Il volto di chi sale a Gerusalemme
Noi non conosciamo il volto di Gesรน. Il Vangelo non รจ una biografia come quelle degli uomini famosi del mondo greco-romano che ci hanno lasciato una descrizione fisica del personaggio. Questo vuoto รจ stato colmato dalla tradizione iconografica, in cui crediamo che si possa trovare una traccia del โvolto santoโ, della โvera iconaโ (la Veronica). I Vangeli ci parlano di questo volto soltanto di riflesso: nel racconto della trasfigurazione e in questo testo lucano.
Nella trasfigurazione, secondo Matteo, il volto di Gesรน divenne luminosissimo, โrisplendette come il soleโ (Mt 17,2). Luca, invece, non dice cosรฌ, dice semplicemente che si trasformรฒ, che โdivenne altroโ (โmentre egli pregava, lโaspetto del suo volto divenne un altroโ: Lc 9,29). Luca, del resto, รจ il solo a precisare il contenuto della preghiera di Gesรน, del suo dialogo scritturistico con Mosรจ ed Elia. Si tratta di un โesodoโ, dellโuscita da questo mondo โche stava per compiersi a Gerusalemmeโ (Lc 9,31). Il volto di Gesรน si trasforma, secondo Luca, nellโimminenza della sua morte, e della sua morte violenta, a Gerusalemme.
Anche in questo brano siamo posti di fronte a questa necessitร della morte di Gesรน, della sua โassunzioneโ al cielo, presso il Padre. Anzichรฉ parlare di una metamรณrphosis, di una โtrasfigurazioneโ, Luca ci parla di una anรกlempsis, di una โelevazioneโ, ma sempre nella prospettiva della morte a Gerusalemme. La nostra traduzione ufficiale recita cosรฌ: โMentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesรน prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemmeโ. Dobbiamo essere piรน precisi, piรน letterali: โOra avvenne che, compiendosi i giorni della sua assunzione, Gesรน indurรฌ il suo volto per partire verso Gerusalemmeโ.
Gesรน โindurisceโ il suo volto. Nellโimminenza della morte, di fronte a un destino di estrema sofferenza, il suo volto si contrae. Il nostro brano insiste molto, letteralmente, su questo aspetto. Gesรน โmandรฒ dei messaggeri davanti al suo voltoโ per preparare un posto per lui in un villaggio samaritano, ma questi Samaritani โnon lo accolsero, poichรฉ il suo volto camminava verso Gerusalemmeโ. Cosรฌ si dice, alla lettera: โun volto che camminaโ, come Dio disse a Mosรจ: โIl mio volto camminerร con voi e ti darรฒ riposoโ (Es 33,14). Un volto che cammina vuol dire qualcuno che ci precede, che si puรฒ soltanto seguire, vedere di spalle. Ma la Vulgata traduce: Et non receperunt eum quia facies eius erat euntisHIerusalem (Il suo volto era quello di uno che va a Gerusalemme).
Il volto di chi sale a Gerusalemme รจ facilmente riconoscibile. โQuale gioia quando mi dissero: Andiamo alla casa del Signore!โ (Sal 122,1). Il volto di Gesรน รจ indurito, contratto: esprime tutta la sua determinazione di fronte alla morte, che per un profeta non puรฒ darsi se non a Gerusalemme. Ma nello stesso tempo รจ anche gioioso, perchรฉ sa di realizzare la volontร del Padre, il progetto di tutta la sua vita. Possiamo dunque dire che il suo volto รจ davvero divenuto altro: รจ sรฌ indurito, determinato, ma non รจ triste, abbattuto. ร un volto radioso, trasfigurato.
fratel Alberto
Per gentile concessione del Monastero di Bose
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