È una donna di fuoco, Caterina, determinata al punto da rifiutare, a soli 12 anni, qualsiasi tentativo da parte dei suoi genitori di darla in sposa.
Sarà lei a spuntarla vestendo l’abito del terz’ordine domenicano, cosa inusuale visto che normalmente era vestito da vedove anziane. E da mantellata lei, che non sa nemmeno leggere e scrivere, riceve intellettuali, artisti, nobili, ecclesiastici che ne restano affascinati.
La sua conoscenza della Parola, meditata e pregata, il suo amore per i poveri e la sua risolutezza tutta femminile e tutta toscana la porta a rimbrottare il Papa che prolunga il suo esilio ad Avignone. Una figura spettacolare, intensa, vera, che richiama la nostra Chiesa ancora troppo legata a paradigmi maschili ad aprirsi, sul serio!, al carisma femminile.
E Caterina, dottore della Chiesa illetterato, richiama tutti noi al fatto che non occorrono lauree in teologia per diventare santi.
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