Monastero di Bose โ€“ Commento al Vangelo del giorno โ€“ 24 Agosto 2022

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Lโ€™esperienza di essere conosciuti dal Signore

Oggi facciamo memoria dellโ€™apostolo Bartolomeo che nel quarto vangelo viene chiamato Natanaele, dono di Dio. Quando Gesรน trovรฒ Filippo e lo chiamรฒ alla sua sequela, questi andรฒ subito a trovare Natanaele e gli disse: โ€œAbbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosรจ nella legge e i profetiโ€ (v. 45). Sapeva che il suo compagno cercava ardentemente il Signore nelle Sante Scritture, e conosceva lโ€™albero di fico sotto il quale stava per studiare la Legge.

Possiamo intuire poi la gioia con la quale Filippo gli annunciรฒ questa parola: chi infatti, dopo un lungo cercare e attendere, non prova una grandissima gioia quando finalmente trova? Pensiamo ai re magi quando videro apparire la stella sul loro cammino verso Betlemme (cf. Mt 2,10). Pensiamo anche al padre misericordioso quando vide ritornare il figlio smarrito (cf. Lc 15,20.32). Cercare, attendere e trovare non รจ forse lโ€™intimo moto dellโ€™animo di ogni figlio dโ€™Israele come di ogni essere umano?

Natanaele, in quanto profondo conoscitore delle Scritture, non si lascia attrarre a una facile gioia senza verifica. Avendo ascoltato Filippo attentamente gli chiede: โ€œDa Nazareth puรฒ venire qualcosa di buono?โ€ (v. 46). Allora Filippo gli dice le due parole di Gesรน, che da Andrea in poi, sono state trasmesse ai cercatori di Dio e della vita: โ€œVieni e vediโ€ (v. 46), โ€œVenite e vedeteโ€ (v. 39). Occorre che Natanaele alzi gli occhi dal libro e si drizzi per mettersi in movimento allโ€™incontro di Colui che giร  รจ in cammino verso di lui. Scrive Gregorio di Nissa: โ€œNatanaele, lasciato il fico della Legge, raggiunse la persona di Gesรนโ€.

Nel faccia a faccia con Gesรน Natanaele riceve la risposta al suo cercare: lโ€™esperienza piena di stupore di un incontro. Manifestando di conoscerlo, Gesรน gli dice: โ€œEcco davvero un israelita in cui non cโ€™รจ falsitร โ€ (v. 49), โ€œTi ho visto quando eri sotto lโ€™albero di ficoโ€ (v. 48). E Natanaele rispondendo gli chiede: โ€œCome mi conosci?โ€ (v. 48). Ci ricorda la Samaritana che anche lei si meravigliava che Gesรน la conosceva profondamente (Gv 4, 17.29).

In questa conoscenza si riflette tutto lโ€™amore del Signore, la sua accoglienza senza riserva di ogni persona. Lโ€™esperienza dellโ€™essere conosciuto e amato risveglia, e svela, la vita nascosta nel piรน profondo della persona e la fa emergere per quel che รจ in veritร . รˆ una conoscenza che dischiude anche un futuro, apre una via e un orizzonte: โ€œIn veritร , in veritร  io vi dicoโ€, dice Gesรน, โ€œvedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dellโ€™uomoโ€ (v. 51). Anche questa parola ci ricorda la Santa Scrittura: il racconto del sogno di Giacobbe in cui il patriarca vide una scala che poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa (cf. Gen 28,12).

Con questa immagine Gesรน annuncia che il cielo ormai รจ aperto attraverso la sua persona. Da vedere, non sono angeli e messaggeri, ma รจ possibile la contemplazione del volto di Dio nella persona di Gesรน, e andare a Dio Padre attraverso di Lui. Natanaele comprende, e con semplicitร  confessa la sua fede nel Figlio di Dio.

sorella Alice

Per gentile concessione del Monastero di Bose

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