Se per un istante riuscissimo a non leggere il Vangelo in maniera moralistica forse riusciremmo a intuire una lezione immensa nascosta proprio nel racconto di oggi:
โAllora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioรจ non lavate (โฆ) quei farisei e scribi lo interrogarono: ยซPerchรฉ i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?ยปโ.
ร inevitabile schierarsi subito dalla parte di Gesรน leggendo di questo modo di fare, ma prima di far partire una nociva antipatia nei confronti degli scribi e dei farisei, dovremmo renderci conto che ciรฒ che Gesรน rimprovera loro non รจ lโessere scribi e farisei, ma la tentazione di avere un approccio alla fede solo di natura religiosa.
Quando parlo di โapproccio puramente religiosoโ mi riferisco a una sorta di caratteristica comune a tutti gli uomini, in cui gli elementi psicologici vengono simbolizzati ed espressi attraverso dei linguaggi rituali e sacri, appunto religiosi. Ma la fede non รจ esattamente coincidente con la religione. La fede รจ piรน grande della religione e della religiositร . Cioรจ essa non serve a gestire, come fa lโapproccio puramente religioso, i conflitti psicologici che ci portiamo dentro, ma serve a un incontro decisivo con un Dio che รจ persona e non semplicemente morale o dottrina.
Il chiaro disagio che questi scribi e farisei vivono, emerge dal rapporto che essi hanno con la sporcizia, con lโimpuritร . Per essi diventa sacra una purificazione che ha a che fare con le mani sporche, ma pensano di poter esorcizzare attraverso questo tipo di pratiche tutta la sporcizia che una persona accumula nel proprio cuore. Infatti รจ piรน facile lavarsi le mani che convertirsi. Gesรน vuole dire loro esattamente questo: non serve la religiositร se essa รจ un modo per non fare mai esperienza della fede, cioรจ di ciรฒ che conta.
ร solo una forma di ipocrisia travestita da sacro.
NUOVO COMMENTO DALLA PAGINA FACEBOOK
Nella pagina del Vangelo di oggi Gesรน smaschera un atteggiamento che non riguarda solo i suoi contemporanei ma anche ciascuno di noi: trasformare la fede in una semplice somma di riti, precetti e tradizioni. Se lโesperienza della fede si riduce solo ad abitudini religiose allora quando la vita si presenterร con qualcosa di serio esse non potranno salvarci perchรฉ altro non sono che puri gesti messi in atto per eludere la cosa piรน importante: conoscere e amare la persona di Gesรน Cristo, il Figlio di Dio. Se un digiuno, una preghiera, una tradizione religiosa perde di vista il suo fine ultimo che รจ essere in rapporto con Cristo, alla fine potremmo diventare esperti religiosi ma essere praticamente degli atei nel senso piรน esistenziale del termine, cioรจ vivere senza Dio. [โฆ] Continua a leggere qui.
Commento al brano del Vangelo di: Mc 6, 53-56
AUTORE: don Luigi Maria Epicoco
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