don Antonello Iapicca โ€“ Commento al Vangelo del 29 Ottobre 2020

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Lโ€™AMORE DI DIO Eโ€™ RADICALITAโ€™ DELLA VERITAโ€™ E LIBERTAโ€™ NELLA MISERICORDIA 

Giovediฬ€ della XXX settimana del Tempo Ordinario II
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La missione di Gesรน esige radicalitร . Per questo, la consapevolezza dellโ€™opera da compiere lo rende forte e audace. Lโ€™autenticitร  della profezia, infatti, si rivela nella fermezza e nella parresia del profeta. La missione di Gesรน รจ il compimento di quella affidata a Giosuรจ; in ebraico il nome โ€œGiosuรจโ€ (yehosuโ€˜a) รจ una forma antica del nome โ€œGesรนโ€ (yesuโ€˜a). Giosuรจ doveva guidare il popolo alla conquista della terra promessa, combattendo contro gli abitanti di Canaan; Gesรน dovrร  scacciare i demoni per introdurre gli uomini nel Regno di Dio. Il suo programma รจ semplice: deve andare per la sua strada sino a Gerusalemme. Ha davanti a sรฉ un tempo limitato, due giorni, che lo prepara al compimento dellโ€™opera nel terzo giorno. Eโ€™ questo il tempo di Dio, tre giorni, il Mistero Pasquale.

Ogni missione profetica segue lo stesso schema: annuncio, processo, rifiuto, passione, croce, sepolcro e risurrezione. Questo significa che ogni profezia deve passare per il crogiuolo, per il sacrificio dellโ€™agnello. Solo cosรฌ essa potrร  mostrare la sua autenticitร , la veritร  capace di liberare davvero. Gesรน lo sapeva e per questo non temeva di dirigersi a Gerusalemme, il luogo dove la Pasqua โ€œdovevaโ€ essere celebrata, come non era possibile che un profeta morisse fuori da Gerusalemme. Ogni profezia, infatti, annuncia il mistero della Pasqua, rivelando, negli eventi della storia, la sapienza della Croce: essa distrugge ogni falsa sapienza, lโ€™astuzia di Erode la volpe, lโ€™ipocrisia dei farisei. Per questo, ogni criterio che induce a fuggire dalla croce รจ figlio di satana.

Occorre coraggio per vivere ogni giorno il ministero profetico che ci รจ assegnato, senza scappare. Il coraggio che scaturisce dalla fede; dubitare รจ spegnere la profezia e sbiadire la vita. Dio ci ha chiamato per compiere la stessa opera di Giosuรจ e di Gesรน: tre giorni per condurre questa generazione al di lร  del Giordano. Unica condizione รจ fare quello che il Signore ha indicato a Giosuรจ: meditare giorno e notte la Scrittura e nutrirsi delle provviste capaci di far entrare nel passaggio attraverso la morte, profezia della vita spirituale di una comunitร  cristiana, perchรฉ sia Cristo ad operare in noi. Ci attende Gerusalemme, il rifiuto e la morte: non รจ possibile che la storia di ogni giorno non ci conduca alla moglie, al marito, ai colleghi, come a un sepolcro. Eโ€™ la veritร , perchรฉ esiste il peccato che insidia la Grazia.

Per questo lโ€™amore autentico appare quando si ergono i nemici contro di noi. Non รจ possibile morire fuori dalla storia, perchรฉ lโ€™autenticitร  della nostra vita cristiana sia provata, e divenga profezia di salvezza per coloro ai quali siamo inviati. Certo, il rifiuto della profezia genera solitudine e morte, il destino della casa di Gerusalemme. Ma, misteriosamente, anche questo รจ necessario: per essere scacciato, satana deve venire alla luce. In Gerusalemme sono coagulati i peccati di ogni generazione. Il rifiuto e la condanna trascineranno la carne del Signore nella tomba, e la stessa casa di Gerusalemme diverrร  un sepolcro deserto.

Ma proprio questo passaggio segnerร  lโ€™aurora gloriosa del Benedetto che viene nel nome del Signore; la sua vittoria sarร  la pace. Secondo unโ€™etimologia popolare Gerusalemme era interpretata come โ€œvisione della paceโ€. Questa visione sarร  compiuta quando i discepoli rivedranno il Maestro risorto al terzo giorno: โ€œPace a voi!โ€. Eโ€™ Gesรน stesso, il Tempio ricostruito in tre giorni, la visione della pace, la nuova Gerusalemme i cui figli sono raccolti come una covata sotto le ali della chioccia. Eโ€™ necessario che Gesรน si diriga oggi alla nostra vita, per far luce e smascherare i nostri peccati. La sua strada siamo noi che, come Gerusalemme, rifiutiamo la profezia e il Profeta. I passi di Gesรน ci cercano anche oggi in un desiderio ardente di far pasqua con noi, di amarci, di perdonarci. I suoi passi cercano i nostri peccati. Troppe volte abbiamo visto la nostra casa deserta, la famiglia dispersa e incapace di perdonarsi.

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Troppe volte abbiamo rifiutato la profezia che ci avrebbe resi liberi, trattenendo e difendendo i nostri peccati. Occorre imparare a darglieli, come San Girolamo. Oggi il Signore ci viene a prendere sotto le sue ali, per farci sperimentare il potere del suo amore. Oggi possiamo incontrarlo di nuovo, vittorioso su ogni nostro peccato, e accoglierlo abbandonandoci nellโ€™umile fede di chi, dal fondo del suo deserto, riconosce in Gesรน la benedizione inviata dal Padre.


AUTORE: don Antonello Iapicca
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