sr. Piera Cori โ€“ Commento al Vangelo del 9 Ottobre 2022 per bambini

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Buona domenica a tutti!
La Liturgia della Parola di questa domenica ci presenta due racconti, nella prima Lettura e nel Vangelo, che hanno in comune una malattia della pelle molto contagiosa: la lebbra. Ancora oggi nel mondo questa malattia รจ presente soprattutto nelle zone piรน povere.

La lebbra eฬ€ infatti una delle 20 malattie tropicali che ancora oggi, ogni anno, colpisce piรน di un miliardo di persone nel mondo, causando disabilitaฬ€ e grande dolore anche per la solitudine che comporta: infatti รจ molto contagiosa!

Noi tutti abbiamo vissuto per due anni la pandemia del covid a livello mondiale e la prima cura per non avere il contagio รจ stata proprio quella dellโ€™isolamento, del lockdown totale, penso che ve lo ricordiate tutti vero?

Abbiamo vissuto quel lungo periodo con un certo disagio e anche con tanta tristezza.
Tanti bambini lamentavano di non poter vedere i nonni, gli amici, di non poter uscire a fare delle passeggiate, a fare dello sport. Lโ€™isolamento era necessario perchรฉ ancora non cโ€™era un vaccino che potesse aiutarci a difenderci da questo virus contagiosissimo.
Anche la lebbra si diffonde facilmente, per questo cโ€™รจ bisogno di isolare il malato.

Al tempo di Gesรน i lebbrosi vivevano lontani dal resto delle persone sane. Abitavano distanti dai villaggi, dai paesi e dalle cittร . Vivevano in piccoli gruppi, vestivano di stracci e dovevano portare sempre con loro una campanella per avvertire le persone sane della loro presenza.

Oltre a questo disagio, cโ€™era anche un altro problema. In quel tempo la gente credeva che ogni malattia fosse dovuta al peccato dellโ€™uomo: veniva infatti considerata come una punizione da parte di Dio per una colpa commessa.

Voi capite bene che questa cosa non รจ vera. Gesรน รจ venuto proprio a mostrarci questo. La sua attenzione verso i poveri e i malati ci rivela il vero volto di Dio, del Padre, che รจ un volto ricco di amore, di misericordia, di perdono e di bontร .
Infatti i segni che Gesรน compie sono orientati ad aiutarci a comprendere sempre meglio questa veritร .

Ma andiamo al racconto del Vangelo di oggi. Gesรน sta per entrare in un villaggio da dove gli vengono incontro dieci lebbrosi.
Questi dieci uomini gridano: Gesรน, maestro, abbi pietร  di noi! Eโ€™ un grido pieno di dolore e anche di speranza!

Il maestro risponde loro โ€œandate a presentarvi ai sacerdotiโ€.

Perchรฉ?

Perchรฉ questa era la regola: a quel tempo, infatti, non esistevano ancora i medici. E i sacerdoti, che erano la massima autoritร  religiosa, avevano anche il compito di valutare la guarigione o meno della malattia della lebbra.
Questi dieci lebbrosi vanno dai sacerdoti e mentre sono in cammino si accorgono di essere guariti.

Se voi vi foste accorti di essere guariti che cosa avreste fatto? Io avrei saltato e gridato di gioia, e sarei tornata indietro da Gesรน per ringraziarlo.
Ed รจ proprio questo che ha fatto un solo lebbroso. Lui torna indietro per ringraziare Gesรน, per lodare il Signore della guarigione avvenuta.

Lโ€™evangelista Luca sottolinea che รจ un samaritano. I samaritani non appartenevano al popolo di Israele, erano considerati stranieri, lontani da Dio, perciรฒ peccatori, non potevano rivolgersi al Dio del popolo di Israele.

A volte succede anche ai nostri giorni di valutare le persone solo perchรฉ diverse da noi o non appartenenti alla nostra nazione, e succede purtroppo a volte anche tra compagni di scuola.

Il samaritano guarito si prostra davanti a Gesรน per ringraziarlo e Gesรน gli dice una cosa bellissima che riguarda anche tutti noi. Alzati e vaโ€™, la tua fede ti ha salvato, cioรจ ti ha liberato da ciรฒ che ti teneva prigioniero.

Che cosโ€™รจ la fede? รˆ fidarsi di qualcuno. Voi vi fidate della mamma, del papร , dei nonni, dei vostri amici perchรฉ vi accorgete che vi vogliono bene e si prendono cura di voi. Anche quando a volte vi riprendono su qualche comportamento sbagliato. Voi sapete e riconoscete che lo fanno per il vostro bene. Saper dire grazie sempre รจ un segno di riconoscenza, รจ esprimere la vostra fiducia nei loro confronti. รˆ riconoscere il bene che ogni giorno vi fanno con il loro amore e il dono della loro vita.

Anche nei confronti di Dio succede la stessa cosa. Il versetto dellโ€™alleluia diceva proprio cosi: In ogni cosa rendete grazie: questa infatti รจ volontร  di Dio in Cristo Gesรน verso di voi.

La Celebrazione Eucaristica che viviamo ogni domenica รจ proprio la celebrazione del Grazie. Incontriamo il Signore che ci chiama per dirci il suo amore, che ci parla per orientarci nel cammino della vita e per liberarci da tutto ciรฒ che non ci fa bene. Qual รจ la nostra risposta? Qual รจ il nostro Grazie? Ci avete mai pensato?

Ringraziare il Signore significa riconoscere il suo amore e mettere in pratica i suoi insegnamenti che sono sentieri di gioia, di accoglienza, di perdono, di veritร  e di pace.
Questa รจ la fede che ci salva, cioรจ ci libera da ogni chiusura e da ogni egoismo.
Sarebbe bello che questa settimana provassimo a ringraziare il Signore al termine della nostra giornata e a camminare nel bene che ci indica.

Buona domenica!


Fonte: omelie.org