Giusti o ingiusti? Esistono delle categorie ben distinte? E Dio come si comporta nei confronti dellโuomo peccatore? Sono alcuni degli interrogativi che abitano da sempre il nostro cuore e che il brano del Vangelo secondo Luca solleva.
La gente interroga Gesรน sullโaccaduto: dei rivoluzionari, probabilmente zeloti, sono stati assassinati dai romani proprio mentre stavano compiendo una cerimonia sacra. Gesรน aggiunge lโesempio di diciotto operai che lavoravano nel tempio, morti a causa del crollo di una torre. Che pensare? Si tratta di esercitare il discernimento sulla realtร che ci circonda: fatti di cronaca inquietanti che abbracciano massacri di esseri umani, giustificati per cosiddetti motivi politici, catastrofi naturali, o ancora, crolli di edifici e infrastrutture costruite dallโuomo stesso.
La tentazione piรน grande รจ di chiedersi che cosa mai abbiano fatto di cosรฌ grave quelle persone da meritarsi una tale sorte. Al tempo di Gesรน la mentalitร corrente era di credere allo schema peccato-condanna che giudicava le persone in base al loro destino. Gesรน spezza questo schema riportando allโessenziale. Ciรฒ che รจ successo va letto come occasione per meditare sulla fragilitร dellโesistenza. La nostra vita non รจ infinita, non sappiamo quanto potrร durare ed รจ una sola. Diamoci da fare perchรฉ non passi nella superficialitร .
Lโurgenza della conversione รจ antidoto allโottundimento e alla pigrizia personale: ora รจ il momento favorevole per ricominciare (cf. 2Cor 6,2)!
Non ci sono perciรฒ buoni e cattivi, ci sono solo uomini e donne che scelgono di mettersi in gioco oppure no. Non cโรจ un Dio (almeno non quello che ci ha mostrato Gesรน) che punisce ogni sbaglio commesso: cโรจ invece un Dio Padre che usa pazienza perchรฉ desidera la salvezza di tutti (cf. 2Pt 3,9). In un momento che non conosciamo, perรฒ, ci sarร comunque un giudizio perchรฉ anche la pazienza ha un limite.
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Ed ecco introdotta la parabola del fico sterile che rischia di essere tagliato. Il fico sterile vive solo per se stesso e ha dimenticato (forse non ha mai conosciuto) la bellezza del produrre frutto da condividere. Eppure gli viene lasciato ancora tempo perchรฉ il Signore รจ buono e misericordioso.
Questo tempo prolungato รจ per tutti possibilitร di prendere coscienza di chi siamo veramente, di come viviamo in rapporto a noi stessi e agli altri. ร tempo per evolvere, non tempo per continuare ad approfittarsi degli altri, nรฉ tempo di indifferenza (il fico sterile continua a trarre cibo dalla terra senza donare niente) o, ancora peggio, di immobilitร .
Il buon contadino della parabola sa che zappare attorno a una pianta e aggiungere concime alla terra รจ un modo per aiutare il nutrimento che la pianta prende dalle radici. Un rimedio pratico unito allโoperositร e alla cura di chi spera nella vita di quella pianta.
Convertirsi รจ esattamente andare alle nostre radici e cambiare. Ci vuole fiducia nella vita e in sรฉ, รจ necessario spazio di silenzio e di ascolto della parola di Dio per nutrire e curare la nostra vita interiore. Il cambiamento significherร frutto nuovo e sorprendente, non solo per sรฉ ma da condividere con altri. La crescita di ognuno รจ gioia per il Signore e comunione con gli altri.
sorella Ilaria della comunitร monastica di Bose
Lc 13, 1-9
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesรน il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesรน disse loro: ยซCredete che quei Galilei fossero piรน peccatori di tutti i Galilei, per aver subรฌto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollรฒ la torre di Sรฌloe e le uccise, credete che fossero piรน colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modoยป.
Diceva anche questa parabola: ยซUn tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovรฒ. Allora disse al vignaiolo: โEcco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questโalbero, ma non ne trovo. Tร glialo dunque! Perchรฉ deve sfruttare il terreno?โ. Ma quello gli rispose: โPadrone, lascialo ancora questโanno, finchรฉ gli avrรฒ zappato attorno e avrรฒ messo il concime. Vedremo se porterร frutti per lโavvenire; se no, lo taglieraiโยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.