don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 18 Dicembre 2022

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Siamo giunti alla IV ed ultima domenica dโ€™Avvento. Ormai i testi sono tutti protesi nel prepararci a vivere il Natale di  Gesรน. Il cammino fin qui compiuto ci ha permesso di focalizzare lโ€™attenzione alla Meta del nostro camminare insieme,  ossia stiamo andando incontro al Signore che viene e che solo cโ€™introdurrร  nel regno dei Cieli (I domenica dโ€™Avvento).  Lungo questo cammino siamo chiamati a coltivare un atteggiamento di conversione, ossia quella capacitร  di saper abbracciare lโ€™essenziale tenendo fisso lo sguardo verso il Signore (II domenica di Avvento).

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IV domenica di Avvento, anno A, don Andrea Vena

Questa scelta di fondo chiede  la disponibilitร , come รจ avvenuto per Giovanni Battista, di lasciarci mettere in discussione, in crisi di fronte alle false  immagini di Dio che ci costruiamo quotidianamente, pur di sentirci in pace con noi stessi: โ€œSei tu โ€“ chiese il Battista โ€“ colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?โ€ (Mt 11,3, III domenica di Avvento). La stessa cosa avviene oggi  con Giuseppe. La sua promessa sposa, Maria, attende un figlio. Una situazione che, secondo la Legge, richiederebbe la  morte della donna. Il testo del vangelo presenta proprio questo dramma. 

Cosรฌ fu generato Gesรน Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere  insieme si trovรฒ incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poichรฉ era uomo giusto e non voleva  accusarla pubblicamente, pensรฒ di ripudiarla in segreto. 20Mentre perรฒ stava considerando queste cose, ecco, gli ap parve in sogno un angelo del Signore e gli disse: โ€œGiuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua  sposa. Infatti il bambino che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darร  alla luce un figlio e tu lo chiamerai  Gesรน: egli infatti salverร  il suo popolo dai suoi peccatiโ€. 22Tutto questo รจ avvenuto perchรฉ si compisse ciรฒ che era  stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirร  e darร  alla luce un figlio: a lui sarร  dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Quando si destรฒ dal sonno, Giuseppe fece come gli  aveva ordinato lโ€™angelo del Signore e prese con sรฉ la sua sposa.  

Come accennavamo, il vangelo presenta un dramma: da una parte Giuseppe, uomo giusto e osservante della Legge โ€“ dice il testo โ€“ che non poteva tenere con sรฉ una donna adultera (cf. Dt 22,23-24). Eppure non voleva ripudiarla, lโ€™amava.  Dallโ€™altra parte troviamo lโ€™intervento di Dio: mentre Giuseppe rifletteva e cercava di capire come uscire da questa situazione, in sogno gli apparve un angelo, il quale lo aiuterร  ad andare oltre lโ€™evidenza. La prima cosa che fa lโ€™angelo รจ  quello di chiamarlo per nome, di fargli capire che lui รจ โ€œconosciutoโ€ da Dio:  

ยซGli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: โ€œGiuseppe, figlio di Davide, non temereโ€ฆโ€ยป (Mt 1,20). La  prima cosa che lโ€™angelo ricorda a Giuseppe รจ la sua storia, la sua radice: Giuseppe, sei โ€œfiglio di Davideโ€. Egli forse si  vedeva semplicemente come un povero falegname di un piccolo villaggio della Galilea, mentre lโ€™angelo di Dio lo chiama  โ€œfiglio di Davidโ€. Con questa espressione lโ€™angelo rispolvera la vera identitร  di Giuseppe, e quindi la sua missione. Sei  della discendenza regale, comโ€™รจ anche ricordato allโ€™inizio del vangelo di Matteo, nella genealogia (cfr Mt 1,1-17). Giuseppe รจ parte della promessa, e sarร  grazie a lui che Dio potrร  portare a compimento la promessa di dare a Davide una  discendenza numerosa come le stelle.  

A questo primo dato va aggiunto un secondo aspetto. Giuseppe capisce che Dio si sta prendendo cura di lui, della sua  sofferenza, del suo dubbio, della sua lotta interiore. Tale esperienza permette a Giuseppe di sentirsi โ€œaccoltoโ€, โ€œcapitoโ€,  non abbandonato. Infine, Maria rimane la sua sposa: ยซNon temere di prendere con te Maria, tua sposaยป (Mt 1,20). Non  รจ lโ€™adultera che potresti pensare: รจ โ€œtua sposaโ€. E Giuseppe si sente forte in questo, perchรฉ รจ Dio stesso a dirglielo attraverso lโ€™angelo.  

โ€œIl bambino che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darร  alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesรน: egli  infatti salverร  il suo popolo dai suoi peccatiโ€ (Mt 1,21).  

Dietro a tutto cโ€™รจ Dio. Eโ€™ Lui che ha preso lโ€™iniziativa con Maria, ed รจ Lui che ha preso lโ€™iniziativa nei suoi riguardi. Il Bimbo  che Maria sua sposa porta in grembo รจ il figlio della promessa, annunciato e atteso lungo i secoli. A questo bimbo sarร   Giuseppe a dare il โ€œnomeโ€, la โ€œdiscendenzaโ€, come promesso e ribadito dal profeta Isaia (cfr I lettura): ยซAscoltate, casa di Davide!โ€ฆ Il Signore stesso vi darร  un segno. Ecco: la vergine concepirร  e partorirร  un figlio, che chiamerร  Emmanueleยป (Is 7,14). โ€œCasa di Davide!โ€. Giuseppe รจ della casa di Davide e senza saperlo, ora diviene lui, un falegname, lo  strumento attraverso il quale Dio porta a compimento la sua promessa.  

Di fronte a questo sconvolgimento della sua vita, deve decidersi. Ma scegliere significa accettare di aprirsi alla radicalitร   nuova alla quale Dio chiama; รจ necessario fare spazio a un Dio che va oltre le nostre stesse attese e che le compie in un  modo completamente diverso da come lo avremmo immaginato. Cosรฌ come hanno fatto Giovanni Battista e Maria, sua  sposa. Giuseppe deve scegliere: ha ascoltato, ha cercato di capire un fatto che supera ogni possibile pensiero umano.  Ora deve fidarsi di Dio, molto piรน che sulle sue forze. E Giuseppe, dice il testo, โ€œSi destรฒ dal sonno e fece come gli aveva  ordinato lโ€™angeloโ€.  

Come Giuseppe, cosรฌ anche noi siamo invitati ad avvicinarci al Natale con lโ€™atteggiamento di fede di Giuseppe. Il Natale  di nostro Signore lo possiamo comprendere solo se ci poniamo in atteggiamento di adorazione. Non si tratta tanto di  โ€œragionareโ€, quando di โ€œadorareโ€: il Natale รจ Dio allโ€™opera. E Dio lo si adora e lo si accoglie, perchรฉ mai potremo capirlo.  Solo in Dio i nostri dubbi, le nostre difficoltร , le nostre perplessitร  e lotte potranno trasformarsi in mistero, un mistero  dโ€™amore.  

Vivere il Natale significa porsi in questo solco e accettare di fare spazio allโ€™azione di Dio. La Parola di Dio, come ricorda  san Paolo nella II lettura, chiede di trovare spazio in noi per poter ancora oggi โ€œdivenire carneโ€. Non spetta a noi dire se  siamo o meno idonei; come Giuseppe, dobbiamo solo imparare ad ascoltare, fidarci e accogliere: โ€œAbbiamo ricevuto la  grazia di essere apostoli, per suscitare lโ€™obbedienza della fede in tutte le gentiโ€ฆe tra queste siete anche voi, chiamati  da Gesรน Cristoโ€ฆamati da Dio e santi per chiamataโ€. La forza del nostro โ€œSiโ€, del nostro โ€œEccomiโ€, del nostro โ€œdestarci  dal sonnoโ€ della pigrizia, del dubbio, della faticaโ€ฆ รจ fondato sul fatto che รจ Gesรน stesso a chiamarci, รจ Dio stesso ad  amarci e a ritenerci santi per chiamata. Cosรฌ dice san Paolo. Siamo santi, siamo degniโ€ฆnon per le nostre opere, ma  perchรฉ figli di Dio! Un fatto, una realtร โ€ฆche spesso dimentichiamo, sorvoliamo.

Quanto Dio ci chiede โ€“ come lo ha  chiesto a Giuseppe โ€“ รจ in forza del Suo Amore, del suo sguardo misericordioso posato su ciascuno! Facciamo parte di  una storia di salvezza piรน grande della nostra vita: fidiamoci di Dio! Come dicevamo nella solennitร  dellโ€™Immacolata, dal  nostro โ€œsiโ€, dal nostro โ€œeccomiโ€ dipende la realizzazione del sogno di Dio. Noi siamo oggi la โ€œpossibilitร โ€ di Dio: fidiamoci, apriamoci a Lui e Lui saprร  condurci per mano per riuscire in quanto ci viene chiesto.  

Certamente questa chiamata non sempre corrisponderร  alle nostre attese, ai nostri progetti, ai nostri calcoli. Ma di  fronte al mistero del Natale siamo chiamati a deciderci da quale parte vogliamo stare. Possiamo continuare a contrabbandare la nostra piccola storia facendo finta che tutto dipenda da noi, oppure โ€“ come Giuseppe โ€“ accettare di entrare  in questo mistero dโ€™amore aderendo con la fiducia della Vergine Maria: โ€œEccomi, avvenga per me secondo la tua parola โ€œ (Lc 1,38). Aderire con la fede di Maria chiede, cosรฌ come รจ avvenuto per Giuseppe, di saper alzare lo sguardo oltre  lโ€™evidenza, oltre la logica del tutto e subito. Si tratta di lasciarsi sorprendere dalle sorprese di Dio, che non mira a toglierci qualcosa, ma a donarci il tutto di cui abbiamo bisogno.

Vivere sul serio il Natale chiede di aprirci alla novitร  che  Dio in ogni istante vuole proporci. Come un tempo Giovanni Battista, Maria e Giuseppe, cosรฌ ancora oggi Dio ha bisogno  della disponibilitร  โ€“ spesso combattuta โ€“ di ciascuno di noi. Non fermiamoci allโ€™apparenza, a guardare al fragile che cโ€™รจ  in noi, perchรฉ come un tempo, cosรฌ ancora oggi Dio โ€“ ci ha ricordato san Paolo โ€“ chiama ciascuno per nome, ricordandoci  che siamo depositari del sogno stesso di Dio che chiede di essere continuamente risvegliato in noi.

Nella notte di Natale,  contemplando il Bimbo di Betlemme adagiato nella mangiatoia, ringraziamo Dio per il tanto amore con il quale ci ama  tanto da donarci il suo figlio Gesรน. Posiamo lo sguardo su Maria e Giuseppe, e nel ringraziarli del loro โ€œSiโ€ chiediamo  loro di aiutarci a dire il nostro โ€œsiโ€. Qui ed ora.

Leggi qui la preghiera per domenica prossima.

Il commento al Vangelo di domenica 4 dicembre 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.