Comportarsi come Cristo che รจ venuto per servire
Il tema dellโumiltร domina la parola di Dio di questa domenica. Nella prima lettura, le esortazioni del Sirร cide costituiscono veramente un piccolo trattato sullโumiltร . Chi riconosce che Dio รจ lโunico Signore non si esalta. Questo principio di saggezza morale รจ valido anche nellโesistenza quotidiana, e conduce a una vita sociale serena ed equilibrata. In questa prospettiva, chi รจ umile non solo รจ โgradito a Dioโ, ma incontra anche il favore degli uomini, che diffidano proprio degli arroganti. In effetti, lโuomo รจ sempre ridicolo quando tenta di innalzarsi dinanzi ai suoi simili, e specialmente davanti a Dio. โQuanto piรน sei grande, tanto piรน umรฌliati; cosรฌ troverai grazia davanti al Signore; perchรฉ dagli umili egli รจ glorificatoโ.
Si tratta qui della dimensione religiosa dellโumiltร . Gesรน ben si raccomanda con forza questa consapevolezza del proprio limite soprattutto a chi appartiene a una classe elevata sotto il profilo economico, oppure occupa un posto sociale importante. Lโaltro ambito dellโumiltร , secondo lui, riguarda il sapere. A differenza dellโuomo della mentalitร e della cultura greco-ellenistica che pretende indagare e discutere su tutto, il sapiente della Bibbia riconosce che Dio รจ la fonte della sapienza; e perciรฒ ascolta le parole della Legge e medita spesso sentenze o massime dei saggi.
Infine, un altro ambito dellโumiltร , che apre un nuovo trattato, รจ quello della solidarietร attiva con i bisognosi. Una sentenza di stile sapienziale sigilla quellโinsegnamento del Siracide: โLโacqua spegne un fuoco acceso, lโelemosina espia i peccatiโ. Tutto รจ chiaro.
Il tema dellโumiltร si prolunga nel brano evangelico. Gesรน vi racconta la parabola sulla corsa ai primi posti e ci dice come dobbiamo comportarci , se vogliamo far parte del suo Regno. โQuando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo postoโฆ Invece, quando sei invitato, vaโ a metterti allโultimo postoโฆโ. Eโ il capovolgimento di tutta una logica basata sulle gerarchie umane, che si conclude con unโaffermazione inquietante: โPerchรฉ chiunque si esalta sarร umiliato, e chi si umilia sarร esaltatoโ. Questo nuovo galateo riguarda soprattutto lโatteggiamento di fronte a Dio. Cioรจ lโuomo dovrebbe sempre porsi dinanzi a Dio in un atteggiamento umile e vero.
Gesรน vuole denunciare una certa religiositร che porta a una specie di auto-giustificazione collocando le persone sul piedestallo delle proprie virtรน, quasi a rivendicare dei diritti nei confronti di Dio. Non cโรจ nulla da rivendicare, tutto รจ dono; cโรจ soltanto da ricevere, tutto รจ grazia da accogliere, con riconoscenza, dalla bontร misericordiosa di Dio. Non si puรฒ giocare ai ricchi con Dio, poichรฉ si rischia di essere rimandati a mani vuote. Il vero cristiano si abbassa ed รจ consapevole che nulla gli รจ dovuto. La formulazione dei verbi al passivo (โโฆ sarร umiliato โฆ sarร esaltatoโ) rimanda al giudizio finale di Dio che rovescia i criteri di valutazione correnti nel mondo umano.
Anche la seconda parabola, che riguarda la scelta degli invitati, alla fine sfocia in una prospettiva escatologica. La ricompensa per chi, al posto degli amici, fratelli ed altri parenti o vicini ricchi, invita โpoveri, storpi, zoppi, ciechiโ, viene collocata al momento della โrisurrezione dei giustiโ. Una vera caritร รจ gratuita e esclude ogni calcolo interessato. Non si tratta di strumentalizzare i poveri con qualche volta una festa o un pranzo di beneficenza. Eโ piuttosto questione di mentalitร e di orientamenti radicali nel nostro rapportarci col prossimo. Questa solidarietร disinteressata corrisponde al modo di agire proprio di Dio. Eโ per questo che Gesรน chiama โbeatoโ chi la compie, perchรฉ si affida a una ricompensa che solo Dio รจ in grado di dare: la salvezza escatologica.