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Enzo Bianchi โ€“ Commento al Vangelo del 6 Aprile 2025

Domenica 6 Aprile 2025 - V DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 8,1-11

Nessuna condanna, solo misericordia

Chiamato a scegliere tra il castigo per lโ€™infrazione della Legge e la misericordia, Gesรน sceglie la misericordia senza contraddire la Legge. Questโ€™ultima รจ essenziale quale rivelazione della vocazione umana che Dio ci rivolge; ma una volta che il peccato ha infranto la Legge, a Dio resta solo la misericordia, ci insegna Gesรน. Nessuna condanna, solo misericordia!

Lโ€™itinerario quaresimale allโ€™insegna dellโ€™annuncio della misericordia di Dio narrata da Gesรน conosce un vero e proprio vertice nel brano evangelico di questa domenica: il testo dellโ€™incontro tra Gesรน e la donna sorpresa in adulterio. Questa pagina ha conosciuto una sorte particolarissima, che attesta il suo carattere โ€œscandalosoโ€: รจ assente nei manoscritti piรน antichi, รจ ignorato dai padri latini fino al IV secolo e non รจ commentato dai padri greci del primo millennio.

Al termine di un lungo e travagliato migrare questo testo รจ stato inserito nel vangelo secondo Giovanni, prima del v. 15 del capitolo 8, in cui รจ riportata una parola di Gesรน che sembra giustificare tale collocazione: โ€œVoi giudicate secondo la carne, io non giudico nessunoโ€. Va detto che il nostro brano presenta somiglianze con il vangelo secondo Luca, quello piรน attento allโ€™insegnamento di Gesรน sulla misericordia, e potrebbe essere agevolmente collocato dopo Lc 21,37-38: โ€œDurante il giorno Gesรน insegnava nel tempio; la notte, usciva e pernottava allโ€™aperto sul monte detto degli Ulivi. E tutto il popolo, al mattino, andava da lui nel tempio per ascoltarloโ€. Noi perรฒ, in obbedienza al canone delle Scritture, lo leggiamo dove la redazione finale lo ha posto, nel contesto di una discussione sul rapporto tra Legge e peccato.

Mentre Gesรน, seduto nel tempio, annuncia la Parola, โ€œscribi e farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterioโ€, per โ€œmetterlo alla provaโ€. Spesso i vangeli annotano che gli avversari di Gesรน tentano di metterlo in contraddizione con la Legge, per poterlo accusare di bestemmia. Ma questa volta il tranello non riguarda interpretazioni della Legge, bensรฌ una donna โ€“ o meglio, quella che รจ โ€œusataโ€ come un caso giuridico โ€“ sorpresa in adulterio e trascinata con la forza davanti a lui da quanti vigilano sul compimento della Torah. Fatta irruzione nellโ€™uditorio di Gesรน, questi uomini esperti della Legge collocano la donna in mezzo a tutti e si affrettano a dichiarare: โ€œMosรจ, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questaโ€. La loro dichiarazione sembra ineccepibile, ma in realtร  รจ parziale: la Legge, infatti, prevede la pena di morte per entrambi gli adulteri (cf. Lv 20,10 e Dt 22,22) e attesta la stessa pena, mediante lapidazione, per un uomo e una donna maritata caduti in adulterio (cf. Dt 22,23-24). Ma dovโ€™รจ qui lโ€™uomo, lโ€™adultero, colpevole quanto la donna?

La durezza della pena prevista si spiega con il fatto che lโ€™adulterio รจ una smentita della promessa creazionale di Dio e una grave ferita allโ€™alleanza stipulata dalla coppia umana (cf. Ml 2,14-16). Ecco dunque che i gelosi custodi della Legge, irreprensibili in apparenza e ritenuti dalla gente uomini religiosi autorevoli, per la loro visibilitร  ostentata (cf. Mt 23,5), chiedono a Gesรน: โ€œTu che ne dici?โ€. Tale domanda mira a coglierlo in contraddizione: se Gesรน non conferma la condanna e non approva lโ€™esecuzione, puรฒ essere accusato di trasgredire la Legge di Dio; se, al contrario, decide a favore della Legge, perchรฉ allora accoglie i peccatori e mangia con loro (cf. Mc 2,15-16 e par.; Lc 15,1-2)?

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Sostiamo su questa scena. Alcuni hanno portato a Gesรน una donna, perchรฉ sia condannata. Discepoli e ascoltatori sono distanti: qui cโ€™รจ solo Gesรน di fronte a questi uomini religiosi โ€“ giudici ingiusti, nemici โ€“ e, in mezzo, una donna in piedi, nellโ€™infamia. Non cโ€™รจ spazio per considerare la sua storia, i suoi sentimenti: per i suoi accusatori ella non ha solo commesso il peccato di adulterio, รจ unโ€™adultera, tutta intera definita dal suo peccato. Ma Gesรน si china e si mette a scrivere per terra: in tal modo si inchina di fronte alla donna che รจ in piedi davanti a lui! Il tutto senza proferire parola, in un grande silenzioโ€ฆ

Ma cosa significa il gesto di Gesรน? Egli scrive i peccati degli accusatori della donna, come pensa Girolamo? Oppure scrive frasi bibliche, secondo lโ€™opinione di alcuni esegeti? Oppure semplicemente si dร  del tempo per cercare una risposta fedele alla volontร  di Dio? Non รจ facile interpretare questo gesto: a mio avviso va inteso in quanto azione dotata di una forte carica simbolica. Credo che si debbano vedere da un lato gli scribi e i farisei che ricordano la Legge scolpita su tavole di pietra; dallโ€™altro Gesรน il quale, scrivendo per terra, la terra di cui siamo fatti noi figli e figlie di Adamo, il terrestre (cf. Gen 2,7), ci indica che la Legge va inscritta nella nostra carne, nelle nostre vite segnate dalla fragilitร  e dal peccato. Non a caso Gesรน scrive โ€œcon il ditoโ€, cosรฌ come la Legge di Mosรจ fu scritta nella pietra โ€œdal dito di Dioโ€ (Es 31,18; Dt 9,10) e fu riscritta dopo lโ€™infedeltร  idolatrica del vitello dโ€™oro e la rottura dellโ€™alleanza (cf. Es 34,28).

Poichรฉ perรฒ gli accusatori insistono nellโ€™interrogarlo, Gesรน si alza e non risponde direttamente, ma fa unโ€™affermazione che รจ anche una domanda: โ€œChi di voi รจ senza peccato, getti per primo la pietra contro di leiโ€. Poi si china di nuovo e torna a scrivere per terra. Ma questa sentenza di Gesรน interroga: chi puรฒ dire di essere senza peccato? Gesรน conferma la Legge, secondo cui il testimone deve essere il primo a lapidare il colpevole (cf. Dt 13,9-10; 17,7), ma dice anche che il testimone deve essere lui per primo senza peccato! Certo, quella donna adultera ha commesso un peccato manifesto; ma i suoi accusatori non hanno peccati o in veritร  hanno peccati nascosti? E se hanno peccato, con quale autorevolezza lanciano le pietre che uccidono il peccatore?

Solo Gesรน, lui che era senza peccato, poteva scagliare una pietra, ma non lo fa. La sua parola, che non contraddice la Legge e nel contempo conferma la sua prassi di misericordia, appare efficace, va al cuore dei suoi accusatori i quali, โ€œudito ciรฒ, se ne vanno uno per uno, cominciando dai piรน anzianiโ€: piรน si avanza in etร , piรน numerosi sono i peccati commessi; questa coscienza dovrebbe impedire la nostra inflessibilitร  verso gli altriโ€ฆ Cosรฌ una sola parola di Gesรน, incisiva e autentica, una di quelle domande che ci fanno leggere in profonditร  noi stessi, impedisce a quegli uomini di fare violenza in nome della Legge che credono di interpretare con rigore. Solo Dio, e quindi solo Gesรน, potrebbe condannare quella donna. Ma Gesรน sceglie di narrare in altro modo lโ€™agire di Dio, per il quale la vita del peccatore trascende il peccato da lui commesso. Gesรน, colui che quale Figlio di Dio ha narrato umanamente Dio (cf. Gv 1,18), che รจ stato lโ€™esegesi del Dio vivente, afferma che di fronte al peccatore Dio ha un solo sentimento: non la condanna, ma il desiderio che si converta e viva (cf. Ez 18,23; 33,11).

Solo quando tutti se ne sono andati, allora Gesรน si alza in piedi e sta di fronte alla donna, finalmente restituita alla sua identitร  di essere umano, nel faccia a faccia con lui. รˆ la fine di un incubo, perchรฉ i suoi lapidatori si sono dileguati e perchรฉ chi doveva giudicarla ora sta in piedi, come colui che assolve. Adesso รจ possibile lโ€™incontro parlato, che si apre con lโ€™appellativo rivoltole da Gesรน: โ€œDonnaโ€, lo stesso riservato a sua madre (Gv 2,4), alla samaritana (Gv 4,21), alla Maddalena (Gv 20,15). Rivolgendosi a lei in questo modo, Gesรน la fa risaltare per quella che รจ: non una peccatrice, ma una donna, restituita alla sua dignitร . A lei Gesรน domanda: โ€œDove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?โ€. Ed ella, rispondendo: โ€œNessuno, Signore (Kรฝrie)โ€, fa una grande confessione di fede in Gesรน. Colui che si trova di fronte a lei รจ piรน di un semplice maestro, โ€œรจ il Signoreโ€ (Gv 21,7)!

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Gesรน allora si congeda con unโ€™affermazione straordinaria, gratuita e unilaterale: โ€œNeanchโ€™io ti condanno. Vaโ€™ e non peccare piรนโ€. Il testo non รจ interessato ai sentimenti della donna ma rivela che, quando รจ avvenuto lโ€™incontro tra la santitร  di Gesรน e il peccato di questa donna, allora โ€œrimasero solo loro due, la misera e la misericordiaโ€ (Agostino) e la santitร  di Gesรน ha distrutto il peccato. In questo consiste la gratuitร  di quellโ€™assoluzione: Gesรน non condanna, ma con il suo atto di misericordia preveniente offre alla peccatrice la possibilitร  di cambiare. E si faccia attenzione: non sta scritto che essa cambiรฒ vita, si convertรฌ, nรฉ che divenne discepola di Gesรน. Sappiamo solo che, affinchรฉ tornasse a vivere, Dio lโ€™ha perdonata attraverso Gesรน e lโ€™ha inviata verso la libertร : โ€œVaโ€™ verso te stessa e non peccare piรนโ€โ€ฆ

Gesรน non รจ venuto tra di noi per giudicare e condannare โ€“ come dirร  poco dopo: โ€œIo non giudico nessunoโ€ (Gv 8,15) โ€“ ma per annunciare la misericordia, per fare misericordia eseguendo fedelmente e puntualmente la giustizia di Dio, che รจ giustizia giustificante (cf. Rm 3,21-26). Chiamato a scegliere tra il castigo per lโ€™infrazione della Legge e la misericordia, Gesรน sceglie la misericordia senza contraddire la Legge. Questโ€™ultima รจ essenziale quale rivelazione della vocazione umana che Dio ci rivolge; ma una volta che il peccato ha infranto la Legge, a Dio resta solo la misericordia, ci insegna Gesรน. Nessuna condanna, solo misericordia! Infatti, ogni volta che egli ha incontrato un peccatore lo ha liberato dai suoi peccati e non ha mai praticato la giustizia punitiva. Ha pronunciato inviti alla conversione, avvertimenti in vista del giudizio, ma non ha mai castigato nessuno, perchรฉ sapeva discernere la volontร  di Dio che non vuole la condanna del peccatore ma fa misericordia perchรฉ si converta e viva.

Per gentile concessione dal blog di Enzo Bianchi.