Il commento al Vengelo del
22 Maggio 2018 su Mc 9, 30-37
Ottava settimana del Tempo Ordinario โ Anno II/B
- Colore liturgico: Verde
- Periodo: Martedรฌ
- Il Santo di oggi: S. Rita da Cascia โ memoria facoltativa
- Ritornello al Salmo Responsoriale: Affida al Signore il tuo peso ed egli ti sosterrร
- Letture del giorno: Gc 4,1-10; Sal. 54; Mc 9, 30-37
- Calendario Liturgico di Maggio
[powerpress]
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Mc 9, 30-37
In quel tempo, Gesรน e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: ยซIl Figlio dellโuomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerร ยป. Essi perรฒ non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafร rnao. Quando fu in casa, chiese loro: ยซDi che cosa stavate discutendo per la strada?ยป. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse piรน grande. Sedutosi, chiamรฒ i Dodici e disse loro: ยซSe uno vuole essere il primo, sia lโultimo di tutti e il servitore di tuttiยป.
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: ยซChi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandatoยป.
C: Parola del Signore.
- Pubblicitร -
A: Lode a Te o Cristo.
Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini
Un disegno che trascende la ragione.
[better-ads type=โbannerโ banner=โ84722โณ campaign=โnoneโ count=โ2โณ columns=โ1โณ orderby=โrandโ order=โASCโ align=โrightโ show-caption=โ1โณ][/better-ads]
โI miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie โ oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieriโ. Il profeta Isaia, ispirato da Dio, ha una chiara percezione, che enuncia in modo solenne e categorico: la mente umana non potrร mai accedere in pienezza negli arcani disegni divini.
Comprendiamo quindi il timore e lโimbarazzo degli apostoli quando sentono dire dal loro maestro, nel quale avevano riposto tutte le loro speranze, non escluso le future grandezze secondo alcuni di loro, che egli dovrร essere consegnato nella mani degli uomini e subire da loro la morte. ร sconvolgente dover apprendere che il Figlio di Dio, che aveva ripetutamente manifestato la sua potenza con segni e prodigi, dovesse arrendersi alla prepotenza degli uomini e subire da loro la peggiore sconfitta.
Lโannuncio di Cristo appare talmente inverosimile nella sua prima parte, da non convincere neanche quando egli preannuncia infine la sua risurrezione. Non ci scandalizza perciรฒ il fatto che gli apostoli, quasi a voler dimenticare quellโannuncio, di morte si proiettino verso il futuro, come lโavevano immaginato loro sin dal principio, e si mettano a discutere chi di loro dovesse essere il primo nel regno. Quanto รจ difficile per noi uscire dalla gabbia dei nostri pensieri, dagli schemi precostituiti e ritenuti indiscutibili, ed elevarci verso i disegni di Dio! Come sono miopistiche le nostre vedute e quanto ci affascinano la gloria e il potere.
Gesรน interviene a correggere quei fatui pensieri cosรฌ poveri e cosรฌ distorti: ยซSe uno vuol essere il primo, sia lโultimo di tutti e il servo di tuttiยป. Altro che gloria, primati e potere! Gesรน parla di umiltร e di servizio; vuole dirci che per essere i primi dobbiamo assumere la veste del servo e dello schiavo, sempre pronti ad accogliere e mai a comandare. Egli stesso, con il sacrificio della croce e con lโumiliazione fino alla morte di croce, ci offrirร il piรน sublime esempio.
Ci offrirร la sua vita per manifestarci il primato del suo amore.