Ed esiste un altro rischio per noi discepoli, per noi che abbiamo accolto con entusiasmo il Vangelo e abbiamo seguito il Maestro: quello di passare dallโessenza allโapparenza, quello di scoprire che, in fondo in fondo, qualche passo lo abbiamo fatto, che in qualche modo viviamo se non tutte almeno qualche beatitudine, che non siamo poi cosรฌ male.
Pratichiamo la giustizia del Vangelo, sรฌ, ma principalmente per essere riconosciuti e applauditi, compiaciuti, in tutta umiltร , dei risultati ottenuti. E Gesรน ci indica la strada verso la veritร e lโumiltร , che non รจ la depressione dei cattolici ma la consapevolezza del punto di partenza. Lโelemosina, il digiuno, la preghiera sono, per ogni esperienza religiosa, strumenti che favoriscono la crescita interiore.
Lโattenzione al povero, il dominio degli appetiti, la meditazione e la preghiera sono essenziali alla conoscenza di Dio. Lโelemosina, che รจ la condivisione delle proprie risorse col povero, perdona molti peccati; il digiuno, dai social ad esempio, ci permette di orientare verso lโessenziale la nostra vita; la preghiera ci permette ogni giorno di rimanere in contatto con la nostra anima e con la volontร di Dio.
Ma chi vuole conoscere e seguire il Dio di Gesรน, dopo avere accolto le beatitudini, dopo avere purificato e alleggerito le norme che disciplinano la vita morale, distinguendo ciรฒ che proviene da Dio da ciรฒ che รจ tradizione degli uomini, deve compiere un ulteriore, impegnativo cammino, quello dellโautenticitร .
Solo il mio vero io incontra il vero Dio, solo quando lasciamo cadere gli orpelli (anche spirituali) scopriamo se siamo credenti o meno. Perchรฉ, come puntualmente fa notare il Signore, il rischio รจ quello di indossare una maschera. Devota, ma pur sempre una maschera. E di apparire come non si รจ, piรน attenti a mostrare agli altri le proprie virtรน, in modo che nascondano i vizi, che a cambiare.
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Dio vuole dei figli, non dei giusti, dei peccatori perdonati, non delle belle mascherine.
โ๏ธ Commento al brano del Vangelo di: โ Mt 6,1-6.16-18
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