Mercoledรฌ della Quarta Settimana del Tempo Ordinario (Anno B)
Lectio: Marco 6, 1 โ 6
1) Preghiera
O Dio, che in san Giovanni Bosco hai dato alla tua Chiesa un padre e un maestro dei giovani, suscita anche in noi la stessa fiamma di caritร a servizio della tua gloria per la salvezza dei fratelli.
2) I Santi del giorno : San Giovanni Bosco [1]
Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 ai Becchi, frazione di Murialdo presso Castelnuovo dโAsti, da una povera famiglia di agricoltori. Sua mamma, Margherita, era una santa donna tutta dedita al lavoro ed ai suoi doveri di cristiana: infondere nei suoi figliuoli il santo timore di Dio. Del babbo non potรฉ gustare il sorriso e la carezza, perchรฉ se ne volรฒ al cielo quando Giovanni era ancora in tenerissima etร .
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Fin da fanciullo ebbe il dono di attirare a sรฉ le anime dei fanciulli con i suoi giochi di prestigio e con la sua pietร , che gli cattivava lโanimo di tutti.
A prezzo di privazioni di ogni genere, in mezzo alle contrarietร degli stessi familiari, riuscรฌ a compiere gli studi ecclesiastici e nel 1841 fu ordinato sacerdote. Da questo punto comincia la sua missione speciale: ยซlโeducazione dei giovaniยป.
Lo aveva difatti profondamente colpito il fatto di vedere per le vie di Torino tanti giovanetti malvestiti, male educati, abbandonati, esposti ad ogni pericolo per lโanima e per il corpo, molti giร precocemente viziosi e destinati alla galeraโฆ Il cuore del giovane sacerdote sanguina: prega e pensa: e la Vergine Benedetta, che lo aveva scelto, gli ispira lโistituzione degli Oratori.
Dopo mille difficoltร e persecuzioni, gli riuscรฌ di comperare a Valdocco (allora fuori Torino) un poโ di terreno con una casa ed una tettoia a cui aggiunse una cappella; ebbe cosรฌ un luogo stabile e sicuro dove poter radunare i suoi ยซbirichiniยป.
Non aveva un centesimo: unica sua risorsa una fede illimitata nella Divina Provvidenza.
In pochissimo tempo i poveri giovani ricoverati diventarono piรน numerosi; lโopera cresceva e bisognava pensare al futuro. La benedizione di Dio era visibile. E Don Bosco fonda una nuova congregazione religiosa, la Pia Societร di S. Francesco di Sales, detta comunemente dei Salesiani, composta di sacerdoti e laici, che poco alla volta aprirono oratori festivi, collegi per studenti, ospizi per artigiani, scuole diurne e serali, missioni fra gli infedeli in tutte le parti del mondo.
Per le fanciulle delle stesse condizioni, D. Bosco istituรฌ le Suore di Maria Ausiliatrice, le quali, come i Salesiani, sono sparse in tutto il mondo, ed affiancano lโopera dei sacerdoti.
Per il popolo D. Bosco scrisse libretti pieni di sapienza celeste, dal titolo ยซLetture cattolicheยป in contrapposizione a quelle protestanti.
Fino allโultimo la sua vita fu spesa a vantaggio del prossimo, con sacrificio continuo, eroico. Il Signore lo chiamรฒ a sรฉ il 31 gennaio 1888 e fu canonizzato da Pio XI nella Pasqua del 1934.
3) I Santi del giorno : Santa Marcella [2]
Appartenne ad una delle piรน illustri famiglie romane: quella dei Marcelli (secondo altri dei Claudi). Nacque verso il 330, ma non ebbe la giovinezza felice, essendo ben presto rimasta orfana del padre. Contratto matrimonio in giovane etร fu nuovamente colpita da un gravissimo lutto per la morte del marito avvenuta sette mesi dopo la celebrazione delle nozze. Questi luttuosi avvenimenti fecero maggiormente riflettere Marcella sulla caducitร delle cose terrene tanto piรน che nella fanciullezza era rimasta assai affascinata dalle mirabili attivitร del grande anacoreta Antonio, narrate nella sua casa dal vescovo Atanasio (340-343).
Lo spirito ascetico propugnato dal monachesimo, consistente nellโabbandono di ogni bene mondano, andรฒ sempre piรน conquistando lโanimo della giovane vedova. Quando perciรฒ le furono offerte vantaggiose seconde nozze col console Cereale (358), nonostante le premurose pressioni della madre Albina, oppose al ventilato matrimonio un netto rifiuto, motivato dal desiderio di dedicarsi interamente ad una vita ritirata facendo professione di perfetta castitร .
Cosรฌ Marcella, secondo s. Girolamo, fu la prima matrona romana che sviluppรฒ fra le famiglie nobili i principi del monachesimo. Il suo maestoso palazzo dellโAventino andรฒ trasformandosi in un asceterio ove confluirono altre nobili romane come Sofronia, Asella, Principia, Marcellina, Lea; la stessa madre Albina si associรฒ a questa nuova forma di vita.
Piรน che di vita monastica in senso stretto puรฒ parlarsi di gruppi ascetici senza precise regole, ma ispirati ai principi di austeritร e di disprezzo del mondo, propri della scuola egiziana, assai conosciuti attraverso la vita di s. Antonio e le frequenti visite di monaci orientali. Lo stesso vescovo di Alessandria, Pietro, fu nel 373 ospite della casa Marcella e narrรฒ la vita e le regole dei monaci egiziani.
Proprio dopo il 373 la casa di Marcella divenne un vero centro di propaganda monastica. Riservatezza, penitenza, digiuno, preghiera, studio, vesti dimesse, esclusione di vane conversazioni furono il quadro della vita quotidiana quale risulta dalle lettere di s. Girolamo, divenuto dal 382 il direttore spirituale del gruppo ascetico dellโAventino. Nella domus di Marcella entravano vergini e vedove, preti e monaci per intrattenersi in conversazioni basate specialmente sulla S. Scrittura. Il sacro testo, specie il Salterio, non fu studiato solo superficialmente: per meglio comprenderne il significato Marcella imparรฒ lโebraico e sottopose al dotto Girolamo molte questioni esegetiche, come ne fanno fede varie lettere a lei dirette. Fra Girolamo e Marcella si strinse una profonda spirituale amicizia, continuata anche dopo la partenza del monaco per la Palestina. Tuttavia questa donna fu di spirito piรน moderato tanto da non condividere pienamente le violente diatribe e le acerbe polemiche del dotto esegeta. Simile moderazione dimostrรฒ nelle pratiche ascetiche; pur amando e professando la povertร non alienรฒ in favore della Chiesa e dei poveri tutti i suoi beni patrimoniali, anche per non recare dispiacere alla madre. Nรฉ volle trasferirsi a Betlemme, nonostante una pressante lettera delle amiche Paola ed Eustochio. Preferรฌ invece continuare la diffusione della vita ascetica e penitente in Roma; per molti anni infatti la sua domus dellโAventino rimase un cenacolo ascetico specie fra le vergini e le vedove della nobiltร . Verso la fine del IV sec. si trasferรฌ in un luogo piรน isolato nelle vicinanze di Roma, forse un suo ager suburbanus, nel quale visse con la vergine Principia come madre e figlia. Rientrรฒ in Roma nel 410 sotto il timore dellโinvasione gota; in tale occasione Marcella subรฌ percosse e maltrattamenti e a stento riuscรฌ a salvare Principia dalle mani dei barbari, rifugiandosi nella basilica di S. Paolo. Morรฌ nello stesso anno e la sua festa รจ celebrata il 31 gennaio.
4) Lettura: dal Vangelo secondo Marco 6, 1 โ 6
In quel tempo, Gesรน venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: ยซDa dove gli vengono queste cose? E che sapienza รจ quella che gli รจ stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non รจ costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?ยป. Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesรน disse loro: ยซUn profeta non รจ disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa suaยป. E lรฌ non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarรฌ. E si meravigliava della loro incredulitร . Gesรน percorreva i villaggi dโintorno, insegnando.
5) Riflessione [3] sul Vangelo secondo Marco 6, 1 โ 6
- Il Padre celeste vuole oggi rivelare agli abitanti di Nazaret chi รจ quellโuomo chiamato Gesรน che รจ vissuto in mezzo ad essi, che รจ uno di loro. ร il suo Messia, il Realizzatore di ogni sua Parola. ร Colui che avrebbe dato compimento ad ogni profezia. Essi devono sapere che il Messia รจ presente nel mondo e viene proprio da Nazaret. ร una gloria che Dio vuole offrire loro. Questa la volontร del Padre. Gesรน si reca a Nazaret, mosso dallo Spirito Santo e dona loro la rivelazione che il Padre vuole che sia donata. Ora tutto รจ posto nella loro decisione. Che credano, non credano non รจ piรน nelle mani di Gesรน, anche perchรฉ il Padre non gli ha dato la missione di convincerli nella fede. Assolta questa missione e attestata la veritร di essa, anche attraverso esempi tratti dalla Scrittura, cosรฌ come ci rivela il Vangelo secondo Luca, Gesรน si alza e si reca in altri villaggi e cittร per annunziare loro il regno di Dio. Suprema liberta di Gesรน!
- ยซGesรน venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguironoโฆ E molti, ascoltandolo, rimanevano stupiti e dicevano: โโฆ Non รจ costui il falegname, il figlio di Maria? โฆโ. Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesรน disse loro: โUn profeta non รจ disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa suaโ. E lรฌ non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarรฌ. E si meravigliava della loro incredulitร ยป โ Mc 6, 1-2; 3-6 โ Come vivere questa Parola?
Il Vangelo odierno rimane sullo stesso piano di quello di ieri, e cioรจ sul tema fondamentale della fede. Lร perรฒ essa era vista da Gesรน in forma molto positiva. Infatti โ come abbiamo potuto constatare โ il Maestro si era commosso di fronte alla vera fede di quella donna che soffriva di perdite di sangue. Egli si era lasciato, in certo modo, โsopraffareโ da quello che abbiamo definito una specie di โcolpo di manoโ di quella donna e abbiamo concluso affermando: โGesรน non resiste a questi โcolpi di manoโ e ama essere โsopraffattoโ dalla vera fede!โ.
Invece nel Vangelo di oggi Gesรน ci viene presentato da Marco in un contesto totalmente diverso; anzi, opposto a quello di ieri. Il Maestro ora si trova nella sua patria, tra i suoi parenti, nella sua casa. Dopo un iniziale stupore passeggero di fronte ai prodigi da lui compiuti, i suoi concittadini si chiudono a riccio nella loro incredulitร , ยซperchรฉ era per loro motivo di scandaloยป (v. 4). La pennellata con cui si conclude il Vangelo odierno ci riporta la profonda amarezza provata da Gesรน in questa circostanza: ยซE si meravigliava della loro incredulitร ยป.
Non basta essere vicini a Gesรน nello spazio e nel tempo come i suoi conterranei, e presumere, conoscendo la sua carta dโidentitร terrena coi nomi ed il mestiere dei genitori, ritenere di avere la chiave per penetrare nel mistero insondabile del Maestro di Nazareth. Essi vivevano fianco a fianco con lui, faccia a faccia, e credevano con ciรฒ di sapere tutto di lui. Lโhanno visto per anni e anni e si erano abituati a lui: ยซNon รจ costui il falegname, il figlio di Maria? Ed era per loro motivo di scandaloยป. La conclusione amara e dolorosa di Marco รจ la seguente: la loro incredulitร ha reso inoperante il potere taumaturgico di Gesรน: ยซE lรฌ non poteva compiere nessun prodigioยป.
Questo รจ il rischio che possiamo correre anche noi: lโatteggiamento di chi si รจ โabituatoโ a Gesรน, di chi si รจ ormai assuefatto, nella monotonia ripetitiva del tran-tran quotidiano, alle solite โpraticheโ devozionali, senza che non succeda mai nulla di nuovoโฆ
In un momento di raccoglimento e di umile preghiera, ripeteremo umilmente, ad alta voce, la commovente invocazione del padre del fanciullo epilettico, contenuta nel Vangelo di Marco e riportata subito qui sotto.
La voce del Vangelo di Marco (Mc 9,24): ยซIl padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: โCredo! Aiuta la mia incredulitร !โยป
- Gesรน si meravigliava della loro incredulitร . โ Mt 6,6 โ Come vivere questa Parola?
Intorno a Gesรน che passava per cittร e villaggi beneficando e compiendo miracoli si solleva un polverone di stupore pesante, malevolo perchรฉ incredulo. Lo vedevano aprire gli occhi ai ciechi, le orecchie ai sordi, far camminare gli storpi e perfino resuscitare i morti ma si arenavano nelle considerazioni piรน terra terra senza nessuna apertura alle sollecitazioni dello Spirito nella forza della sua Parola che muoveva a conversione. Cosรฌ avevano occhi solo per vedere in Gesรน il figlio del falegname di Nazareth, non il maestro-salvatore. Avevano orecchie solo per sentire che era uno come tutti: aveva madre, fratelli e sorelle. Assolutamente senza splendore, senza fasto e grandezza. Apparteneva alla quotidianitร , inserito nella vita della gente normale. Niente di piรน.
Che cosa mancava loro? La fede che รจ il coraggio di fidarsi della Parola di Dio rivelata allโuomo amato infinitamente da lui.
Erano venuti i patriarchi, poi i profeti, poi lui stesso: il Figlio di Dio altissimo, la Luce del mondo, ma loro non lo avevano riconosciuto nรฉ creduto alla sua onnipotenza mossa da infinita volontร di amare e salvare.
Gesรน si meraviglia di questa ostinata incredulitร . Egli sa troppo bene che coincide con la propensione a chiudersi in una fossa oscura dove formicola la morte.
Non il dubbio, non gli interrogativi che, anzi, possono provocarci ad approfondimenti del nostro credere, ma lโostinata presuntuosa incredulitร stupisce Gesรน e gli provoca dolore perchรฉ ci ama.
Signore, salvaci da queste tenebre, rendici figli della luce che รจ motivarci sempre di piรน nella nostra fede che sostanzialmente รจ credere allโamore.
Ecco da una preghiera ebraica: Io credo nel Sole anche quando non brilla. Io credo nellโAmore anche quando non lo sento. Io credo in Dio anche quando tace.
6) Per un confronto personale
- Gesรน ebbe problemi con i suoi parenti e con la sua comunitร . Da quando tu hai cominciato a vivere meglio il vangelo, qualcosa รจ cambiato nel tuo rapporto con la tua famiglia, con i tuoi parenti?
- Gesรน non puรฒ operare molti miracoli a Nazaret perchรฉ manca la fede. Ed oggi, trova fede in noi, in me?
7) Preghiera finale: Salmo 31
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.
Beato lโuomo a cui รจ tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato lโuomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non รจ inganno.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: ยซConfesserรฒ al Signore le mie iniquitร ยป
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dellโangoscia;
quando irromperanno grandi acque
non potranno raggiungerlo.
Tu sei il mio rifugio, mi liberi dallโangoscia,
mi circondi di canti di liberazione.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia.
- [1] www.santodelgiorno.it
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- [3] www.lachiesa.it โ www.qumran2.net โ Monaci Benedettini Silvestrini โ Casa di Preghiera San Biagio
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