Lazzaro. Basta dire il suo nome perchรฉ a tutte e tutti noi venga in mente unโunica scena: un uomo morto riportato da Gesรน in vita. Non vi nascondo che tutte le volte in cui penso a questโuomo non posso fare a meno di chiedermi se Gesรน gli sia stato davvero amico.
Intendiamoci, non metto in dubbio le Scrittureโฆ ma certo, se la morte รจ una delle esperienze piรน drammatiche della vita, viverla per ben due volte non credo che sia classificabile tra i regali piรน desiderati. E Gesรน al suo amico Lazzaro lo ha fatto. Ma certo โ mi direte โ era necessario perchรฉ attraverso la malattia e la morte di Lazzaro, Gesรน venisse glorificato, perchรฉ cosรฌ fosse chiara a tutti lโopera di Dio, perchรฉ finalmente davanti a un evento tanto straordinario avrebbero iniziato a credere anche i piรน determinati tra gli increduli. Ed effettivamente molti, tra i Giudei che videro, credettero (cosรฌ si chiude il brano del Vangelo di questa V domenica di Quaresima).
Ma โ scrive Giovanni nei versetti successivi โ alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono ogni cosa. E cosรฌ la risurrezione di Lazzaro non ha fatto altro che ottenere un verdetto: ยซGesรน doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma per riunire insieme i figli di Dio dispersiยป (Gv 11,51-52). Ricordiamo questo passaggio importante (anche se non incluso nel Vangelo che la liturgia ci propone), perchรฉ in questi versetti cโรจ la chiave di tutto.
Ritorniamo per un attimo alla frase storica di Gesรน, che lascia sbigottiti anche i suoi discepoli: ยซQuesta malattia non porterร alla morte, ma รจ per la gloria di Dioยป (Gv 11,4). Eppure Lazzaro muore e tutto lascia pensare che Gesรน non muova un dito. Letteralmente resta fermo per due giorni. Assurdo se si pensa che i Vangeli non fanno altro che raccontarci le sue continue ripartenze. Ora sembra quasi che attenda la morte dellโamico. Sembra che abbia bisogno di far capire a tutti qualcosa. Ma che cosa?
Ecco, ve lo confesso: di fronte a questa frase io tremo. Perchรฉ troppe volte, in bocca anche ai migliori predicatori quel ยซรจ per la gloria di Dioยป diventa una clava che cade sulla testa di chi รจ giร un colpito dalla vita. Quella malattia, come ogni malattia e ogni morte, troppe volte la sentiamo diventare una prova, unโoccasione per manifestare la nostra fede, un male permesso da Dio e persino un atto di benevolenza da parte di Colui che ci rende partecipi della sua passione. E invece no! E invece tuttโaltro รจ il dire di Gesรน, tuttโaltro il suo obiettivo.
La sua รจ una dichiarazione ufficiale di presenza. La morte di Lazzaro diventa occasione per Gesรน di ricordare a tutti che il Dio dei Padri, il Dio delle promesse, il Signore delle galassie e degli universi, il Creatore รจ il Presente: anche nella morte. ร colui che fa suo il pianto di chi ama, la disperazione di chi si scopre a mani vuote e impotenti.
Lui non ha bisogno della nostra malattia o della morte per mettere alla prova la nostra fede, lui sceglie di abitare la nostra malattia e la nostra morte facendosi accanto, tendendoci le mani, richiamandoci sempre alla vita.
Non si stanca di ripeterci che siamo eredi dello stesso Spirito di Dio, e che per questo siamo noi stessi vita. Non si stanca di aprire i mille sepolcri che ci costruiamo con le nostre mani per ricondurci a casa, nel cuore del Padre. Questa รจ la gloria di Dio, questo il senso stesso del dono di Gesรน che raggiunge negli eventi della Pasqua il suo apice.
Leggi la preghiera per questa domenica.
FONTE โ Sr. Mariangela, sul sito cantalavita.com
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