โ๏ธ Commento al brano del Vangelo di: โ Lc 2,41-51
Tra la ripetitivitร di โogni annoโ e del โsecondo la consuetudineโ, si inseriscono i 12 anni di Gesรน che scombinano le carte. Si tratta di unโetร molto vicina a quella considerata dal giudaismo la maturitร religiosa di un ragazzo: da quel momento in poi una persona รจ responsabile per sรฉ stessa di quanto riguarda preghiera, culto e morale, non dipende piรน dai genitori.
Al di lร dellโetร anagrafica, lโepisodio parla al nostro umano familiare: descrive il figlio che cerca lo spazio per capire e realizzare ciรฒ di cui โdeveโ occuparsi, dove il โdeveโ non indica coercizione o obbligo imposto dal di fuori, ma unโenergia e unโimpellenza che vengono dal di dentro: รจ dal nucleo della veritร di sรฉ che pro-viene il desiderio di realizzare la chiamata alla vita. Va da sรฉ che ogni ostacolo a questo spazio di autonomia e di rischio, sia nel senso del nido infinito che accomoda la vita, sia nel senso dellโabbandono tragico che la mette in pericolo, รจ ostacolo alla crescita e alla vita.
Lโepisodio che oggi leggiamo รจ di una ricchezza e sapienza straordinarie: a essere coinvolto nella definizione di questo โspazioโ, infatti, non รจ solo Gesรน: lo sono anche Maria e Giuseppe, sia come singole persone sia come coppia. Lo spazio che si crea nelle relazioni, infatti, coinvolge entrambe le parti e viene definito, modellato, plasmato come mediazione continua dei sentimenti che costituiscono la relazione stessa: sia Gesรน, sia Maria, sia Giuseppe sono stati chiamati a imparare a dare forma allo spazio vocazionale di Gesรน, al suo tentativo di ยซoccuparsi delle cose del Padre suoยป. Cosรฌ รจ e sarร per ogni figlio/figlia dโuomo e di donna.
A essere coinvolti ci sono anche Maria e Giuseppe come coppia: la coppia precede sempre i figli/le figlie; รจ alleanza previa generativa, testimonianza iscritta nella carne che non si genera mai da soli. Anche nellโaffidare alla vita una figlia/un figlio, nel sostenerli nel realizzare il loro โdover occuparsiโ mamma e papร sono chiamati ad essere coraggiosamente generativi, dove generativitร significa anche lasciar essere e lasciar andare.
Andrea Piccolo SJ
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Fonte: Get up and Walk โ il vangelo quotidiano commentato