Donare identitร
โTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ (v. 16), โTu sei Pietroโ (v. 18). ร un reciproco chiamarsi per nome ciรฒ che avviene tra Gesรน e Pietro, un riconoscere lโuno lโidentitร profonda dellโaltro. ร questo ciรฒ che puรฒ avvenire a ogni discepolo che si pone alla sequela di Gesรน: essere riconosciuto nella sua identitร piรน profonda e ricevere da questo sguardo di amore, che dona spessore e profonditร , un nome nuovo.
Sono lontani Gesรน e i suoi discepoli, lontani dal centro religioso di Gerusalemme, lontani dalla cittร in cui la religione รจ fissata in formule e definizioni giร date. E da lontano parte Gesรน nel porre la domanda: โLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomoโ (v. 13). Terreno comodo per i discepoli, anche per chi non รจ ancora arrivato in profonditร a conoscere lโidentitร di quel Gesรน del quale sta seguendo i passi. Facile quindi riportare frasi fatte, pareri condivisi e non approfondire invece ciรฒ in cui essi credono.
I discepoli perรฒ vivono con lui, hanno lโesperienza di vita, una frequentazione, un ascolto. Questo vissuto a che veritร li conduce? Gesรน non lascia i suoi discepoli nel limbo del sentire comune, non ci lascia nel comodo terreno di una vita superficiale, senza radici profonde, senza una direzione e un senso. Ci richiama continuamente a ridire e a ridirci chi stiamo seguendo, cosa stiamo perseguendo. โMa voi, chi dite che io sia?โ (v. 15). ร una domanda che spaventa. Puรฒ rivelarci che abbiamo smarrito il senso, lโorientamento, che abbiamo sostituito quel nome e quel volto con ideali destinati a perdere consistenza, con illusioni e labili e personali progetti. Gesรน conosce il cuore degli uomini e sa quanto sia facile sostituire il suo volto e la sua parola potente con volti e parole passeggeri e fragili. E cosรฌ pone la domanda, continuamente, a ciascuno e ciascuna personalmente, lungo la strada. Non cerca definizioni, o professioni di fede solenni, cerca la parola dโamore, il riconoscimento.
E Pietro, di cui oggi facciamo memoria, si lascia pungolare, abbandona il giร noto, prende distanza da ciรฒ che โalcuni diconoโ. ร lui che dice Gesรน nella sua identitร . Gesรน che non รจ allโinterno di identitร giร date, di personaggi del passato โ Giovanni Battista, Elia, Geremia โ, ma รจ il โFiglio del Dio viventeโ (v. 16). Lโatto di fede di Pietro dice la straripante azione di Dio nella storia: โnรฉ carne, nรฉ sangue te lโhanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieliโ (v. 17).
Pietro lascia che la novitร rivelata da Dio in Gesรน irrompa e la proclama, e cosรฌ si apre anche la possibilitร di essere, a sua volta, rivelato a sรฉ stesso. Si riceve la propria identitร se si รจ disposti ad abbandonare le sicurezze antiche, le certezze, se ci si mette in un atteggiamento di ricerca, se ci si lascia interrogare e si prende il rischio della risposta.
Pietro riceve in dono un nome nuovo, che รจ anche consegna, vocazione. Come Gesรน, anche ciascuno di noi ha bisogno di essere riconosciuto nella sua umanitร e nella sua veritร . E questa identitร ciascuno di noi la puรฒ ricevere e a essa puรฒ dare forma e contenuto solo grazie alla relazione con lโaltro, solo grazie allo sguardo dellโaltro. โSimone, figlio di Gionaโ (v. 17) รจ โbeatoโ perchรฉ ha fatto spazio al dono che Gesรน รจ nelle nostre vite, e con questo dono riceve anche la sua identitร piรน profonda, quella di essere โPietroโ, roccia, stabile fondamento, condizione di stabilitร anche per i fratelli e le sorelle.
sorella Elisa
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