p. Giovanni Nicoli โ€“ Commento al Vangelo del 2 Gennaio 2022

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La Parola divenne carne. Il prologo di Giovanni dice cosa avviene in chi legge il vangelo con attenzione e apertura di cuore: vede Dio e diventa figlio di Dio! La Parola infatti ci mostra quel Dio che nessuno mai ha visto e, come si รจ fatta carne in Gesรน, si fa carne anche in noi, dandoci il potere di diventare figli di Dio. La Parola, come ha creato lโ€™uomo, cosรฌ costantemente lo ricrea a sua immagine. Perchรฉ? perchรฉ lโ€™uomo diventa la parola che ascolta.

A una prima lettura, Giovanni รจ il piรน affascinante, il piรน ovvio degli evangelisti; parla di cose elementari, di festa, di nozze, di vino, di acqua, di vita, di amore, di morte: le cose piรน elementari dellโ€™esistenza, che si capiscono immediatamente. Poi ci si accorge leggendo che si capisce un poโ€™ meno. La vita รจ amore, รจ gioia, รจ vino, ma รจ anche fame, tristezza, pesantezza, egoismo, morte: qualcosa di molto complesso che mette soggezione.

Una seconda cosa che mette soggezione รจ il fatto che Giovanni รจ cosรฌ sublime e cosรฌ semplice, che quasi sembra non ci sia nulla da spiegare; cioรจ o lo si capisce o non lo si capisce. Gli altri vangeli fanno dei racconti che una volta spiegati si capisce cosa vogliono dire, sono come delle vetrate, le illumini e fai vedere cosa cโ€™รจ dentro. Giovanni, invece, non racconta quasi nulla, non cโ€™รจ nulla da spiegare perchรฉ Giovanni รจ solo spiegazione; รจ difficile spiegare la spiegazione, come รจ difficile illuminare la luce.

Giovanni non va spiegato, va guardato, va ascoltato, va contemplato. Il Vangelo di Giovanni รจ praticamente un dramma il cui protagonista รจ la Parola e noi siamo i vari personaggi che stanno di fronte alla Parola. Ci accorgiamo con sorpresa che leggendo il Vangelo, in esso si racconta esattamente ciรฒ che sta accadendo in noi mentre lo leggiamo. La Parola che viene scritta, che cโ€™รจ nel testo รจ esattamente quella Parola che nasce in me in quel momento; per questo cโ€™รจ poco da spiegare, cโ€™รจ tutto da vedere e da sentire.

รˆ praticamente il dramma dellโ€™uomo con la sua Parola; il nostro destino si gioca con la Parola, con la Parola che viviamo o rifiutiamo. Giovanni ha come simbolo lโ€™aquila, lโ€™aquila vola alta e dallโ€™alto vede tutto. Cosรฌ รจ tipico di Giovanni: in ogni singola parte si vede sempre tutto il Vangelo. Ogni piccolo dettaglio risuona giร  della totalitร  e contemporaneamente, come lโ€™aquila ha la capacitร  di fissare un dettaglio in tutto il vasto panorama e ingrandirlo allโ€™infinito, ci si accorge che in Giovanni anche un dettaglio minimo occupa tutto lโ€™orizzonte. Sono delle sorprese che si fanno un poโ€™ leggendo Giovanni. Unโ€™altra sorpresa di Giovanni รจ data dal fatto che, mentre gli altri Vangeli raccontano la trasfigurazione al centro della vita di Gesรน come lโ€™episodio fondamentale, Giovanni non la racconta, come tante altre cose, non le racconta perchรฉ tutta la vita di Gesรน รจ vista con occhio trasfigurato.

Direi che se negli altri evangelisti la Parola รจ come un seme, come un seme che entra in noi, in Giovanni vediamo come questo seme cresce in noi, fino a diventare una pianta, lโ€™albero stesso della gloria di Dio.

Questo Prologo che abbiamo appena letto, posto allโ€™inizio del Vangelo ci presenta il protagonista del Vangelo, anzi la protagonista: la protagonista del Vangelo di Giovanni รจ la Parola. Questo brano รจ un inno alla Parola che probabilmente cโ€™era giร  prima di Giovanni; questi lโ€™ha preso, lโ€™ha modificato e lโ€™ha messo allโ€™inizio del Vangelo quasi come un indice di ciรฒ che tratterร  nel Vangelo, piรน che un indice รจ un inno, una poesia coscienti del fatto che di Dio si parla meglio in poesia.

Questo inno di inizio รจ, quindi, un preludio, dove vengono toccati tutti quei temi che poi verranno sviluppati nel Vangelo: il tema della vita, il tema della luce, il tema dellโ€™accogliere, il tema della testimonianza, il tema della grazia, della pienezza, della visione della gloria, del diventare figli di Dio. Tutte le parole che nel Vangelo verranno svolte in tutta la loro implicanza e che qui vengono accennate nei motivi fondamentali.

In concreto questo inno presenta: innanzitutto la Parola; poi la Parola nel suo rapporto con Dio; la Parola nel suo rapporto con la creazione; la Parola nel suo rapporto con lโ€™uomo e con la storia dellโ€™uomo; fino a quando la Parola diventa carne e nella Parola diventata carne vediamo Dio faccia a faccia.

Il Vangelo sarร  la presentazione della Parola diventata carne che incontriamo in Gesรน, nel faccia a faccia con Gesรน; lโ€™adesione a Gesรน, alla sua persona viene ad essere lโ€™adesione alla Parola che ha fatto il mondo e che รจ il destino del mondo, cioรจ viene ad essere la pienezza di vita e di felicitร  che da sempre lโ€™uomo desidera.

Perchรฉ lโ€™uomo vive della Parola; non di solo latte vive il bambino โ€“ diceva uno โ€“ ma di ogni Parola che esce dalla bocca della mamma. Cioรจ la Parola รจ ciรฒ che dร  lโ€™esistenza allโ€™uomo. In questa luce, vediamo adesso il Prologo.

Ciรฒ che cโ€™รจ in principio, รจ anche ciรฒ che cโ€™รจ alla fine. Se nella sorgente cโ€™รจ acqua, nel rubinetto ci sarร  acqua; se sarร  acqua avvelenata, ci sarร  acqua avvelenata nel rubinetto. Ora cosa cโ€™รจ nel principio? Anzi prima del principio addirittura, perchรฉ โ€œeraโ€. Non cโ€™era il caos, non cโ€™era la confusione, non cโ€™era il caso; soltanto dopo ci sarร  il caos, il caso e la confusione; nel principio non cโ€™era lโ€™azione o la coazione o la necessitร , soltanto dopo non ci sarร  piรน nessuna libertร , nessuna intelligenza.

In principio era la Parola; cosโ€™รจ la Parola? Al significato del termine Parola non avevo mai pensato, ma cercando per questo testo ho scoperto che deriva da โ€œparabolaโ€, vuol dire โ€œgetta fuoriโ€, qualcosa che getta fuori; ed รจ tipica dellโ€™uomo che con la Parola si getta fuori, si propone, si espone, si offre, si dona, in modo che lโ€™altro possa accoglierlo, dialogare, interloquire. Lโ€™uomo รจ proprio Parola ascoltata e corrisposta, questo distingue lโ€™uomo dallโ€™animale, questo รจ il principio della cultura, della scienza, di tutto.

Dio stesso รจ Parola. Parola, fonte di intelligenza, libertร , comunicazione, comunione, amore. Alla fine uno che parla non dice delle cose, dice se stesso, si comunica, tantโ€™รจ vero che in dialetto di due che si vogliono bene si dice โ€œsi parlanoโ€; proprio cosรฌ, รจ la comunione piรน alta e piรน profonda il parlarsi.

Dio รจ Parola, cioรจ รจ comunicazione, รจ dono; cโ€™รจ uno che parla, il Padre, cโ€™รจ uno che ascolta e risponde, il Figlio, e cโ€™รจ lโ€™amore tra i due. รˆ questo il principio di tutto e ciรฒ che sta al principio, sarร  anche dopo, perchรฉ ciรฒ che deriva dal principio ha le caratteristiche del principio. Dire che Dio era Parola รจ una scelta ben precisa; รจ dire che lโ€™uomo รจ destinato allโ€™intelligenza, alla libertร , allโ€™amore, alla comunione, al dono, alla comunicazione.

Posso notare che la Parola puรฒ essere menzognera invece che vera, puรฒ essere tenebra invece che luce, puรฒ essere morte invece che vita. Vediamo difatti lโ€™uso che facciamo della Parola nella nostra societร , in qualunque societร . La societร  dipende dallโ€™uso che fa della Parola. Che uso ne fai? Per dominare o per comunicare, per liberare o per schiavizzare, per illuminare o per imbrogliare, tutto lรฌ. Il Vangelo ci narra questo dramma della Parola di veritร  dellโ€™uomo. Ecco: โ€œIn principio eraโ€. Giร  prima del principio; Giovanni fa proprio un volo dโ€™aquila va oltre il principio, fin dallโ€™inizio. Cosโ€™รจ al principio di ogni divenire? La Parola, e questa Parola รจ rivolta a Dio, cโ€™รจ un dialogo interno a Dio e la Parola stessa รจ Dio.


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