La Parola divenne carne. Il prologo di Giovanni dice cosa avviene in chi legge il vangelo con attenzione e apertura di cuore: vede Dio e diventa figlio di Dio! La Parola infatti ci mostra quel Dio che nessuno mai ha visto e, come si รจ fatta carne in Gesรน, si fa carne anche in noi, dandoci il potere di diventare figli di Dio. La Parola, come ha creato lโuomo, cosรฌ costantemente lo ricrea a sua immagine. Perchรฉ? perchรฉ lโuomo diventa la parola che ascolta.
A una prima lettura, Giovanni รจ il piรน affascinante, il piรน ovvio degli evangelisti; parla di cose elementari, di festa, di nozze, di vino, di acqua, di vita, di amore, di morte: le cose piรน elementari dellโesistenza, che si capiscono immediatamente. Poi ci si accorge leggendo che si capisce un poโ meno. La vita รจ amore, รจ gioia, รจ vino, ma รจ anche fame, tristezza, pesantezza, egoismo, morte: qualcosa di molto complesso che mette soggezione.
Una seconda cosa che mette soggezione รจ il fatto che Giovanni รจ cosรฌ sublime e cosรฌ semplice, che quasi sembra non ci sia nulla da spiegare; cioรจ o lo si capisce o non lo si capisce. Gli altri vangeli fanno dei racconti che una volta spiegati si capisce cosa vogliono dire, sono come delle vetrate, le illumini e fai vedere cosa cโรจ dentro. Giovanni, invece, non racconta quasi nulla, non cโรจ nulla da spiegare perchรฉ Giovanni รจ solo spiegazione; รจ difficile spiegare la spiegazione, come รจ difficile illuminare la luce.
Giovanni non va spiegato, va guardato, va ascoltato, va contemplato. Il Vangelo di Giovanni รจ praticamente un dramma il cui protagonista รจ la Parola e noi siamo i vari personaggi che stanno di fronte alla Parola. Ci accorgiamo con sorpresa che leggendo il Vangelo, in esso si racconta esattamente ciรฒ che sta accadendo in noi mentre lo leggiamo. La Parola che viene scritta, che cโรจ nel testo รจ esattamente quella Parola che nasce in me in quel momento; per questo cโรจ poco da spiegare, cโรจ tutto da vedere e da sentire.
ร praticamente il dramma dellโuomo con la sua Parola; il nostro destino si gioca con la Parola, con la Parola che viviamo o rifiutiamo. Giovanni ha come simbolo lโaquila, lโaquila vola alta e dallโalto vede tutto. Cosรฌ รจ tipico di Giovanni: in ogni singola parte si vede sempre tutto il Vangelo. Ogni piccolo dettaglio risuona giร della totalitร e contemporaneamente, come lโaquila ha la capacitร di fissare un dettaglio in tutto il vasto panorama e ingrandirlo allโinfinito, ci si accorge che in Giovanni anche un dettaglio minimo occupa tutto lโorizzonte. Sono delle sorprese che si fanno un poโ leggendo Giovanni. Unโaltra sorpresa di Giovanni รจ data dal fatto che, mentre gli altri Vangeli raccontano la trasfigurazione al centro della vita di Gesรน come lโepisodio fondamentale, Giovanni non la racconta, come tante altre cose, non le racconta perchรฉ tutta la vita di Gesรน รจ vista con occhio trasfigurato.
Direi che se negli altri evangelisti la Parola รจ come un seme, come un seme che entra in noi, in Giovanni vediamo come questo seme cresce in noi, fino a diventare una pianta, lโalbero stesso della gloria di Dio.
Questo Prologo che abbiamo appena letto, posto allโinizio del Vangelo ci presenta il protagonista del Vangelo, anzi la protagonista: la protagonista del Vangelo di Giovanni รจ la Parola. Questo brano รจ un inno alla Parola che probabilmente cโera giร prima di Giovanni; questi lโha preso, lโha modificato e lโha messo allโinizio del Vangelo quasi come un indice di ciรฒ che tratterร nel Vangelo, piรน che un indice รจ un inno, una poesia coscienti del fatto che di Dio si parla meglio in poesia.
Questo inno di inizio รจ, quindi, un preludio, dove vengono toccati tutti quei temi che poi verranno sviluppati nel Vangelo: il tema della vita, il tema della luce, il tema dellโaccogliere, il tema della testimonianza, il tema della grazia, della pienezza, della visione della gloria, del diventare figli di Dio. Tutte le parole che nel Vangelo verranno svolte in tutta la loro implicanza e che qui vengono accennate nei motivi fondamentali.
In concreto questo inno presenta: innanzitutto la Parola; poi la Parola nel suo rapporto con Dio; la Parola nel suo rapporto con la creazione; la Parola nel suo rapporto con lโuomo e con la storia dellโuomo; fino a quando la Parola diventa carne e nella Parola diventata carne vediamo Dio faccia a faccia.
Il Vangelo sarร la presentazione della Parola diventata carne che incontriamo in Gesรน, nel faccia a faccia con Gesรน; lโadesione a Gesรน, alla sua persona viene ad essere lโadesione alla Parola che ha fatto il mondo e che รจ il destino del mondo, cioรจ viene ad essere la pienezza di vita e di felicitร che da sempre lโuomo desidera.
Perchรฉ lโuomo vive della Parola; non di solo latte vive il bambino โ diceva uno โ ma di ogni Parola che esce dalla bocca della mamma. Cioรจ la Parola รจ ciรฒ che dร lโesistenza allโuomo. In questa luce, vediamo adesso il Prologo.
Ciรฒ che cโรจ in principio, รจ anche ciรฒ che cโรจ alla fine. Se nella sorgente cโรจ acqua, nel rubinetto ci sarร acqua; se sarร acqua avvelenata, ci sarร acqua avvelenata nel rubinetto. Ora cosa cโรจ nel principio? Anzi prima del principio addirittura, perchรฉ โeraโ. Non cโera il caos, non cโera la confusione, non cโera il caso; soltanto dopo ci sarร il caos, il caso e la confusione; nel principio non cโera lโazione o la coazione o la necessitร , soltanto dopo non ci sarร piรน nessuna libertร , nessuna intelligenza.
In principio era la Parola; cosโรจ la Parola? Al significato del termine Parola non avevo mai pensato, ma cercando per questo testo ho scoperto che deriva da โparabolaโ, vuol dire โgetta fuoriโ, qualcosa che getta fuori; ed รจ tipica dellโuomo che con la Parola si getta fuori, si propone, si espone, si offre, si dona, in modo che lโaltro possa accoglierlo, dialogare, interloquire. Lโuomo รจ proprio Parola ascoltata e corrisposta, questo distingue lโuomo dallโanimale, questo รจ il principio della cultura, della scienza, di tutto.
Dio stesso รจ Parola. Parola, fonte di intelligenza, libertร , comunicazione, comunione, amore. Alla fine uno che parla non dice delle cose, dice se stesso, si comunica, tantโรจ vero che in dialetto di due che si vogliono bene si dice โsi parlanoโ; proprio cosรฌ, รจ la comunione piรน alta e piรน profonda il parlarsi.
Dio รจ Parola, cioรจ รจ comunicazione, รจ dono; cโรจ uno che parla, il Padre, cโรจ uno che ascolta e risponde, il Figlio, e cโรจ lโamore tra i due. ร questo il principio di tutto e ciรฒ che sta al principio, sarร anche dopo, perchรฉ ciรฒ che deriva dal principio ha le caratteristiche del principio. Dire che Dio era Parola รจ una scelta ben precisa; รจ dire che lโuomo รจ destinato allโintelligenza, alla libertร , allโamore, alla comunione, al dono, alla comunicazione.
Posso notare che la Parola puรฒ essere menzognera invece che vera, puรฒ essere tenebra invece che luce, puรฒ essere morte invece che vita. Vediamo difatti lโuso che facciamo della Parola nella nostra societร , in qualunque societร . La societร dipende dallโuso che fa della Parola. Che uso ne fai? Per dominare o per comunicare, per liberare o per schiavizzare, per illuminare o per imbrogliare, tutto lรฌ. Il Vangelo ci narra questo dramma della Parola di veritร dellโuomo. Ecco: โIn principio eraโ. Giร prima del principio; Giovanni fa proprio un volo dโaquila va oltre il principio, fin dallโinizio. Cosโรจ al principio di ogni divenire? La Parola, e questa Parola รจ rivolta a Dio, cโรจ un dialogo interno a Dio e la Parola stessa รจ Dio.