Giurare รจ chiamare Dio a testimone della propria veridicitร . Spergiurare, in ebraico, รจ giurare in-vano, giurare nel nulla, invece che in Dio.
ร peccato perchรฉ si chiama colui che รจ a testimone di ciรฒ che non รจ (vero). I giuramenti e le promesse in nome di Dio, vanno mantenuti per non disonorare chi si รจ chiamato a testimone.
Questo ci dice il libro dei Numeri 30, 3: Quando uno avrร fatto un voto al Signore o si sarร obbligato con giuramento ad una astensione, non violi la sua parola, ma dia esecuzione a quanto ha promesso con la bocca.
Cosรฌ il Deuteronomio al capitolo 23 versetto 22: Quando avrai fatto un voto al Signore tuo Dio, non tarderai a soddisfarlo, perchรฉ il Signore tuo Dio te ne domanderebbe certo conto e in te vi sarebbe un peccato.
Gesรน vieta di giurare, perchรฉ la parola deve essere di per sรฉ vera, mezzo di comunicazione e di comunione. Diversamente รจ falsa, mezzo di dominio e di divisione. E in questo non giurare va rispettata sia la terra come il cielo, sia Gerusalemme luogo della dimora di Dio.
Anche la nostra testa non puรฒ essere oggetto del nostro giuramento, perchรฉ non รจ nostra ma di Dio.
Su nulla si puรฒ giurare perchรฉ qualunque giuramento facciamo noi chiamiamo in causa Dio.
La nostra parola non puรฒ chiamare a testimone Dio, ma deve testimoniare Dio. Il nostro parlare deve essere sempre di piรน, o tendere sempre di piรน, ad essere come il parlare di Dio, che รจ un parlare che รจ trasparenza del cuore.
La veritร vi farร liberi, ci dice s. Giovanni.
Ci dice il Siracide: Sulla bocca degli stolti รจ il loro cuore, i saggi invece hanno la bocca nel cuore. Noi non dobbiamo fare come lo stolto, che ha il cuore sulla bocca, ma come il saggio, che ha la bocca sul cuore.
Cosa sarebbero i nostri rapporti interpersonali, familiari, comunitari, sociali, politici, nella chiesa se la nostra parola fosse cosรฌ? Il mondo diventerebbe un paradiso.
La lingua รจ come il timone, ci dice s. Giacomo (3,5), governa la barca. Puรฒ condurre in porto, oltre ogni burrasca; puรฒ anche distruggere ciรฒ che nel porto รจ giร .
Nel libro dei Proverbi troviamo scritto: morte e vita sono in potere della lingua e chi lโaccarezza ne mangerร i frutti (18,21).
Diciamo noi: ne uccide piรน la lingua che la spada.
- Giacomo aggiunge: se uno non manca nel parlare, รจ un uomo perfetto (3, 2).
Gesรน prende occasione dal divieto di spergiurare per dire di non giurare affatto e per restituire alla parola il suo valore.
La menzogna del serpente portรฒ la morte nel mondo, la parola di Dio riporta la vita.
La parola ascoltata e detta, รจ il principio della vita dellโuomo: con essa capisce, interpreta e trasforma la realtร . Se รจ comunicativa, vera e liberante, รจ divina: ci unisce ai fratelli e ci fa figli di Dio. Se รจ possessiva, menzognera e intesa a catturare, รจ diabolica: ci divide dagli altri e ci relega nelle tenebre della solitudine.
Al giorno dโoggi, i mass-media tendono ad usarla come trappola per accalappiare intelletto e volontร . Il suo uso perverso รจ il male peggiore, proprio perchรฉ tende a togliere la capacitร di intendere e di volere, la libertร .
Il maligno รจ menzogna. La menzogna, spesso, ha bisogno di molte parole, per confondere e persuadere. Lโimbroglione รจ sempre un abile comunicatore, che cerca di avere in mano lโaltro dicendo il minimo di sรฉ, possibilmente niente. La politica poi รจ da sempre lโarte dove il sรฌ diventa no e viceversa, secondo il proprio vantaggio.
Nel moltiplicarsi, inoltre, le parole perdono il loro significato e sono ridotte a fragore assordante e assurdo, senza senso.
La parola รจ origine di ogni bene se รจ sรฌ al sรฌ e no al no; รจ principio di ogni male se รจ no al sรฌ e sรฌ al no!
Ad ogni parola, poi, dovrebbe precedere e seguire il silenzio: se facessimo silenzio, forse qualcosa capiremmo ancora! La capacitร di silenzio ci ridarร la vita!?!
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