don Paolo Scquizzato โ€“ Commento al Vangelo del 16 Luglio 2023

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Lโ€™Amore si dร . Anzi, come dice Meister Eckhart, non puรฒ non darsi, รจ obbligato. Infatti Dio non ama, รจ amore! Come il profumo, non decide da chi farsi avvertire. Si ri-versa su tutto e tutti: ยซEgli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiustiยป (Mt 5, 45), non facendo preferenza di persona (cfr. At 10, 34).

Soprattutto non fa preferenze nella mia persona. Io sono terreno dove lโ€™Amore semplicemente ac-cade. In questa mia storia fatta di terra dura, di sassi, di rovi, di superficialitร  โ€“ ma anche di terra buona, Egli si dร , con tutto sรฉ stesso. Non mi ama a pezzi; abbraccia il tutto di me: la luce e la tenebra, il bene e il male, lโ€™ombra e lo splendore. Un amore che scegliesse cosa amare dellโ€™amato sarebbe ancora troppo umano.

โ€œDio e io siamo uno; egli opera e io divengo. Il fuoco trasforma in sรฉ ciรฒ che vi รจ gettato, che diventa sua naturaโ€ (Meister Eckhart).

Se Dio ha una debolezza, รจ dunque quella di abbracciare il tutto di me, recuperare sempre, di scommettere ancora una volta sullโ€™amato che ha fallito, che รจ caduto e di non finire di rompere ciรฒ che รจ giร  scheggiato:

ยซNon spezzerร  una canna giร  incrinata,

non spegnerร  una fiamma smorta,

finchรฉ non abbia fatto trionfare la giustiziaยป (Mt 12, 20).

E la giustizia di Dio, sappiamo, nella Bibbia si chiama fedeltร .

Al di lร  dei sentieri che lo attraversano, delle pietre che nasconde e dei rovi che lo dominano, lโ€™uomo agli occhi del suo Dio รจ sempre terra buona e bella, madre feconda in grado di ricominciare daccapo, di rimettersi in piedi ancora una volta, di sbagliare ancora una volta. Perchรฉ in fondo aveva ragione il grande drammaturgo irlandese, Samuel Beckett โ€œHo sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglioโ€.

A me รจ chiesto semplicemente di stare e accogliere. Fare โ€˜voto di vastitร โ€™. Come โ€˜terra deserta, arida senzโ€™acquaโ€™, attendo e accolgo. Faccio opera di silenzio, di preghiera che si fa Meditazione, sapendo che โ€˜meditare significa attendere Dioโ€™ (Mahatma Gandhi).

Non cโ€™รจ nulla di moralistico in questa parabola. Non viene chiesto di essere terreno buono perchรฉ la parola, lโ€™Amore possa compiere quanto promesso, ma solo spazio vuoto per poi semplicemente credere che, indipendentemente dalla qualitร  della terra, la Parola, lโ€™amore del nostro Dio porterร  frutto, perchรฉ la potenza, lโ€™energia, la feconditร  non dipende dal tipo di terreno ma dal seme.

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Per poi commuoverci dinanzi allo splendore del fior di loto che affonda le sue radici nella melma fangosa.

A noi รจ chiesta lโ€™azione piรน impegnativa, quella della โ€˜non-azioneโ€™.

โ€˜Lโ€™artista tanto meno opera piรน creaโ€™ ebbe a dire Leonardo da Vinci.

Ma in fondo lo intuรฌ giร  Isaia: ยซCome infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo / e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, / senza averla fecondata e fatta germogliare, / perchรฉ dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, / cosรฌ sarร  della mia parola uscita dalla mia bocca: / non ritornerร  a me senza effetto, / senza aver operato ciรฒ che desidero / e senza aver compiuto ciรฒ per cui lโ€™ho mandataยป (Is 55, 10s.).

Per gentile concessione di don Paolo Scquizzato

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