pregare, ma che decisione prendiamo quando lo abbiamo fatto davvero e con tutto il cuore. Fanno bene quindi i discepoli a domandare: โยซChe cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?ยป.
Gesรน rispose loro: ยซQuesta รจ lโopera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandatoยปโ. Ogni vera soluzione nella vita spirituale non consiste nel verbo โfareโ, ma nel verbo โcredereโ. E credere implica un orientamento di tutta la persona e non solo delle sue azioni.
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A volte noi โfacciamoโ ma senza โcredereโ, e questo diventa il vero problema. Oggi il vangelo ci invita a far fare pace tra ciรฒ che ci passa nel cuore e le nostre decisioni concrete. Tra quello che crediamo e quello che scegliamo. Tra fede ed etica.
Molto spesso รจ la spaccatura tra questi due aspetti la vera radice della cattiva testimonianza cristiana. Una preghiera che non รจ unita a unโautentica scelta di bene, รจ una preghiera sterile. La cosa che il mondo ci rimprovera รจ la stessa che Gesรน riferisce ai โcredentiโ dellโepoca: โdicono e non fannoโ.
Noi dovremmo saper passare dal โdire al fareโ, o meglio dal credere alla testimonianza concreta. ร la vita la nostra vera professione di fede.
don Luigi Epicoco su Facebook
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Gv 6, 22-29
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il giorno dopo, la folla, rimasta dallโaltra parte del mare, vide che cโera soltanto una barca e che Gesรน non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberรฌade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesรน non era piรน lร e nemmeno i suoi discepoli, salรฌ sulle barche e si diresse alla volta di Cafร rnao alla ricerca di Gesรน. Lo trovarono di lร dal mare e gli dissero: ยซRabbรฌ, quando sei venuto qua?ยป.
Gesรน rispose loro: ยซIn veritร , in veritร io vi dico: voi mi cercate non perchรฉ avete visto dei segni, ma perchรฉ avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dellโuomo vi darร . Perchรฉ su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigilloยป.
Gli dissero allora: ยซChe cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?ยป. Gesรน rispose loro: ยซQuesta รจ lโopera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandatoยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.