don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 6 Novembre 2022

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Nel suo cammino verso Gerusalemme, Gesรน ci ha fatto riflettere sul valore della fede (โ€œGesรน accresci la nostra fedeโ€, XXVII  domenica, 2 ottobre); ha affrontato il tema della preghiera (i dieci lebbrosi, XXVIII domenica, 9 ottobre; la vedova, XXIX domenica,  16 ottobre; il pubblicano e il fariseo al tempio, XXX domenica, 23 ottobre); ci ha fatto capire che esiste una chiamata universale alla santitร , al di lร  di dove tu sia (Zaccheo, XXXI domenica, 30 ottobre).

In questo percorso abbiamo incontrato la solennitร  di tutti i santi, felice richiamo al fatto che tutti, ciascuno a modo suo, รจ chiamato a una misura alta della  vita. Una vita bella, maturaโ€ฆnel Signore (santitร ). Unโ€™esperienza che bene ritroviamo nella beata Benedetta Bianchi  Porro: โ€œReverendo Padreโ€ฆIo, in questi ultimissimi giorni, sono peggiorata di salute. Spero perciรฒ che la ยซChiamataยป  non si faccia troppo attendere! La mente, grazie al Signore, รจ ancora lucida, ma sono tanto stanca. Sono molto stanca,  padre, quasi da non sentire piรน parole neppure in bocca, ma mi sento spiritualmente ancora in piedi nellโ€™attesa di ri spondere il ยซPresenteยป ad un Suo cenno. Le dirรฒ, padre, che ho giร  sentito la Sua voce. La voce dello Sposoโ€. Una  fortezza orientata da una certezza: lโ€™andare incontro allo Sposo.  

Il commento continua dopo il video.

lectio divina XXXII domenica t o  anno C

Con questa testimonianza, entriamo nel significato dei testi odierni. 

Non siamo piรน lungo il cammino ma la scena si svolge allโ€™ingresso della cittร  Santa, Gerusalemme. Gesรน viene  coinvolto da alcuni sadducei sul tema della risurrezione. Tema che viene preparato dal testo dei Maccabei quando il re martirizza sette fratelli perchรฉ si rifiutano di nutrirsi di carni impure: โ€œSiamo pronti a morire piuttosto che tra sgredire le leggi dei padriโ€ฆ il re dellโ€™universo ci risusciterร  a vita nuova ed eternaโ€. Il coraggio di rifiutare un cibo proibito nasce dalla certezza, come recita il salmo, che dopo la morte โ€œCi sazieremo contemplando il tuo voltoโ€.

vv. 28: ยซMaestro, Mosรจ ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma รจ senza figli, suo  fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29Cโ€™erano dunque sette fratelli: il primo,  dopo aver preso moglie, morรฌ senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e cosรฌ tutti e sette morirono  senza lasciare figli. 32Da ultimo morรฌ anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarร  moglie?  Poichรฉ tutti e sette lโ€™hanno avuta in moglieโ€. 

Il testo che la liturgia ci presenta inizia al versetto 27, ma se riguardiamo lโ€™intero capitolo ci accorgiamo che Gesรน  sta presentando la fotografia di quanto a breve vivrร . Citare Giovanni Battista richiama il suo essere profeta (vv. 3- 8); la parabola della vigna e dei vignaioli omicidi (vv 9-19) si riferisce alla venuta di Gesรน a Gerusalemme e il suo  destino di morte; la domanda sul tributo a Cesare (20-26) allude ai romani a cui Gesรน verrร  consegnato. E poi il  tema odierno dedicato alla risurrezione, il fine ultimo di Gesรน. Troviamo in questa fotografia una sintesi del Van gelo. In questo ultimo dialogo, Gesรน si confronta con i sadducei, i quali non credevano nella risurrezione (20,27); la  loro domanda quindi รจ un modo per banalizzare il tema e la persona stessa di Gesรน. I sadducei si rifanno alla โ€œlegge del  leviratoโ€ (cfr Dt 25,5-6): quando un uomo muore senza aver lasciato discendenza, la vedova deve sposarne il fratello, in modo da dargli un  figlio che prenda il nome del fratello morto e non lasci estinguere il suo nome in Israele.  

Stravolgendo questa norma finalizzata alla vita, i sadducei creano ad arte il caso grottesco di sette fratelli che  muoiono senza lasciare figli, dopo aver sposato in successione la stessa donna: nella resurrezione, di quale dei sette  essa sarร  moglie? รˆ come se domandassero: โ€œSe ci fosse veramente la risurrezione dei morti, di chi sarร  questa  donna?โ€.  

34-38: Gesรน rispose loro: โ€œI figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono nรฉ moglie nรฉ marito: 36infatti non possono piรน morire, perchรฉ sono uguali agli angeli e, poichรฉ sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che  poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosรจ a proposito del roveto, quando dice: Il Signore รจ il Dio di  Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non รจ dei morti, ma dei viventi; perchรฉ tutti vivono per luiโ€. 

Nella sua risposta Gesรน innanzitutto dichiara di credere nella risurrezione, spiegando che questa non รจ frutto di un  ragionamento umano, ma del fatto che siamo figli di Dio: โ€œInfatti non possono piรน morire, perchรฉ sono uguali agli  angeli e, poichรฉ sono figli della risurrezione, sono di figli di Dioโ€ (Lc 20,36). Un modo per far capire che la risurrezione 

รจ un atto di fiducia pieno in un Padre che รจ buono e che mai abbandona i suoi figli, neanche nella morte. รˆ un fatto  vero, reale, che orienta la vita: โ€œSe si predica che Cristo รจ risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che  non esiste risurrezione dei morti? Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo รจ risuscitatoโ€ฆ ma allora รจ vana  la nostra predicazione e la vostra fedeโ€ฆ Ora invece Cristo รจ risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono mortiโ€ฆโ€  (1 Cor 15,12ss).  

Gesรน dice anche una seconda cosa: che esiste un altro modo di vivere che รจ animato dalla serenitร  della risurrezione, anche per quanto concerne ciรฒ che cโ€™รจ di piรน naturale, come la vita di coppia. La sessualitร , ad esempio, รจ  certamente unโ€™esperienza passeggera (cfr Gn 1,28) in quanto appartiene alla pura condizione umana, ma la si puรฒ  vivere in modo profondo, quale anticipo di una relazione piรน vera, ossia il segno dellโ€™alleanza nuziale di Dio con il  suo popolo (cfr Os 2,18-22; Ef 5,31-32). โ€œPrendere moglie, maritoโ€ โ€“ dice Gesรน โ€“ lo fanno i figli di questo mondoโ€: chi vive  orientato dal cielo โ€œAccoglieโ€, non โ€œprendeโ€, come recita anche la nuova formula del matrimonio: โ€œIo accolgo teโ€ฆโ€. 

Accogliere รจ un gesto, un atteggiamento che fa capire che lโ€™altro รจ un dono che ti viene dato dallโ€™alto per poter  camminare e crescere insieme, per poter entrare un giorno insieme nella vita eterna, immersi nellโ€™Amore di Dio.  Ecco la differenza sostanziale tra il vivere con la logica del mondo e la logica della risurrezione: chi vive di questa  logica sa cosa lo attende in cielo, vive per ciรฒ che attende anzi per Chi lo attende, per ricompensarlo di tutto, per  riempire in pienezza la sete del cuore: perchรฉ solo in Dio-Amore il nostro cuore troverร  la pienezza e solo in Cielo  questa pienezza troverร  ciรฒ che desidera.  

Quindi cโ€™รจ un modo di vivere agganciato in ciรฒ che dura nellโ€™eternitร , e un modo di vivere senza approdo: questo  alla fine, al momento del dunque, impensierisce, perchรฉ ci si accorge che ciรฒ su cui ci si รจ appoggiatiโ€ฆ non รจ sufficiente per sopravvivere. Chi si appoggia unicamente alla natura, alla Legge (i sadducei citano solo Mosรจ, quindi la  Legge), non avrร  prospettive serene, perchรฉ queste sono cose che non durano. Gesรน, a differenza dei sadducei,  non piega la Legge a suo uso e consumo, ma aiuta gli interlocutori ad andare alla fonte della volontร  di Dio, il vero  e unico Legislatore. Solo in Lui si puรฒ capire la veritร  della Legge. E la risurrezione sta al cuore della Torah, la Legge  di Dio, come ribadisce Gesรน citando il libro dellโ€™Esodo: โ€œIo sono il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbeโ€ (Es 3,6).  E chiude il dialogo ribadendo che ยซDio non รจ Dio dei morti ma dei vivi, perchรฉ tutti vivono per luiยป, giร  oggi e poi oltre  la morte. Parole che fanno capire che Dio ama lโ€™uomo oltre la morte, che lโ€™uomo vive per lโ€™eternitร  per e con Dio.  

Fissare qui ed ora il nostro cuore in cose effimere, significa perdersi e vivere sempre nella paura. Fissare invece il  cuore in Dio, significa vivere giร  qui ed ora con la gioia dellโ€™eternitร  che ci attende dopo la morte. Questa veritร  non  รจ unโ€™idea tra le tante, ma va a decidere il nostro stesso vivere. Per chi e per che cosa vivo qui ed ora? Sono cioรจ  capace di amare e accetto di essere amato? Gesรน ha risposto a questa domanda con la sua stessa vita, ponendo  Dio Padre al centro di tutto. Gesรน ci ha insegnato che credere la risurrezione รจ questione dโ€™amore, รจ credere  allโ€™amore. Amare รจ giร  vivere da risorti. Gesรน ci ha insegnato che la vita non appartiene al โ€œcaosโ€, alla โ€œcoincidenzaโ€,  al โ€œprofittoโ€, alle โ€œscoperte scientificheโ€โ€ฆ la vita appartiene a Dio e solo in Dio troverร  la sua pienezza. 

Non sottovalutiamo che siamo quasi al termine dellโ€™anno liturgico e quindi del nostro cammino. E se รจ vero, comโ€™รจ  vero che lโ€™Anno Liturgico รจ la nostra vita in scala, in miniaturaโ€ฆ questo deve farci riflettere. Se la mia e nostra vita  รจ orientata alla risurrezione, siamo chiamati qui ed ora a vivere da risorti (โ€œSe siete risorti con Cristo, cercate le cose  di lassรน, dove รจ Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassรน non a quelle della terraโ€ โ€“ Col  3,-12), a saper impregnare le nostre scelte, le nostre parole, i nostri pensieri di questa gioiosa certezza che ci porta  a dire che nulla potrร  schiacciarci, perchรฉ alla fine su tutto, compresa la morte, Gesรน vince.

Il Signore Gesรน non ci  ha semplicemente amato, ma รจ Amore; non ci ha semplicemente indicato una speranza su cui appoggiarci, ma Lui  stesso รจ nostra Speranza; non ci ha indicato una porta dโ€™uscita, ma Lui stesso รจ la Porta del Paradiso per una vita  risorta. Per sempre. Gesรน oggi ci ricorda che il fine ultimo orienta le scelte quotidiane: e se il nostro fine ultimo รจ  Dio, si appoggia in Lui, รจ da Lui orientatoโ€ฆ tutta la vita diventa un imparare ad andare oltre, un amare oltre misura,  un perdonare sempre, un servire con gioia perchรฉ in ogni fratello e sorella รจ presente il Signore Gesรน. รˆ in questo  legame, in questo camminare insieme che cresciamo e maturiamo per varcare un giorno la Porta dove Dio si farร   Tutto in tutti noi.

Leggi qui la preghiera per domenica prossima.

Il commento al Vangelo di domenica 6 novembre 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.