Le prime pagine del vangelo secondo Luca, dopo quelle matteane, ci accompagnano nelle Ferie maggiori di Avvento: sono giorni protesi verso la celebrazione del Natale del Signore, mistero della Parola fatta carne che viene a prendere dimora in noi e tra di noi, che viene a illuminare i nostri giorni della sua pienezza, anche e proprio laddove ci sentiamo cosรฌ incompiuti, cosรฌ fragili, cosรฌ nelle tenebre.
Oggi lo sguardo si focalizza sullโepisodio della Visitazione, abbraccio tra Maria ed Elisabetta, abbraccio di vita che si irradia, abbraccio di grembi gioiosi โ incontro tra il Messia atteso da Israele e il Precursore, tra la Parola e la Voce che la annuncia, che apre la sua strada chiamando tutti e ciascuno a concentrare lo sguardo su di lui, a fargli spazio.
Maria si mette in cammino con unโurgenza interiore, un fuoco che le dona forza e audacia. La Scrittura ci racconta di molti cammini: pensiamo ad Abramo che โper fede, chiamato da Dio, obbedรฌ partendo per un luogo che doveva ricevere in ereditร , e partรฌ senza sapere dove andavaโ (Eb 11,8); pensiamo a Giovanni Battista, il figlio di cui Elisabetta sarร madre, che si addentra nel deserto dove โcresceva e si fortificava nello spiritoโ (Lc 1,80). In queste parole si intravvede anche il cammino di Gesรน, il Figlio dellโuomo che Maria porta in grembo, che a Nazaret โcresceva in sapienza e grazia davanti a Dio e agli uominiโ (Lc 2,52).
Per ciascuno accade, puรฒ accadere, di mettersi per via, con altri o da soli, facendo fiducia a una parola intuita, percepita, ascoltata. A fronte di dubbi, resistenze e contraddizioni, puรฒ accadere che a farci camminare sia quellโunica voce tenace, grido nel deserto o balsamo silenzioso della sera.
Puรฒ accadere di mettersi in cammino come la giovane Maria che, non in un andare in piano bensรฌ un andare chiamato a salire la montagna, va incontro allโanziana Elisabetta: nel loro farsi prossime รจ donato loro di riconoscere lโapprossimarsi di Dio, la visita del Verbo che si fa carne, del Verbo che si fa voce. Il loro incontrarsi rende manifesta la sovrabbondanza di vita, ossia lโincontro con il Signore. Maria ed Elisabetta, colmate di Spirito santo, riconoscono la presenza del Signore in loro e fra di loro, la annunciano con la loro vita, offrono una dimora al Signore. Come canta il salmista: โNon concederรฒ il sonno ai miei occhi, nรฉ lโassopimento alle mie palpebre, finchรฉ io non divento una dimora per il Signoreโ (Sal 132,4-5a Targum).
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Lโincontro si compie nel riconoscere la presenza del Signore. Anche a ciascuno di noi รจ chiesto di riconoscere la sua presenza come ha fatto Giovanni il Battista, di riconoscerla in una parola o in una visita, in un fiore o in un sasso; e di gioire di questo approssimarsi della Parola, di rendere grazie anche se il cammino ci sembra, o รจ davvero, tanto scosceso e incomprensibile.
La buona notizia di oggi si conclude con una beatitudine rivolta a Maria, beatitudine che dilata. Che il Signore Veniente conceda a ciascuno di mettersi in cammino e di osare tentare di credere nellโโadempimento delle parole del Signoreโ, nel compiersi della promessa di vita del Dio-con-noi, secondo i modi e i tempi che lui mostrerร !
sorella Silvia
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO DI OGGI
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1, 39-45
In quei giorni Maria si alzรฒ e andรฒ in fretta verso la regione montuosa, in una cittร di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarรฌa, salutรฒ Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultรฒ nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamรฒ a gran voce: ยซBenedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto รจ giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nellโadempimento di ciรฒ che il Signore le ha dettoยป.
Parola del Signore