MARTEDร 27 DICEMBRE โ OTTAVA DI NATALE [A]
SAN GIOVANNI EVANGELISTA
Allora entrรฒ anche lโaltro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Il discepolo che Gesรน amava, secondo il suo racconto, รจ il primo che ha creduto nella risurrezione di Gesรน. Come lui รจ giunto a questa fede? Osservando i segni lasciati da Gesรน nel sepolcro vuoto. Erano segni di un ordine perfetto. Erano segni che mai avrebbero potuto lasciare ladri e briganti venuti per trafugare il corpo di Cristo Gesรน, anche perchรฉ dinanzi al sepolcro vi era una postazione di guardia messa a custodia della tomba e nessun ladro, sapendo che le guardie stanno a custodia di un luogo, si dร pena di mettere ordine.
Questo ci deve insegnare una altissima veritร . Il Signore ha dato a noi tanta sapienza da osservare ciรฒ che avviene nella storia e da essa dedurre quelle conclusioni che attestano se la nostra fede รจ vera oppure se essa รจ falsa. Esaminiamo ora alcuni punti della storia alla luce della sapienza dello Spirito Santo e allโistante sapremo se la nostra fede รจ vera oppure se essa รจ falsa.
Gesรน nella Parabola del Seminatore che esce a seminare, dice che tre quarti di semi cadono su terreno non buono. Una parte su terreno buono e produce dove il trenta, dove il sessanta, dove il cento per uno: Egli parlรฒ loro di molte cose con parabole. E disse: ยซEcco, il seminatore uscรฌ a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Unโaltra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cโera molta terra; germogliรฒ subito, perchรฉ il terreno non era profondo, ma quando spuntรฒ il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccรฒ.
Unโaltra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Unโaltra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascoltiยปโ (Mt 13,3-9). Se io lavoro e nessuna mia parola produce un solo vero discepolo di Gesรน, allora devo constatare che la parola che io annuncio non รจ la Parola di Cristo Gesรน. Se ieri si dava la Parola di Cristo Gesรน e produceva molti veri discepoli, perchรฉ oggi non si fanno discepoli? Anzi, perchรฉ molti discepoli si allontanano? Perchรฉ non si dona la vera Parola di Gesรน. Si seminano parole umane e non divine. Parole della terra e non del cielo.
Prendiamo ora un secondo esempio. Gesรน dice che il regno dei cieli cresce come il lievito e come un granello di senapa: โEspose loro unโaltra parabola, dicendo: ยซIl regno dei cieli รจ simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminรฒ nel suo campo. Esso รจ il piรน piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, รจ piรน grande delle altre piante dellโorto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi ramiยป. Disse loro unโaltra parabola: ยซIl regno dei cieli รจ simile al lievito, che una donna prese e mescolรฒ in tre misure di farina, finchรฉ non fu tutta lievitataยปโ (Mt 13,31-33). Se attorno a me, per la parola che io semino, il regno di Dio non cresce, anzi decresce e diminuisce, allora รจ segno che non semino la Parola di Cristo Gesรน.
Semino farina. La farina altro non รจ che grano passato sotto la macina e ridotto in polvere. La farina da me seminata altro non รจ che la Parola di Dio passata sotto la macina dei miei pensieri. Non vedendo crescere il regno di Dio devo constatare che non semino la vera Parola di Dio. Ma poichรฉ se non semino la vera Parola di Dio, non sono luce di Cristo e neanche sapienza di Cristo, sono un miope, un cieco, un insensato, uno stolto. Sono privo di ogni sapienza che mi permette di leggere secondo veritร la mia vita. Se sono cieco progredirรฒ di cecitร in cecitร e di stoltezza in stoltezza. Sono privo dello Spirito Santo, il solo che mi puรฒ dare i suoi occhi perchรฉ veda ciรฒ che di errato compio nella mia vita, cosรฌ da potermi convertire.
LEGGIAMO IL TESTO DI Gv 20,2-8
Quando la nostra razionalitร , che รจ parte essenziale della nostra vita, si eclissa, รจ il segno che la nostra anima รจ morta alla grazia e il nostro spirito si รจ spento alla luce soprannaturale.
Quando sia lโanima e sia lo spirito sono morti in noi, la stoltezza, lโinsipienza, lโassenza di razionalitร e di ogni sano discernimento si impossessa di noi e ci conduce in ogni falsitร e menzogna. Non solo. Ci fanno dichiarare la falsitร veritร e ci fanno proclamare falsitร ogni veritร . ร quanto sta succedendo ai nostri giorni.
Le Leggi di bene le dichiariamo Leggi che opprimo lโuomo. Le leggi degli uomini che legalizzano ogni misfatto e aprono le porte alla piรน devastante immoralitร le chiamiamo leggi di progresso, di civiltร , di capacitร di autodeterminarsi, libertร da ogni relazione dellโuomo da qualsiasi legame con il soprannaturale e con lโeterno, pensati come un frutto della mente degli uomini.
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Mai prima si era assistito a tanta stoltezza. La Madre di Dio ci aiuti affinchรฉ il nostro spirito torni in vita.