Cesare e Dio
La risposta di Gesรน ai suoi avversari a prima vista dovrebbe scioccarci. In effetti sembra separare la religione della vita e quella del potere. Cโรจ un tempo per occuparci di Dio e un tempo per vivere lโesistenza umana. Non รจ tutto uscito da Lui per ritornare a Lui? Anche il peccato che separa da Lui serve a riportarci a lui (tutto ciรฒ che passa dalla Croce). Tutto ciรฒ che decidiamo e facciamo ci rapporta a lui o ci allontana da Lui. E la richiesta di Cesare non sfugge ad una richiesta di Dio.
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Questo deve essere affermato con forza per comprendere il testo che abbiamo dinanzi. Viste da vicino: la domanda posta a Gesรน e la sua risposta seguono due itinerari diversi. Due schemi. Una specie di introduzione ai due sono le parole โTu sei sempre vero e insegni la veritร di Dio senza lasciarti influenzareโฆ.. โ.
Questa affermazione iniziale indiscutibile per lโevangelista, come per noi, ordina tutto quel che segue. Eโ come se uno dicesse โper la bocca di Gesรน รจ Dio che parlaโ A partire da questo, tutto cambia. Nel primo schema, quello degli avversari cโรจ Dio al sommo: un Dio che detta una condotta: Dio ordina di pagare le imposte o vieta di pagarle?. Al punto di arrivo cโรจ Cesare solo. Tra i due non cโรจ altro che lโimposta da pagare o, giustamente , la formula impersonale โรจ permesso?โ
Abbiamo Dio, lโimposta e Cesare. Nella risposta di Gesรน cโรจ Dio al sommo. Non soltanto Gesรน insegna la via di Dio ma รจ โla viaโ. Al punto di arrivo dei due personaggi ci sono gli interlocutori, ciรฒ che appare โRendeteโ che nella questione erano assenti al dibattito. โEโ permesso?โ. Lโimperativo โrendete โ รจ simmetrico a pagare. Rendete รจ altra cosa che pagare: gli interlocutori non sono allโorigine della moneta delle imposte, non sono all0rigine del dono di Dio.
Chi deve decidere cosa รจ di Cesare e cosa รจ di Dio sono gli interlocutori stessi: โRendeteโ. Questi uomini reclamano una legge e sono rinviati al loro giudizio, alla loro libertร . Praticamente questa gente chiede a Gesรน se deve stare col popolo o essere soggetta ai romani di cui usa la moneta. Chiedono di dare una legge precisa pagare o evadere le tasse?
Siamo arrivati cosรฌ allโapplicazione della Parola di Gesรน al nostro caso. Il cristiano deve pagare le tasse o no? Siamo piรน precisi: non pagare le tasse รจ peccato o no? Le tasse non fanno parte della legge di Dio ma della legge dello stato che purtroppo raramente corrisponde alla legge di Dio, per cui evadere di pagare le tasse รจ sicuramente โreatoโ perseguibile dagli organi di stato o consociati ma non รจ detto che sia sempre peccato. I peccati si fanno con la coscienza non con la legge. Chi ritenesse di non poter pagare le tasse, pur riconoscendone il dovere civile, perchรฉ deve tutelare dei valori, scegliere tra pagare le tasse o dare lo stipendio ai propri operai o salvare il loro lavoro , non รจ sicuramente un evasore e pur facendo un reato per la legge dello stato non commette nessun peccato perchรฉ non va contro la legge di Dio che gli ha parlato attraverso la sua coscienza.
Eppure ci sono ancora coloro che vorrebbero che la morale cristiana fosse un elenco di doveri , sono molti il cristiani dellโAntico Testamento, dice San Tommaso, cristiani che chiederebbero a Gesรน di fare il contrario di ciรฒ per cui รจ venuto: rivelare col suo modo di essere che Dio รจ il liberatore della libertร dellโuomo. Si chiederebbe che si facesse editore di una legge, di farsi dominatore invece che servitore, di ridurre lโuomo ad una obbedienza puerile.
Spetta allโuomo scegliere ciรฒ che bisogna o non bisogna fare per scegliere ciรฒ che รจ โvero, giusto e buonoโ ed economizzare cosรฌ la propria libertร .