Vigna e frutti.
Sono le parole ricorrenti di questa Domenica.
Le si rinvengono nella prima lettura ( Is 5, 1-7 ) e nel Vangelo.
In entrambi i testi troviamo, in primo luogo, un riferimento alla โ vigna โ.
Il profeta Isaia descrive la โ cura โ che il Signore le dedica ( โ Egli lโaveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino โ ).
- Pubblicitร -
Ugualmente fa il Vangelo ( โ La circondรฒ con una siepe, vi scavรฒ una buca per il torchio e costruรฌ una torre โ ).
La โ vigna โ รจ quindi un qualcosa di prezioso, un qualcosa di cui il Signore si รจ preso cura con amore.
Essa viene consegnata a dei contadini i quali dovrebbero averne โ cura โ e produrre, da essa, โ frutti โ.
Cioโ accade?
Nel testo di Isaia leggiamo che essa produsse โ acini acerbi โ e non lโ โ uva โ che si aspettava il Signore.
Nel Vangelo leggiamo invece che i contadini, per evitare al Signore di raccogliere โ i frutti โ, uccisero tutti i servi inviati a tale scopo non esitando a fare lo stesso con il โ figlio del padrone โ.
La vigna non produce cioโ che il Signore si aspettava ( โ Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi โ ) e, pertanto, il padrone โ la affida ad un altro popolo che la possa far fruttificare โ.
Come risuonano attuali le parole di questi due testi.
Dio aveva affidato la sua vigna alla โ casa dโIsraele โ in quanto โ gli abitanti di Giuda โ
erano la sua โ piantagione preferita โ.
Oggi affida a noi cristiani la sua vigna.
E noi, come ci stiamo comportando?
La stiamo โ curando โ, la stiamo โ arando โ, la stiamo โ zappando โ affinchรฉ produca frutti da mettere a disposizione del Regno o la stiamo rendendo un deserto, impedendole, pertanto, di fruttificare?
Io, in particolare, cosa so producendo? โ Uva matura โ, buona da mangiare, o โ acini acerbi โ, che hanno un sapore sgradevole?
Questi sono gli interrogativi che queste due pagine ci mettono dinanzi; sono domande forti, che ci devono indurre a riflettere su come stiamo svolgendo il nostro ruolo di โ contadini โ.
Eโ una buona occasione per fermarci un poโ a pensare e a chiederci quali frutti buoni la nostra esistenza ha fino ad oggi prodotto e provare ad elencarli, a scriverli su un foglio.
Se ci si dovesse accorgere che abbiamo prodotto piuโ โ acini acerbi โ che โ frutti buoni โ, credo che sia arrivato il momento di โ iniziare a concimare โ meglio la vigna, sgombrandola dai sassi, cioรจ dai nostri peccati, che non ci hanno consentito, fino ad oggi di prenderci adeguatamente cura di essa.
Sono lโamore, la pazienza, la compassione, la misericordia, i โ concimi โ che ci renderanno โ frutti buoni โ, i quali hanno unโunica vocazione: quella di โ farsi mangiare โ, quella di farsi cibo nutriente per i nostri fratelli, proprio come fece Gesuโ, che si รจ fatto pane per tutti noi.
Forza, allora, iniziamo tutti a โ cambiare concime โ a noi stessi: non tarderemo a diventare โ frutti buoni โ da mangiare.
Sarร il compimento della missione che Dio ha assegnato a ciascuno di noi.
Buona Domenica e buona riflessione a tutti.