Io ti renderรฒ luce delle nazioni, perchรฉ porti la mia salvezza fino allโestremitร della terra
La figura del profeta delineata nei testi del secondo Isaia detti โcanti del servo di YHWHโ indica un testimone della Parola di Dio, un uomo di fede che pone tutta la sua esistenza orientata a compiere la missione che da Dio gli viene. La chiamata รจ quella a vivere un servizio e si precisa nellโinvio ad essere luce per i popoli. La luce di Dio si comunica attraverso la luce di un testimone e non puรฒ essere racchiusa entro ristretti confini ma รจ destinata a tutta la terra.
La chiamata di questo profeta reca in sรจ i tratti di un disegno di vita e di salvezza che comprende non un solo popolo, ma รจ progetto di incontro e di pace che coinvolge in un orizzonte universale.
โฆ alla Chiesa di Dio che รจ a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesรน, santi per chiamataโฆ
Paolo scrivendo alla comunitร in cui egli stesso aveva annunciato il vangelo per la prima volta, si rivolge alla chiesa di Dio che รจ a Corinto. Si trattava di poche decine di persone che si riunivano attorno ad alcune case. Piccoli nuclei di cristiani nel cuore di una cittร portuale di passaggi e di approdi. Paolo riconosce in quei piccoli nuclei la chiesa di Dio che si rende presente in quel luogo, e diventa segno di un dono di relazione con Dio e con Gesรน Cristo. Santificati in Cristo Gesรน sono coloro che partecipano alla vita della comunitร ed anche santi per chiamata. Responsabili di un dono di vita ricevuto, il vangelo accolto, e chiamati ad essere trasformati nella luce che viene dal vangelo in rapporti nuovi fatti di accoglienza e di attesa reciproca: santi per chiamata.
Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui
Cโรจ una presenza rilevata dai racconti evangelici al momento del battesimo di Gesรน al Giordano. Il Battista indica Gesรน come agnello di Dio e vede lo Spirito discendere su di lui. Sono qui racchiuse le indicazioni dellโintero percorso di vita di Gesรน: il suo itinerario sarร quello del dono, simboleggiato dallโagnello inerme che rinvia al profeta presentato da Isaia, mite come un agnello, come il โservoโ che non sโimpone ma offre la sua vita. Nella lingua aramaica il vocabolo, talyaโ indica sia โservoโ sia โagnelloโ. E la sua vita รจ condotta nel rimanere dello Spirito su di lui. Rimanere รจ verbo caro al IV vangelo e sta ad indicare una relazione profonda, esistenziale, espressa nella metafora dei tralci uniti con la vite: โRimanete in me e io in voi. Come il tralcio non puรฒ portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, cosรฌ neanche voi se non rimanete in meโ. Dello Spirito Gesรน parlerร nei discorsi della cena: lo Spirito consolatore e suggeritore, lo Spirito che conduce alla veritร tutta intera, lo Spirito presenza di conforto e vicinanza.
Giovanni Battista รจ presentato nel IV vangelo come colui che rende testimonianza perchรฉ โvedeโ in modo piรน profondo, indica Gesรน da accostare con occhi nuovi. Egli annuncia: โin mezzo a voi sta uno che voi non conosceteโ ed invita cosรฌ a conoscere Gesรน. โE io ho visto e ho reso testimonianza che questi รจ il Figlio di Dioโ. Nel IV vangelo il verbo โvedereโ ha una particolare importanza: il discepolo รจ chiamato a โvedereโ e a โcredereโ: il credere implica un vedere eppure cโรจ un credere che si attua senza vedere: โbeati coloro che senza aver visto crederannoโ.
Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.