Pienezza di vita
Chi sono i santi? O forse, possiamo chiederci ancora meglio: in che cosa consiste la santitร ? Noi magari abbiamo lโidea che la santitร consista in un qualche eroismo, in una presunta impeccabilitร , comunque in una certa separazione dallโesistenza quotidiana, in un essere messi a parte, in una โeccezioneโ rispetto alla vita normale. E cosรฌ รจ, secondo il nostro comune metro di giudizio. Ma non dobbiamo dimenticare che la santitร , piรน che una privazione o una rinuncia, piรน che un essere posti ai margini, รจ un essere posti al centro: รจ una pienezza di vita.
โIl mistero di Dio, ciรฒ per cui Dio รจ Dio, ossia la sua santitร , รจ la vita! Quando si dice che Dio รจ santo, si intende dire che lui รจ la pienezza della vita. Il mistero di Dio รจ mistero di vita; mistero, certo, ma anche pienezza: mistero vivo, mistero attivo, mistero traboccante. Parlare della santitร di Dio, dunque, significa parlare della vita: il Santo รจ il Vivente!โ (Pino Stancari, Per una teologiadella vita).
Per questa festa di Tutti i Santi, lโevangelo รจ quello delle beatitudini. Ecco: la santitร non รจ una mortificazione ma una beatitudine. Una beatitudine che raggiunge un certo tipo di persone, le quali sono povere, miti, affamate e assetate di giustizia, misericordiose, pure di cuore, operatrici di pace, tutte condizioni che sono reperibili non soltanto tra i cristiani, ma anche al di fuori del perimetro ecclesiale. Quindi non sono beatitudini scontate, a basso prezzo: esigono un impegno, una ricerca, una lotta interiore, talvolta perfino una sofferenza: infatti sono beati anche gli afflitti, coloro che piangono, i perseguitati a causa della giustizia.
Ciรฒ nondimeno queste beatitudini sono reali, sono efficaci, si realizzano fin da ora. โBeati i poveri in spirito (quindi i poveri che hanno coscienza di esserlo e talvolta anche lo scelgono) perchรฉ di essi รจ il regno dei cieliโ: รจ giร adesso, al presente. Il โregno dei cieliโ, se ancora vogliamo chiamarlo in questo modo, non รจ qualcosa che si verifica soltanto dopo la morte: non รจ il premio promesso o sperato nellโaldilร . ร una condizione di pace interiore, di serenitร , di bellezza e di bontร , che giร oggi possiamo sperimentare, se davvero siamo poveri e miti, giusti e misericordiosi.
La beatitudine รจ una felicitร , una feconditร spirituale, magari anche in mezzo alle tribolazioni. Prendiamo il Salmo 1, che รจ il portale del Salterio, la prima di tutte le preghiere: โBeato lโuomoโ. Come mai? Certo รจ un uomo che manifesta una sua coerenza: che non entra nel consiglio degli empi, non sosta su una via di peccato, non siede in compagnia dellโarroganza. Tutto questo va da sรฉ: tuttavia non รจ per questo che รจ beato. ร beato anzitutto nel meditare la parola del Signore, nel dialogare con Dio giorno e notte. Piรน ancora, la sua vita รจ piena, รจ felice, in quanto โil Signore conosce la via dei giustiโ e veglia su di essa, si prende cura di loro. Questo non significa, necessariamente, che โtutto quello che uno fa gli riesce beneโ. La beatitudine dei santi non si confonde con il successo, con la riuscita mondana. Ma รจ, appunto, una vita in pienezza.
fratel Alberto
Per gentile concessione del Monastero di Bose
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