don Antonello Iapicca โ€“ Commento al Vangelo del 8 Novembre 2020

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LA SPOSA ATTENDE LO SPOSO CRESCENDO NELLA FEDE, APPROFITTANDO DI OGNI OCCASIONE PER AMARLO NEGLI EVENTI E NELLE PERSONE CHE NE ANTICIPANO Lโ€™AVVENTO

XXXII Domenica del Tempo Ordinario. Anno A
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Il cristianesimo รจ una cosa seria, non รจ sentimentalismo e amore sdolcinato. Eโ€™ una missione, e chi รจ chiamato ad essere cristiano, deve sapere che diventarlo significa essere trasformati in sale, luce e lievito del mondo, offrendo se stesso per salvezza di ogni uomo. Le โ€œdieci verginiโ€ erano delle damigelle di onore allo sposo che, secondo la tradizione ebraica, dovevano accompagnare alla casa della sposa e da qui alla sala del banchetto. Loro compito era tenere accese le lampade nel momento in cui lo Sposo tornava dalle spesso lunghe trattative pre-matrimoniali, e per questo avevano anche un โ€œpiccolo vasoโ€ che conteneva lโ€™olio di riserva.

Esse rappresentano i chiamati ad essere cristiani ai quali รจ stata donata la primogenitura: i cristiani sono chiamati a fare da corona allo Sposo quando tornerร , a sedere sui troni accanto a Lui e a giudicare le Nazioni. Essi sono promessi a un unico sposo, per essere presentati quali vergini caste a Cristo (cfr. 2 Cor. 11,2). E San Paolo sta parlando del battesimo. Durante la โ€œVegliaโ€ Pasquale, dopo essere scesi nel fonte battesimale e aver ricevuto lโ€™unzione con lโ€™olio crismale (la cresima), colmi dello Spirito Santo i neofiti attendevano lo Sposo per entrare con Lui al banchetto. Erano โ€œverginiโ€, cioรจ rinnovati e senza peccato originale, e โ€œnei piccoli vasiโ€ avevano lโ€™olio dello Spirito Santo che aveva compiuto in loro segni e prodigi durante lโ€™iniziazione cristiana conducendoli alla statura adulta della fede. Avevano โ€œvigilatoโ€ e ora, con i loro piccoli vasi colmi del crisma, erano pronti ad accendere le โ€œfiaccoleโ€ con la luce delle opere sante e soprannaturali che rivelavano in essi la nuova natura ricevuta.

E proprio nel cuore della notte di Pasqua, un grido li destava: โ€œecco lo sposo!โ€, รจ risorto, โ€œandategli incontroโ€. Allora essi si alzavano dal sonno, andavano ad accogliere il Signore che li conduceva con Lui al banchetto dellโ€™Eucarestia, culmine e fonte della liturgia. Anche per noi, la chiamata che abbiamo accolto nelle diverse circostanze, ha inaugurato un cammino attraverso la storia reale e concreta di ciascuno per giungere alla maturitร  della fede. Creati a sua immagine dobbiamo crescere in esso perchรฉ, al giungere dello Sposo, al termine del nostro catecumenato come poi alla fine del mondo, Egli possa โ€œriconoscerciโ€ quali suoi fratelli, chiamarci, destarci e farci nascere alla vita che non muore. Per questo, le nozze eterne si preparano durante tutta la vita. Un fidanzamento, un matrimonio, il ministero presbiterale, la consacrazione religiosa, la maternitร  e la paternitร , anche unโ€™amicizia, non sono cose di un momento, non sono avventure e passioni, roba da grandi quanto effimeri entusiasmi. Tutto si costruisce passo dopo passo, attraverso la fedeltร  nelle piccole cose: โ€œafferro le occasioni che si presentano ogni giorno, per compiere azioni ordinarie in modo straordinarioโ€ (Card. Van Thuan).

La saggezza รจ questa fedeltร  paziente e semplice; la stoltezza รจ la superficialitร  che disprezza il sacrificio quotidiano aspettando il grande slancio, le emozioni forti. La โ€œsapienzaโ€ รจ lโ€™umiltร  fondata nella veritร . La โ€œstoltezzaโ€ รจ la superbia radicata nella menzogna. La vita รจ molto seria, e quella eterna ce la giochiamo qui, come ogni uomo; per questo il cristianesimo รจ quanto di piรน serio vi sia. Solo percorrendo un serio cammino di conversione potremo ascoltare il grido che annuncerร  lโ€™arrivo dello Sposo e trovarci pronti per entrare con Lui nelle nozze. I โ€œpiccoli vasiโ€ indicano le orme che precedono i nostri passi: essi sono immagine delle piccole occasioni che Dio ci offre nella nostra storia; รจ in esse che occorre essere fedeli, pronti, colmi di olio. Per questo la vera saggezza รจ procurarsi lโ€™olio dello Spirito Santo, rinnovare ad ogni evento della vita lโ€™Alleanza che ci fa primogeniti. Ci si puรฒ addormentare, siamo deboli, ma รจ proprio nella debolezza che si manifesta la potenza di Dio. Anche Adamo si รจ addormentato, e fu vita tratta dalla sua stessa carne. Anche Abramo fu preso da un torpore, e fu lโ€™Alleanza incorruttibile. Anche i discepoli cedettero agli occhi appesantiti, e fu il compimento definitivo della Volontร  di Dio. In comune tutti hanno la propria debolezza e il potere di Dio: รจ Lui che fa tutto, perchรฉ Dio dona il pane ai suoi amici nel sonno: mentre dormiamo pulsa la vita autentica, ed รจ il mistero a cui siamo chiamati, la vita nella morte. La primogenitura รจ, essenzialmente, vivere senza timore nel sonno della morte che ogni giorno prende le nostre vite, tenendo desto il cuore colmo di Spirito Santo.

E ciรฒ accade se camminiamo nella Chiesa, se alimentiamo i piccoli vasi con lโ€™ascolto della Parola di Dio, con i sacramenti, con la frequenza alle liturgie; nel seno della Chiesa, infatti, impariamo a nutrire lโ€™uomo nuovo che vi รจ gestato: e ogni gravidanza inizia con un โ€œritardoโ€โ€ฆ Per questo il ritardo del Signore รจ fecondo, perchรฉ in esso si cela il suo mistero di Pasqua, di vita che distrugge la morte. Gli stessi verbi utilizzati da Matteo rimandano a questo significato: le vergini si โ€œdestanoโ€ come il Signore si โ€œdestaโ€ dalla morte! Il ritardo รจ lโ€™occasione per crescere nellโ€™amore, per prepararsi allโ€™incontro con lo Sposo, per assomigliare a Lui in tutto. Cosรฌ ogni ritardo nella nostra vita, quello della moglie nello stirare la camicia e del marito nel comprendere le esigenze della sposa, quello dei figli nellโ€™obbedire e dei genitori nellโ€™ascoltare i figli, quello del corpo che non ce la fa a guarire, quello del datore di lavoro nel promuoverci o nel darci le ferie o lo stipendio; tutto ciรฒ che ritarda il compimento dei nostri desideri e delle nostre speranze costituisce lโ€™occasione per vivere come primogeniti che hanno i nomi iscritti nei cieli, pronti al sacrificio, a crocifiggere la propria carne con le sue passioni, e a vivere la vita nuova secondo lo Spirito. Essere โ€œvigilantiโ€ รจ, secondo il grande esegeta H. Schlier, essere sobrii, che โ€œsignifica vedere e prendere le cose cosรฌ come esse sonoยป. Prenderle anche quando richiedono un sacrificio, che รจ lโ€™unico polo capace di attrarre lโ€™attesa e tenerla desta orientandola verso la bellezza.

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San Paolo, dopo aver ricordato ai Galati che โ€œil tempo รจ breveโ€, conclude dicendo: โ€œDunque, fino a quando abbiamo tempo, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede!โ€. Operare il bene che lo Spirito Santo ispira e compie attraverso di noi, nei fatti e con le persone di ogni giorno: il lavoro con le sue difficoltร , le occasioni per prendere su di sรฉ le pratiche dei colleghi e, per amore, rinunciare al proprio prestigio; il fidanzamento ancorato alla speranza di veder compiuto il desiderio di amare, attraverso il combattimento per la castitร , per il rispetto, per la libertร  dellโ€™altro, imparando nei piccoli frammenti di vita a rinunciare a se stessi; il matrimonio aperto alla vita, alla volontร  di Dio, nelle occasioni di fedeltร  che si presentano ogni giorno, nella pazienza e nel dono del proprio tempo, dei propri gusti, accompagnando il coniuge, in tutto, verso lโ€™obbedienza a Cristo; i genitori a cui obbedire anche nelle cose piรน banali, come lavare i piatti, rifare il letto e lavarsi i denti; la scuola nella quale approfittare per imparare a fare anche ciรฒ che non piace, rinunciando alle piรน allettanti e gratificanti per compiere la volontร  di Dio; la vita religiosa nella quale cogliere lโ€™occasione per obbedire ai superiori, che ci appaiono cosรฌ spesso meno perspicaci e illuminati di noi, per imparare ad ancorare la vita in Cristo e non negli uomini attraverso i quali Egli ci parla. Tutto quello che ci รจ dato di vivere รจ unโ€™occasione per crescere e prepararsi allโ€™ultima opportunitร , quella che ci attende sulla soglia del banchetto escatologico.

Solo gli stolti si lasciano scappare i kairos pieni di amore, i fatti e le persone che Dio ci invia ogni giorno perchรฉ siano vissuti cristianamente, intrisi cioรจ nellโ€™unzione del Crisma profetico, sacerdotale e regale. In tutto come profeti del Cielo, re della carne e dei suoi desideri, sacerdoti che intercedono per ogni uomo. Le vergini stolte sono, infatti, immagine di chi non persevera nelle opere di Cristo, preferendo, per sciatteria e superficialitร , le proprie. Dormono ma il loro cuore non veglia. Ogni relazione, ogni esperienza รจ per loro come quella di un corpo addormentato dopo unโ€™ubriacatura, preda di sogni e passioni, ma incapace di cogliere la realtร  nella sua essenza. Vivono tutto addormentate nel sonno drogato della carne, con il cuore assente e vuoto, come i loro piccoli vasi. Non possono colmare dโ€™amore le occasioni che Dio dona loro. Fanno, disfano e non resta nulla: opere morte, opere addormentate. Cosรฌ รจ di tanti matrimoni, di tanti fidanzamenti, di tante amicizie: โ€œInvece che spalancare le braccia ad abbracciare il mondo, si vuole ridurre lโ€™abbraccio allโ€™oggetto che piace, che ci รจ davanti, e cosรฌ uno lancia le braccia โ€“ secondo il paragone dellโ€™Eneide โ€“ e stringe il nulla, abbraccia e stringe il nienteโ€ (Mons. Luigi Giussani). Sono stolte perchรฉ nemmeno si rendono conto di essere state chiamate ad accompagnare lo Sposo, ad esserne le damigelle dโ€™onore; hanno dimenticato lโ€™abito nuziale, lโ€™olio per le lampade, la primogenitura: sono stolte perchรฉ senza memoria. Hanno, come tanti di noi, partecipato al memoriale della Pasqua del Signore, sorgente e compimento della vocazione, ma non hanno mai rinnovato nulla, non hanno mai accolto davvero la Grazia offerta dalla Chiesa: sacramenti, preghiere, riunioni, forse anche buone opere, ma tutto come vasi forati, incapaci di trattenere lo Spirito Santo.

Stolte come chi pensa di poterla comunque sfangare alla fine, anche se nella vita ha sempre schivato il sacrificio, le piccole occasioni, dissipando lโ€™olio ricevuto senza provvederne dellโ€™altro. La stoltezza รจ negare la Croce, ed รจ sempre opera dellโ€™anticristo che nega lโ€™incarnazione, le piccole occasioni dove incontrare il Signore. Ma, alla resa dei conti, la stoltezza si rivela per quello che รจ: zizzania cresciuta accanto al grano, buona solo per essere gettata fuori. Si muore come si รจ vissuti: benedicendo per chi ha benedetto; amando per chi ha amato. Per questo, come alla fine della vita, anche ogni giorno occorre pensare seriamente e saggiamente a se stessi. Vi sono cose che nessuno potrร  mai fare per noi. Non รจ possibile distribuire lโ€™olio destinato a ciascuno, perchรฉ non ne venga a mancare a tutti. Si puรฒ amare, pregare, offrire la propria vita, ma lโ€™olio dello Spirito Santo capace di far compiere le opere per le quali siamo predestinati, quello รจ dono esclusivo di Dio. A Lui bisogna chiederlo al tempo opportuno. Non cโ€™รจ sentimentalismo o pietismo che tenga: nulla possiamo anteporre a Cristo. Nulla allโ€™obbedienza e allโ€™intimitร  con Lui.

Vi รจ sempre un ordine fondamentale, perduto il quale si inciampa e ci si perde: una madre non puรฒ trascurare il proprio rapporto con il Signore per tentare di aiutare suo figlio. Sarebbe assorbita dalle stesse sabbie mobili. Cosรฌ per ogni relazione: quanti ragazzi distruggono la propria vita per tentare di salvare lโ€™amico o la fidanzata drogata, perdendo il proprio olio e non offrendo nulla se non la propria indifesa debolezza. Eโ€™ Cristo e solo Lui che scende nella morte, che perdona e risuscita: noi possiamo e siamo chiamati ad annunciarLo, a condurre al suo trono di misericordia chi amiamo, non a sostituirci a Lui. Per questo lโ€™amore autentico agli altri sorge da unโ€™intimitร  profonda con il Signore: spesso รจ meglio parlare a Dio delle persone che alle persone di Dio. La libertร  รจ la firma di Dio nella vita di ciascuno e spesso ci procura dolore; la stoltezza di un figlio, di un amico, di una persona cara ci spezza il cuore, ma non possiamo sostituirci a lui. Lโ€™unico che รจ morto al posto di ciascuno di noi รจ Cristo! Amare autenticamente, saggiamente, รจ dunque curare il nostro cuore, tenerlo desto, ricevere e custodire lo Spirito Santo perchรฉ in noi ogni stolto possa incontrare Lui, e, se ancora in tempo, accogliere il suo amore.


AUTORE: don Antonello Iapicca FONTE: Newsletter SITO WEB CANALE YOUTUBE