don Vincenzo Solazzi โ€“ Commento al Vangelo di domenica 14 Luglio 2019

625

Il messaggio centrale della parabola lo prendo dalla parola di papa benedetto xvi (dallโ€™enciclica Deus  Caritas est) che il Signore ci dona come emerito di essere ancora tra noi come umile operaio della vigna del signore.

Premesso che lโ€™esegesi antica e soprattutto moderna mette sempre piรน in luce che il buon samaritano รจ Gesรน e che dobbiamo rigorosamente leggere la parabola nel suo contesto che precede (Luca 10,21-24) e che segue ( Luca 11,1-13) e comunque  sempre come un tuttโ€™uno con lโ€™episodio di Gesรน in casa di Marta e Maria ( Luca 10,25-37 e 38-41) che rappresentano per sempre nella chiesa i due volti inseparabili della caritร  nello sfaccendare di Marta e nellโ€™ascolto orante di Maria, la domanda che ci poniamo รจ:

 se il buon samaritano รจ Gesรน,  chi sono e come devono agire i responsabili e i collaboratori dellโ€™azione caritativa della chiesa nelle sue mille sfumature anche al presente? Come una fraternitร  parrocchiale puรฒ essere buon samaritano nella complessitร  e nei drammi della post modernitร ? Come riconoscere e rinnovare lโ€™ispirazione profonda di tante iniziative che sono nate tra noi? Ecco le parole del papa emerito e forse il piรน lucido teologo del nostro tempo.

I  responsabili dellโ€™azione caritativa della Chiesa 

Per quanto concerne i collaboratori che svolgono sul piano pratico il lavoro della caritร  nella Chiesa, devono essere quindi persone mosse innanzitutto dallโ€™amore di Cristo, persone il cui cuore Cristo ha conquistato col suo amore, risvegliandovi lโ€™amore per il prossimo. Il criterio ispiratore del loro agire dovrebbe essere lโ€™affermazione ยซ Lโ€™amore del Cristo ci spinge ยป (2 cor 5, 14)

- Pubblicitร  -

Lโ€™azione pratica resta insufficiente se in essa non si rende percepibile lโ€™amore per lโ€™uomo, un amore che si nutre dellโ€™incontro con Cristo. Lโ€™intima partecipazione personale al bisogno e alla sofferenza dellโ€™altro diventa cosรฌ un partecipargli me stesso: perchรฉ il dono non umili lโ€™altro, devo dargli non soltanto qualcosa di mio ma me stesso, devo essere presente nel dono come persona.

Questo giusto modo di servire rende lโ€™operatore umile. Egli non assume una posizione di superioritร  di fronte allโ€™altro, per quanto misera possa essere sul momento la sua situazione. Cristo ha preso lโ€™ultimo posto nel mondo โ€” la croce โ€” e proprio con questa umiltร  radicale ci ha redenti e costantemente ci aiuta. Questo compito รจ grazia. Quanto piรน uno sโ€™adopera per gli altri, tanto piรน capirร  e farร  sua la parola di Cristo: ยซ Siamo servi inutili ยป (Lc 17, 10). 

Egli riconosce infatti di agire non in base ad una superioritร  o maggior efficienza personale, ma perchรฉ il Signore gliene fa dono. A volte lโ€™eccesso del bisogno e i limiti del proprio operare potranno esporlo alla tentazione dello scoraggiamento. Ma proprio allora gli sarร  dโ€™aiuto il sapere che, in definitiva, egli non รจ che uno strumento nelle mani del Signore; รจ Dio che governa il mondo, non noi. Noi gli prestiamo il nostro servizio solo per quello che possiamo e finchรฉ Egli ce ne dร  la forza. 

Lโ€™esperienza della smisuratezza del bisogno puรฒ, da un lato, spingerci nellโ€™ideologia, dallโ€™altro lato, essa puรฒ diventare tentazione allโ€™inerzia sulla base dellโ€™impressione che, comunque, nulla possa essere realizzato. In questa situazione il contatto vivo con Cristo รจ lโ€™aiuto decisivo per restare sulla retta via: nรฉ cadere in una superbia che disprezza lโ€™uomo e non costruisce in realtร  nulla, ma piuttosto distrugge, nรฉ abbandonarsi alla rassegnazione che impedirebbe di lasciarsi guidare dallโ€™amore e cosรฌ servire lโ€™uomo. La preghiera, come mezzo per attingere sempre di nuovo forza da Cristo, diventa qui unโ€™urgenza del tutto concreta. Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dellโ€™emergenza e sembra spingere unicamente allโ€™azione. La pietร  non indebolisce la lotta contro la povertร  o addirittura contro la miseria del prossimo.

รˆ venuto il momento di riaffermare lโ€™importanza della preghiera di fronte allโ€™attivismo e allโ€™incombente secolarismo di molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo. Ovviamente, il cristiano che prega non pretende di cambiare i piani di Dio o di correggere quanto Dio ha previsto. Egli cerca piuttosto lโ€™incontro con il Padre di Gesรน Cristo, chiedendo che Egli sia presente con il conforto del suo Spirito in lui e nella sua opera. La familiaritร  col Dio personale e lโ€™abbandono alla sua volontร  impediscono il degrado dellโ€™uomo, lo salvano dalla prigionia di dottrine fanatiche e terroristiche. Un atteggiamento autenticamente religioso evita che lโ€™uomo si eriga a giudice di Dio, accusandolo di permettere la miseria senza provar compassione per le sue creature. 

Spesso non ci รจ dato di conoscere il motivo per cui Dio trattiene il suo braccio invece di intervenire. Del resto, Egli neppure ci impedisce di gridare, come Gesรน in croce: ยซ Dio mio, Dio mio, perchรฉ mi hai abbandonato? ยป (Mt 27, 46). Noi dovremmo rimanere con questa domanda di fronte al suo volto, in dialogo orante: ยซ Fino a quando esiterai ancora, Signore, tu che sei santo e verace? ยป (Ap 6, 10). รˆ santโ€™Agostino che dร  a questa nostra sofferenza la risposta della fede: ยซ Si comprehendis, non est Deus ยป โ€” Se tu lo comprendi, allora non รจ Dio [35]. La nostra protesta non vuole sfidare Dio, nรฉ insinuare la presenza in Lui di errore, debolezza o indifferenza. 

Per il credente non รจ possibile pensare che Egli sia impotente, oppure che ยซ stia dormendo ยป (cfr 1 Re 18, 27). Piuttosto รจ vero che perfino il nostro gridare รจ, come sulla bocca di Gesรน in croce, il modo estremo e piรน profondo per affermare la nostra fede nella sua sovrana potestร . I cristiani infatti continuano a credere, malgrado tutte le incomprensioni e confusioni del mondo circostante, nella ยซ bontร  di Dio ยป e nel ยซ suo amore per gli uomini ยป (Tt 3, 4). Essi, pur immersi come gli altri uomini nella drammatica complessitร  delle vicende della storia, rimangono saldi nella certezza che Dio รจ Padre e ci ama, anche se il suo silenzio rimane incomprensibile per noi.

Fede, speranza e caritร  vanno insieme. La speranza si articola praticamente nella virtรน della pazienza, che non vien meno nel bene neanche di fronte allโ€™apparente insuccesso, ed in quella dellโ€™umiltร , che accetta il mistero di Dio e si fida di Lui anche nellโ€™oscuritร . La fede ci mostra il Dio che ha dato il suo Figlio per noi e suscita cosรฌ in noi la vittoriosa certezza che รจ proprio vero: Dio รจ amore! In questo modo essa trasforma la nostra impazienza e i nostri dubbi nella sicura speranza che Dio tiene il mondo nelle sue mani e che nonostante ogni oscuritร  Egli vince, come mediante le sue immagini sconvolgenti alla fine lโ€™Apocalisse mostra in modo radioso.

La fede, che prende coscienza dellโ€™amore di Dio rivelatosi nel cuore trafitto di Gesรน sulla croce, suscita a sua volta lโ€™amore. Esso รจ la luce โ€” in fondo lโ€™unica โ€” che rischiara sempre di nuovo un mondo buio e ci dร  il coraggio di vivere e di agire. Lโ€™amore รจ possibile, e noi siamo in grado di praticarlo perchรฉ creati ad immagine di Dio. Vivere lโ€™amore e in questo modo far entrare la luce di Dio nel mondo, ecco ciรฒ a cui vorrei invitare con la presente Enciclica Deus caritas est Dio รจ amore! (Benedetto xvi)

Francesco Cosentino (1979), teologo, lavora presso la Congregazione per il Clero ed รจ docente di Teologia Fondamentale presso la Pontificia Universitร  Gregoriana. Da qualche anno dedica particolare attenzione alle coppie in preparazione al matrimonio.

Letture della
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

Questa parola รจ molto vicina a te, perchรฉ tu la metta in pratica.

Dal libro del Deuteronรฒmio
Dt 30,10-1

Mosรจ parlรฒ al popolo dicendo:
ยซObbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta lโ€™anima.
 
Questo comando che oggi ti ordino non รจ troppo alto per te, nรฉ troppo lontano da te. Non รจ nel cielo, perchรฉ tu dica: โ€œChi salirร  per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinchรฉ possiamo eseguirlo?โ€. Non รจ di lร  dal mare, perchรฉ tu dica: โ€œChi attraverserร  per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinchรฉ possiamo eseguirlo?โ€. Anzi, questa parola รจ molto vicina a te, รจ nella tua bocca e nel tuo cuore, perchรฉ tu la metta in praticaยป.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 18 (19)
R. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore รจ perfetta,
rinfranca lโ€™anima;
la testimonianza del Signore รจ stabile,
rende saggio il semplice. R.
 
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore รจ limpido,
illumina gli occhi. R.
 
Il timore del Signore รจ puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.
 
Piรน preziosi dellโ€™oro,
di molto oro fino,
piรน dolci del miele
e di un favo stillante. R.

Seconda Lettura

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossรฉsi
Col 1,15-20


Cristo Gesรน รจ immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perchรฉ in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli รจ prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
 
Egli รจ anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli รจ principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perchรฉ sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
รˆ piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Vangelo

Chi รจ il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10, 25-37

In quel tempo, un dottore della Legge si alzรฒ per mettere alla prova Gesรน e chiese: ยซMaestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?ยป. Gesรน gli disse: ยซChe cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?ยป. Costui rispose: ยซAmerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stessoยป. Gli disse: ยซHai risposto bene; faโ€™ questo e vivraiยป.
 
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesรน: ยซE chi รจ mio prossimo?ยป. Gesรน riprese: ยซUn uomo scendeva da Gerusalemme a Gรจrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passรฒ oltre. Anche un levรฌta, giunto in quel luogo, vide e passรฒ oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciรฒ le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricรฒ sulla sua cavalcatura, lo portรฒ in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirรฒ fuori due denari e li diede allโ€™albergatore, dicendo: โ€œAbbi cura di lui; ciรฒ che spenderai in piรน, te lo pagherรฒ al mio ritornoโ€. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che รจ caduto nelle mani dei briganti?ยป. Quello rispose: ยซChi ha avuto compassione di luiยป. Gesรน gli disse: ยซVaโ€™ e anche tu faโ€™ cosรฌยป.

Parola del Signore

Commento a cura di don Franco Scarmoncin โ€“ Diocesi di Padova