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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 4 novembre 2026

Gesù oggi compie un gesto provocatorio: si volta verso la folla numerosa che lo segue e sembra fare una selezione. Non cerca consensi, non cerca numeri, non cerca applausi. Vuole sapere chi è davvero disposto a seguirlo.

Le sue parole sono scomode: non può essere suo discepolo chi ama Dio meno dei propri affetti, chi mette la famiglia, le relazioni e persino la propria vita al di sopra della chiamata di Dio. Non perché gli affetti siano un ostacolo, ma perché nessun affetto può diventare un idolo che ci impedisce di essere liberi.

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Ma Gesù va oltre. Non gli interessano i discepoli che vivono di entusiasmi momentanei, quelli che cominciano mille cammini e non ne portano a termine nessuno. Per questo parla della torre da costruire e del re che deve affrontare una guerra: prima di partire bisogna discernere, valutare le proprie forze, conoscere i nemici e capire quanto costa la scelta che si sta facendo.

Seguire Gesù non è un’emozione religiosa, è una decisione che coinvolge tutta la vita!

E poi arriva l’ultima provocazione: rinunciare a tutti i propri averi. Perché chi è attaccato al denaro, al potere, alle sicurezze materiali e al possesso non può essere veramente libero di seguire Cristo.

Ma allora, alla fine, chi rimane?

Probabilmente pochi! Perché molti vogliono i benefici del Vangelo, ma pochi sono disposti a pagarne il prezzo. Molti vogliono un Gesù che accompagni i loro progetti, pochi accettano di mettere i propri progetti nelle sue mani.

Ecco la domanda scomoda di oggi: noi facciamo parte dei molti che vanno dietro a Gesù o dei pochi che hanno scelto davvero di diventare suoi discepoli?

Perché non basta camminare dietro a Gesù. Bisogna avere il coraggio di lasciare tutto ciò che ci impedisce di camminare con Lui.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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