don Giacomo Falco Brini โ€“ Commento al Vangelo di domenica 5 Febbraio 2023

1126

Le parole odierne di Gesรน seguono immediatamente la proclamazione delle Beatitudini, unica via per essere veramente felici secondo il vangelo. Siamo ancora sul monte, Gesรน sta parlando ancora ai suoi discepoli. Saranno parole tanto piรน comprensibili quanto piรน sarร  autentica lโ€™accoglienza di quella via indicata. Non si possono vivere queste parole senza quelle. รˆ evidente che il tema principale della liturgia della parola di questa domenica sia il discepolo di Cristo come luce. Nella 1a lettura, nel salmo e nel vangelo, si parla ripetutamente ed esplicitamente di luce. Solo la 2a lettura ne parla indirettamente, attraverso il discorso paolino sulla sapienza della croce e la manifestazione dello Spirito. Se Gesรน รจ la luce del mondo, il suo discepolo si riconoscerร  dalla luce che il suo volto riflette, dalla luce che la sua parola e le sue azioni diffondono. Dovunque sia, egli porta quella luce: voi siete la luce del mondo. Chi porta e custodisce la presenza di Dio nel suo cuore, farร  crescere inesorabilmente quella luce. E non solo.

Continua dopo il video.

don Giacomo Falco Brini - Commento al Vangelo di domenica 5 Febbraio 2023

Gesรน infatti afferma unโ€™altra caratteristica dei suoi discepoli: voi siete il sale della terra. Come se dicesse: โ€œsiete uomini come gli altri, tratti dalla terra, che vivono e muoiono sulla terra. Ma nello stesso tempo, per il fatto che dentro di voi รจ nascosto qualcuno che da sapore e vigore a questa fragile vita terrena, non siete come gli altri. Non vi dico che siete migliori degli altri, dico che siete la differenzaโ€. Gli altri invece, hanno bisogno di assaporare e contemplare questo sale e questa luce per poterli scoprire in sรฉ. Da giovane io non ho mai cercato il Signore. Lui รจ venuto a cercare me, e lo ha fatto cosรฌ: ho visto per la prima volta un prete felice; nel corso di una celebrazione eucaristica da lui presieduta, ho sentito che le sue parole avevano un altro sapore alle mie orecchie.

Perchรฉ? Perchรฉ mi sono nate subito molte domande e cosรฌ tanta attrazione? Come mai un sacerdote incuriosiva uno come me, che non aveva piรน a che fare con chiesa e fede da un pezzo? รˆ molto interessante scoprire che le parole sapere sapore hanno la stessa etimologia. Cโ€™รจ una conoscenza che, se รจ reale, dona il potere di contagiare la vita altrui. รˆ la conoscenza del Signore Gesรน. Essa ti introduce in un mondo non tuo e in una sapienza che non รจ di questo mondo. Il vero discepolo รจ colui che ha fatto questa conoscenza, perchรฉ ne ha fatto esperienza. Proprio per questo, โ€œil discepolo amatoโ€ dice nellโ€™incipit della sua 1a lettera: quello che era fin da principio, quello che abbiamo udito, quello che abbiamo visto con in nostri occhi, quello che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato, โ€ฆ (1Gv 1,1).   

Cosรฌ come โ€œsi senteโ€ il sapore (sale) di un discepolo, cosรฌ se ne puรฒ sentire anche la sua insipidezza o insipienza: ma se il sale perde il suo sapore, con che cosa lo si renderร  salato? Il mio professore di esegesi neotestamentaria mise in crisi tutti noi studenti quando, su questa pericope, ci domandรฒ improvvisamente: โ€œma il sale, puรฒ davvero perdere il suo sapore?โ€. Alludeva al fatto che chimicamente questo รจ impossibile, altrimenti non รจ piรน il sale, non ha piรน la sua identitร . Dunque il Signore ricorre a un paradosso, come sempre, per cercare di trasmettere un messaggio ben preciso. Il discepolo sia attento a curare ed approfondire sempre di piรน la sua identitร , ovvero di scoprire cosa Dio ha fatto di lui chiamandolo alla vita nuova in Cristo, se non vuol incappare nella cosa peggiore che gli possa capitare. Che non รจ il peccato, e nemmeno tante disgrazie che ci immaginiamo nel nostro pessimismo. La cosa peggiore รจ perdere la nostra identitร  cristiana che abbiamo visto declinata nelle Beatitudini di domenica scorsa. Se non mi ritrovo infatti in quella via, non sono cristiano, per quanto possa apparire tale o mi dia da fare per dimostrarlo. Del resto, sembra ci sia solo un caso in cui il sale puรฒ perdere il suo sapore: รจ il caso del sale โ€œimpuroโ€, quello con gli additivi. Se lasciato con questi, alla lunga perde la sua capacitร  di insaporire. Fuori metafora: il discepolo verifichi sempre la sua identitร  alla luce delle Beatitudini e si guardi dal vivere un vangelo adulterato, altrimenti prima o poi la sua doppiezza verrร  a galla.

Paradossale รจ anche lโ€™eventualitร  (impossibile) di qualcuno che decidesse di porre una lampada sotto un recipiente: non ha senso, nessuno lo farebbe. Cosรฌ come รจ impossibile che una cittร  costruita su un monte si renda invisibile. Perchรฉ il Signore ci parla cosรฌ anche a proposito del nostro essere luce? Cโ€™รจ in ballo sempre la questione dellโ€™identitร . La luce della fede che si รจ accesa nella nostra vita, per sua natura, come la luce naturale, รฉ diffusiva. รˆ fatta per illuminare tutto ciรฒ che la circonda, diversamente non รจ luce. Cosรฌ un cristiano. Ha ricevuto una vita che non puรฒ essere nรฉ trattenuta, nรฉ vissuta in forma privata. Ha ricevuto in dono una vita che solo se regalata si puรฒ vedere. Ha ricevuto qualcosa che risplende in un mondo di tenebre, davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre che รจ nei cieli. Se il discepolo รจ ben agganciato al suo Signore, le sue opere โ€œparlanoโ€ anche agli uomini che non sono in casa (la chiesa), poichรฉ quello che uno รจ, parla piรน di quello che dice. Perciรฒ Francesco dโ€™Assisi parlรฒ anche al Sultano di Egitto, Madre Teresa allโ€™autoritร  del comune di Calcutta e ai potenti del mondo, Charles de Foucald al popolo Tuareg nel deserto del Sahara, il venerabile card. Francois Nguyen Van Thuan ai suoi carcerieri in Vietnam.


AUTORE: d. Giacomo Falco Brini
FONTE: PREDICATELO SUI TETTI