La nota pagina del Vangelo di “ Marta e Maria “ mette in evidenza che esiste “ una parte migliore “, un qualcosa di piu’ bello, di piu’ solido, un qualcosa che resta ( “ non le sarà tolta “ ).
E questa la differenza tra Marta e Maria.
L’attività che svolge Marta è importantissima.
E’ lei che “ ospita “ Gesu’.
E’ lei che, con il suo “ darsi da fare “, consente al Maestro di avere un attimo di ristoro dopo il lungo cammino.
Il suo problema è che “ assolutizza “ questo suo attivismo, vuole fare “ bella figura “ con Gesu’, l’ospite importante giunto a casa sua, ma, cosi’ facendo, si “ distoglie “ dal “ meglio “ che puo’ offrirle il Maestro, la sua Parola.
E allora questo brano non vuole essere una condanna al “ fare “ ma una condanna al “ martalismo “, che consiste nel voler fare troppo per “ piacere agli altri “ finendo per dimenticarsi dell’essenziale, che è la “ Parola di Dio “.
Quel “ Marta, Marta “, che Gesu’, con simpatia, le rivolge, è una carezza che Cristo fa a ciascuno di noi.
Il Maestro scandisce i nostri nomi.
A me dice: “ Fabrizio, Fabrizio, non distoglierti, non sforzarti per fare bella figura con me perché io ti amo per quel che sei. Fermati invece un po’ con me ed ascolta la Parola “.
I “ servizi “, le attività, che sono “ cosa buona e giusta “, “ ti verranno tolti “.
Basta infatti un niente, un minimo errore a perdere la stima di una persona che, per anni, abbiamo cercato di conquistare.
L’ascolto della Parola non ci viene invece mai tolto, resta, sedimenta e fruttifica.
Scegliamo quindi sempre, nella nostra vita, “ la parte migliore “.
Nessuno potrà togliercela.
Buna giornata e buona riflessione a tutti.