Paolo Curtaz โ€“ Commento al Vangelo del 6 Agosto 2020

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Un sei agosto esplose la prima bomba atomica. Un sei agosto papa Paolo VI, timidamente come era vissuto, raggiunse il Padre. E il sei agosto, nel cuore dellโ€™estate, apriamo il nostro cuore allโ€™immensa bellezza di Dio.

Siete giร  saliti sul Tabor nella vostra esperienza di fede? Dio ci dona โ€“ a volte โ€“ di assistere alla sua gloria. Raptim, diceva il grande Agostino. Fugacemente. 

Un momento di preghiera che ci ha coinvolto, una messa in cui siamo stati toccati dentro, una giornata in quota in mezzo alla neve con la bellezza della natura che diventa sinfonia e ci mozza il fiato. Attimi, barlumi, in cui sentiamo lโ€™immenso che ci abita. E il sentimento diventa ambiguo: talmente grande da averne paura, talmente infinito da sentircene schiacciati, talmente immenso da restarne travolti.

รˆ la paura che prende Pietro e compagni, รจ il terrore che abita Abramo prima di incontrare il suo Dio. Il sentimento della bellezza di Dio, la percezione della sua maestร  ci motiva e ci spinge. Pietro lo sa: โ€œรˆ bello per noi restare quiโ€.

Finchรฉ non giungeremo a credere grazie alla bellezza che ci avvolge, ci mancherร  sempre un tassello della fede cristiana. Sapete perchรฉ sono cristiano, amici? Perchรฉ non ho trovato nulla di piรน bello di Cristo. Da questa bellezza possiamo ripartire per ridire il Cristo agli uomini dโ€™oggi.

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