don Giacomo Falco Brini โ€“ Commento al Vangelo di domenica 16 Luglio 2023

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SE TI STUPISCI ANCORA DAVANTI A GESร™

Nel vangelo udito domenica scorsa ci siamo ricordati del giorno in cui Gesรน, non riuscendo piรน a contenere la sua gioia, esplose in un inno di benedizione a Dio dicendo: io ti rendo lode Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli (Mt 11,25).

Ometto il resto del brano che sicuramente rammentiamo. Nel vangelo di oggi ci viene detto perchรฉ la conoscenza di Dio รจ preclusa a questi ed รจ spalancata a quelli. Perchรฉ i piccoli vi accedono e perchรฉ intelligenti e sapienti no (a meno che non si facciano piccoli). Forse avrete giร  intuito che mi soffermerรฒ maggiormente nella parte centrale (vv. 10-17) del vangelo di oggi. Prima di tutto ricordiamo che il cap. 13 di Matteo avvia il cosiddetto โ€œdiscorso parabolicoโ€. Dunque questa prima, celebre parabola del seminatore, รจ come la madre di tutte le altre parabole. Accolta questa, puรฒ farsi largo la comprensione delle altre. Gesรน proclama questa parabola e conclude dicendo: chi ha orecchi, ascolti (Mt 13,9). Infatti, tra gli astanti ci sono anche orecchie che udendo non ascoltano. La chiusura della parabola รจ come la porta di entrata per comprendere il successivo dialogo tra Gesรน e i suoi discepoli, con la conclusione che dichiara la beatitudine di questi ultimi.

don Giacomo Falco Brini - Commento al Vangelo di domenica 16 Luglio 2023

Tutto parte da una domanda: perchรฉ a loro parli con parabole? (Mt 13,10) Intanto notiamo chi si avvicina e domanda: i discepoli. Ciรฒ che fanno li identifica. Si avvicinano domandano. La parabola stessa รจ raccontata perchรฉ susciti domande nellโ€™uditorio. Il problema รจ che non tutti hanno domande. Se i discepoli ne fanno una, significa che la parola di Gesรน si รจ fatta una breccia nel loro cuore. Per questo sono discepoli: sono nella disposizione adeguata, hanno domande da fare al Signore e gliele fanno.

Quando andiamo di domenica a messa, o quando partecipiamo a un incontro o a un ritiro e non torniamo a casa con domande da fargli, brutto segno. Probabilmente siamo giร  sazi e incapaci di riconoscere la nostra sorditร  e cecitร , forse crediamo di essere giร  buoni intenditori delle cose di Dio! La risposta perentoria di Gesรน crea unโ€™alternanza tra un voi e un loro che non lascia adito a dubbi. Non che egli sia venuto per selezionare una setta di illuminati e scartare una folla di inadeguati, giammai! Tuttavia il Signore da una spiegazione chiara: a voi รจ dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non รจ dato. (Mt 13,11) Precisiamo ancora una volta: Dio vuol dare i suoi doni e soprattutto donare sรฉ stesso a tutti, ma non tutti vogliono veramente accogliere Dio con i suoi doni per quello che sono veramente.

Qual รจ la spiegazione? Cโ€™รจ un problema nel cuore umano, una โ€œsclerocardiaโ€. Anzi, il verbo greco del testo originale suggerisce come un ingrassamento del cuore, una sorta di obesitร  cardiaca interna che ottunde e intorpidisce le facoltร  dello spirito. Gesรน dice che si compie una profezia di Isaia, il quale pre-vide che allโ€™apertura meravigliata di molti di fronte alla sua predicazione, avrebbe fatto da contrappunto lโ€™incredulitร  di molti altri che guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. E perciรฒ costoro, non andando incontro a Gesรน aperti a riconoscere questo stato del loro cuore, non possono vedere e udire realmente chi hanno davanti.

In altre parole, non possono scoprire il medico divino e farlo operare, convincendosi di essere infermi e bisognosi di Lui (Mt 13,15). Se avvicino il Signore per ascoltarlo come se fossi una persona sana nel cuore, non ne sentirรฒ mai veramente il bisogno nรฉ sentirรฒ mai bisogno di conversione; cosรฌ renderรฒ vana la sua parola che mi vuole guarire dalla cecitร  e sorditร  spirituale. Ecco tutto il percorso del seme illustrato dalla parabola che attraversa vari terreni con esito diverso. 

Se si vuole conoscere, se si vuole capire Gesรน, prima bisogna essere disposti a farsi guarire. Nel mio ministero incrocio tanti che sono incuriositi da Gesรน, sono interessati a quello che puรฒ dire e dare Gesรน, sono dโ€™accordo con le cose che insegna Gesรน. Ma non sono disposti a guardare cosa cโ€™รจ nel profondo del loro cuore, vogliono solo fare discussioni su Gesรน, perciรฒ guai ad aiutarli a scoprire che sono ammalati e hanno bisogno della sua cura.

No, di quello hanno bisogno gli altri, loro no. Per questo, anche se magari vivono vicini, come cristiani, in tutti i luoghi e gli spazi della chiesa di Gesรน, fanno parte di quei loro di cui si dice nel vangelo di oggi. E dopo questa riflessione sorge spontanea la domanda: ed io? Sono tra i voi a cui Gesรน dice che รจ dato conoscere i misteri del regno dei Cieli? Oppure sono tra i loro a cui non รจ dato? Esiste un primo criterio inconfondibile per sapere se sono tra questi o quelli.

Le stesse parole di Gesรน ce lo indicano: ma beati i vostri occhi perchรฉ vedono e i vostri orecchi perchรฉ ascoltano. 17In veritร  io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciรฒ che voi vedete, ma non lo videro, e ascoltare ciรฒ che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Se hai sentito dentro te nascere lo stupore davanti a queste o altre parole del vangelo, non temere. Ma se non ti stupisci piรน di Gesรน e delle sue parole, meglio temere, credimi. Chi ha orecchi, ascolti!


AUTORE: d. Giacomo Falco Brini
FONTE: PREDICATELO SUI TETTI