Pace e bene! Questa domenica lasciamoci ridestare dal rischio di vivere un cristianesimo โallโacqua di roseโ, riscoprendo la radicale bellezza che comporta il seguire Gesรนโฆ

Il Vangelo di questa domenica ci presenta gli aspetti fondamentali, le esigenze di una sequela. Non si puรฒ essere discepoli di Gesรน se si amano piรน il proprio padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vitaโฆ Non si puรฒ essere discepoli di Gesรน se uno non rinuncia a tutti i suoi averi.
ยซIn questa dichiarazione ritroviamo una componente caratteristica della predicazione e delle scelte di Gesรน: la sua รจ una chiamata che esige un impegno forte, un distacco da tante abitudini, un orientamento radicale verso di Lui e il regno di Dio. Per esprimere questa esigenza egli non esita a ricorrere al paradosso: โChi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverร per la vita eternaโยป (Gv 12,25). E i discepoli impareranno che talora questa non รจ solo unโespressione intensa di stile orientale, ma รจ anche una veritร che si attua con la testimonianza del martirioยป (G. Ravasi).
Ecco, Gesรน parla di tutti i possessi, affetti, progetti, beni, che ci possono rendere schiavi, che ci rendono incapaci a seguirlo in modo leggero e radicale. E noi ci possiamo domandare: quali sono i nostri possessi, quelle cose che abbiamo messo al primo posto, ritenendole ancora piรน importanti di Gesรน? Cosa abbiamo paura di perdere, di lasciare per Gesรน? S. Agostino ci ricorda che ยซci sono tempi luoghi e cose che debbono essere subordinati ad altre faccende ad altri tempi ad altri luoghiโฆ stabilite delle gradazioni e date a ciascuno ciรฒ che gli รจ dovuto non ponete le cose superiori sotto le inferioriยป.
Gesรน aggiunge: ยซColui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non puรฒ essere mio discepoloยป. Quando si parla di croce quasi tutti fanno gli scongiuri, si cerca di non incrociare le braccia e le mani quando ci si porge il segno perchรฉ, si dice, porti sfortuna, dimenticando che il Signore Gesรน ci ha salvato per mezzo della croce, altro che sfortuna e segno di sventura!
Quando ci parla di croce da portare in tanti pensano che Dio si diverta a scagliare croci dallโalto. ร bene ricordare che Dio non manda croci, ma sono le normali difficoltร , fragilitร della vita che ognuno di noi, chi in un modo chi in un altro attraversa e affronta. Ognuno di noi ha una missione da compiere e ogni missione presenta delle difficoltร , delle sofferenze da saper accogliere e offrire. S. Paolo ci ricorda che รจ necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel Regno dei cieli, le ha attraversato Gesรน e noi le vorremmo evitare! Che cristiani mai saremmo?
VERITAโ: Vita interiore e sacramenti
Posso dire di aver messo il Signore al primo posto nella mia vita?
CARITAโ: Testimonianza di vita
Porto con pazienza la croce anche quando costa?
Cerco di dare buona testimonianza nelle occasioni di ogni giorno?