Pace e bene a tutti, questa domenica lasciamoci parlare al cuore dal Signore, che ci indica i passi per trovare ristoro per la nostra vitaโฆ
Piccolezza, umiltร e mitezza, sono alcune delle parole chiave del Vangelo di questa domenica. Il Vangelo inizia con parole di gioia e di gratitudine rivolte da Gesรน al Padre, parole di ringraziamento per la predilezione verso i piccoli. Piccoli non di statura, non di etร , ma piccoli nel senso che hanno compreso e si mettono davanti al Padre con atteggiamento da figli, con atteggiamento di coloro che hanno quella consapevolezza di dover essere custoditi e aiutati a crescere nella maturitร della fede dal Padre che รจ nei cieli. Gesรน invita i piccoli ad imparare da Lui, ad essere miti e umili di cuore.
Egli รจ lโumile per natura. Lui ha scelto di scendere fino al punto piรน basso della nostra condizione umana. Ha scelto lโobbrobrio della croce per innalzare noi. ยซLโumiltร dunque, non consiste principalmente nellโessere piccoli, perchรฉ uno puรฒ essere piccolo e arrogante allo stesso tempo; non consiste principalmente nel sentirsi piccoli e senza valore, perchรฉ questo puรฒ anche nascere da un complesso di inferioritร ; non consiste neanche nel dichiararsi piccoli, perchรฉ molti dichiarano di non valere niente, pensando lโesatto opposto. Lโumiltร รจ nel farsi piccoli, e non per qualche necessitร o utilitร personale, ma per amore, per โinnalzareโ gli altri.
Cosรฌ รจ stata lโumiltร di Gesรน; egli si รจ fatto tanto piccolo da โannullarsiโ addirittura per noi. Nella posizione in cui si trova, Dio non puรฒ โelevarsiโ; nulla esiste sopra di lui. Dio scende e si fa piccolo per donarsi a noi uomini in maniera totale e disarmante!ยป (card. R. Cantalamessa). Davanti allโumiltร di Gesรน, chiediamoci quanto siamo capaci di โabbassarciโ. Quanto siamo capaci โ e se desideriamo farlo โ di innalzare gli altri, di valorizzarli. A dir la veritร , spesso tendiamo ad abbassare gli altri per innalzare noi! Tendiamo a fare degli altri i nostri piedistalli. Ad esempio, non accade, a volte, quando non si รจ capaci di fare il bene, di abbassare gli altri, denigrarli, sminuirli, parlare male di loro alle spalle?
Gesรน ci dice di imparare da Lui anche la mitezza di cuore, che ha esercitato nella misura massima nella sua passione: ยซOltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendettaยป (1 Pt 2, 23). E noi, quando ci rendiamo conto di essere miti? Forse quando va tutto bene? No di certo! Ci rendiamo conto di essere miti solo quando siamo messi alla prova, quando qualcuno ci aggredisce, anche a parole, quando qualcuno ci contesta: รจ lรฌ che comprendiamo se siamo miti o no! La mitezza si riconosce sempre in uno stato di conflitto.
ยซE sia dellโumiltร che della mitezza Gesรน ce ne indica la fonte: il cuore. La vera mitezza si decide lรฌ. ร dal cuore, dice, che provengono omicidi, cattiverie, calunnie (Mc 7, 21-22). Come esiste un adulterio del cuore, cosรฌ esiste un omicidio del cuore: โChiunque odia il proprio fratello, scrive Giovanni, รจ omicidaโ (1 Gv 3,15). Non cโรจ solo la violenza delle mani, cโรจ anche quella dei pensieri. Dentro di noi, se ci facciamo caso, si svolgono quasi in continuazione โprocessi a porte chiuseโ. โOsserva anche per un solo giorno, il corso dei tuoi pensieri: ti sorprenderร la frequenza e la vivacitร delle tue critiche interne con immaginari interlocutori, se non altro con quelli che ti stanno vicino.
Qual รจ di solito la loro origine? Questo: lo scontento a causa dei superiori che non ci vogliono bene, non ci stimano, non ci capiscono; sono severi, ingiusti o troppo gretti con noi o con altri โoppressiโ. Siamo scontenti dei nostri fratelli (e delle nostre sorelle), โsenza comprensione, cocciuti, sbrigativi, confusionari o ingiuriosiโฆAllora nel nostro spirito si crea un tribunale, nel quale siamo procuratore, presidente, giudice e giurato; raramente avvocato, se non a nostro favore. Si espongono i torti; si pesano le ragioni; ci si difende e ci si giustifica; si condanna lโassente. Forse si elaborano piani di rivincita o raggiri vendicativiโฆโ.
I Padri del deserto, non dovendo lottare contro nemici esterni, hanno fatto di questa battaglia interiore ai pensieri il banco di prova di ogni progresso spirituale. Hanno anche elaborato un metodo di lotta. La nostra mente, dicevano, ha la capacitร di precorrere lo svolgimento di un pensiero, di conoscere, fin dallโinizio, dove andrร a parare: se a scusa del fratello o a sua condanna, se a gloria propria, o a gloria di Dio. โCompito del monaco โdiceva un anziano โ รจ vedere giungere da lontano i propri pensieriโ sโintende per sbarrare loro la strada, quando non sono conformi alla caritร . Il modo piรน semplice di farlo รจ di dire una breve preghiera o mandare una benedizione allโindirizzo della persona che siamo tentati di giudicareยป (card. R. Cantalamessa)
E noi tendiamo a fare ciรฒ? Chissร โฆ Comunque, se non avessimo ancora intrapreso questa battaglia spirituale, รจ il momento buono per iniziare!