Mons. Costantino Di Bruno โ€“ Commento al Vangelo del 30 Dicembre 2021

1142

GIOVEDรŒ 30 DICEMBRE โ€“ OTTAVA DI NATALE [C]

Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Anna รจ profetessa. Anche sopra di Lei si รจ posato lo Spirito Santo. Anche lei sopraggiunge in quel momento nel tempio e si mette a lodare il Signore. Loda il Signore parlando del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Gesรน รจ presentato da Anna come il Redentore di Gerusalemme, il suo Liberatore. Sappiamo la veritร  secondo Dio da dare a questa parola โ€œredenzioneโ€, โ€œliberazioneโ€.  Non si tratta di redenzione o di liberazione politica, militare, liberazione dallo straniero occupante, bensรฌ di liberazione dal peccato, dallโ€™ignoranza, dalla non vera e non santa conoscenza di Dio, del vero Dio. Quanto avviene nel tempio รจ semplicemente sconvolgente. Vi รจ totale assenza del mondo ufficiale, di coloro che erano i maestri, i sacerdoti, i santi del tempo. Questo mondo รจ pieno di se stesso. Questo mondo non ha bisogno di attendere nessun Messia. Questo mondo รจ senza attesa e quindi senza speranza. Chi non ha la speranza nel cuore, perchรฉ privo di ogni attesa vera, quale speranza puรฒ infondere in altri cuori?

Di queste donne che consacrano la loro vita al Signore, il Signore si serve per cantare le sue meraviglie e anche per compiere le sue opere. Modello di queste donne รจ senzโ€™altro Giuditta. Ecco come lei riporta la fede nel Dio dei Padri nei capi della sua cittร : โ€œVennero da lei ed ella disse loro: ยซAscoltatemi, capi dei cittadini di Betรนlia. Non รจ un discorso giusto quello che oggi avete tenuto al popolo, e quel giuramento che avete pronunciato e interposto tra voi e Dio, di mettere la cittร  in mano ai nostri nemici, se nel frattempo il Signore non verrร  in vostro aiuto. Chi siete voi dunque che avete tentato Dio in questo giorno e vi siete posti al di sopra di lui in mezzo ai figli degli uomini? Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non comprenderete niente, nรฉ ora nรฉ mai. Se non siete capaci di scrutare il profondo del cuore dellโ€™uomo nรฉ di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi pensieri e comprendere i suoi disegni? No, fratelli, non provocate lโ€™ira del Signore, nostro Dio. Se non vorrร  aiutarci in questi cinque giorni, egli ha pieno potere di difenderci nei giorni che vuole o anche di farci distruggere dai nostri nemici. E voi non pretendete di ipotecare i piani del Signore, nostro Dio, perchรฉ Dio non รจ come un uomo a cui si possano fare minacce, nรฉ un figlio dโ€™uomo su cui si possano esercitare pressioni. Perciรฒ attendiamo fiduciosi la salvezza che viene da lui, supplichiamolo che venga in nostro aiuto e ascolterร  il nostro grido, se a lui piacerร . In realtร  in questa nostra generazione non cโ€™รจ mai stata nรฉ esiste oggi una tribรน o famiglia o popolo o cittร  tra noi, che adori gli dรจi fatti da mano dโ€™uomo, come รจ avvenuto nei tempi passati, ed รจ per questo che i nostri padri furono abbandonati alla spada e alla devastazione e caddero rovinosamente davanti ai loro nemici. Noi invece non riconosciamo altro Dio fuori di lui, e per questo speriamo che egli non trascurerร  noi e neppure la nostra nazione. Perchรฉ se noi saremo presi, resterร  presa anche tutta la Giudea e saranno saccheggiate le nostre cose sante e Dio ci chiederร  conto col nostro sangue di quella profanazione. Lโ€™uccisione dei nostri fratelli, lโ€™asservimento della patria, la devastazione della nostra ereditร  Dio le farร  ricadere sul nostro capo in mezzo ai popoli tra i quali saremo schiavi, e saremo cosรฌ motivo di scandalo e di disprezzo di fronte ai nostri padroni. La nostra schiavitรน non ci procurerร  alcun favore; il Signore, nostro Dio, la volgerร  a nostro disonore.

Dunque, fratelli, dimostriamo ai nostri fratelli che la loro vita dipende da noi, che le nostre cose sante, il tempio e lโ€™altare, poggiano su di noi. Per tutti questi motivi ringraziamo il Signore, nostro Dio, che ci mette alla prova, come ha giร  fatto con i nostri padri. Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare a Isacco e quanto รจ avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava le greggi di Lร bano, suo zio materno. Certo, come ha passato al crogiuolo costoro con il solo scopo di saggiare il loro cuore, cosรฌ ora non vuol fare vendetta di noi, ma รจ a scopo di correzione che il Signore castiga quelli che gli stanno vicinoยป (Gdt 8,11-27).

LEGGIAMO IL TESTO DI Lc 2,36-40

Maria e Giuseppe nel tempio di Gerusalemme adempiono tutta la Legge del Signore. Quanto essa prescriveva da loro รจ osservato in pienezza di obbedienza e di sottomissione. La famiglia di Nazaret รจ una famiglia che vive secondo la Legge, nella Legge, con una adesione non solo formale, bensรฌ di tutto il cuore. La legge รจ volontร  di Dio. La volontร  di Dio va adempiuta amandola. Solo chi ama la volontร  di Dio la adempie con spirito di vera obbedienza. Obbedienza e amore devono essere una cosa sola nellโ€™adempimento della Legge del Signore. Ora che tutto รจ stato adempiuto secondo la Legge di Dio possono ritornare a casa.

Gesรน, Maria e Giuseppe fanno ritorno in Galilea, nella loro cittร  di Nazaret. Il testo non ci dice se loro siano rimasti in Giudea fino al quarantesimo giorno, o se subito dopo la nascita siano tornati a Nazaret. Ciรฒ che il testo non dice รจ giusto che non sia detto e rimanga un segreto. Nรฉ si deve pensare di cercare di trovare una concordanza con quanto afferma Matteo, perchรฉ il Vangelo secondo Matteo ha tuttโ€™altra prospettiva teologica e cristologica. La prospettiva di Luca e quella di Matteo sono totalmente differenti, perchรฉ differente รจ la veritร  che si vuole insegnare e differenti sono anche le vie attraverso cui la veritร  viene insegnata. La bellezza del Vangelo รจ proprio questa: la diversitร  nulla toglie alla veritร , la rende invece veritร  piena, ma senza alcuna possibilitร  di concordanza.  La diversitร  in Dio รจ unitร  e lโ€™unitร  diversitร .

Il bambino รจ vero bambino. Lโ€™umanitร  vera umanitร . Qual รจ lโ€™essenza della vera umanitร ? La sua crescita, il suo sviluppo, la sua fortificazione. Quella di Gesรน รจ vera vita umana, perchรฉ vera carne, vero spirito, vera anima. Gesรน cresce e si fortifica pieno di sapienza. La pienezza di sapienza รจ proporzionata alla sua crescita umana. Gesรน รจ stato sempre pieno di sapienza. Allโ€™etร  di sei anni era pieno di sapienza per quanto un bambino di sei anni ne puรฒ contenere. Anche allโ€™etร  di trentโ€™anni Gesรน รจ pieno di sapienza. La differenza รจ perรฒ immane, grandissima. A trentโ€™anni la pienezza della sapienza ha raggiunto il suo culmine, ma non ancora la perfezione, che รจ raggiunta solo al momento della morte in croce. Gesรน รจ guidato perennemente dalla grazia di Dio che รจ sopra di Lui allo stesso modo che la tenda di luce e la nube erano sempre sopra Israele nel suo cammino nel deserto verso la terra promessa.

Mai un solo istante la grazia ha abbandonato Gesรน. Mai un solo istante Gesรน ha abbandonato di seguire la grazia. La grazia lo guidava e Gesรน si lasciava guidare. La grazia lo custodiva e Gesรน si lasciava custodire. La grazia lo chiamava e Gesรน si lasciava chiamare. La grazia lo spingeva e Gesรน si lasciava spingere. Gesรน e la grazia sono una cosa sola, sempre, in ogni istante. รˆ in ragione della grazia che era sopra di Lui che Gesรน era sempre pieno di sapienza. Gesรน sapeva sempre discernere il bene dal male. Gesรน respingeva sempre il male e faceva sempre il bene. Cosa รจ infatti la sapienza? Sono le quattro virtรน cardinali: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza. Gesรน era perennemente guidato da queste quattro virtรน. Gesรน รจ vero uomo. Vive da vero uomo. Vive da vero uomo perchรฉ immerso nella grazia di Dio e nella pienezza della divina sapienza. La Madre di Gesรน ci faccia veri profeti del Figlio suo. Canteremo al mondo la sua veritร , senza tradirla neanche in un solo iota. Amen.