don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 3 Luglio 2022

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Cosa dice la Parola/Gesรน

Domenica scorsa il Signore Gesรน ci aveva invitati a seguirlo con convinzione, con passione, con gioia. Oggi, proseguendo esattamente dal punto dove ci eravamo lasciati domenica scorsa, il Signore ci ricorda che il compito di  annunciare non รจ riservato a pochi eletti, ma รจ rivolto a tutti: โ€œIn quel tempo Gesรน designรฒ altri settantadue e li inviรฒ  a due a due davanti a sรฉโ€ฆโ€. Questa universalitร  alla chiamata e missione spiega la gioia espressa dal profeta Isaia,  testo scelto dalla liturgia come prima lettura: โ€œRallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che  lโ€™amateโ€ฆSfavillate con essaโ€ฆsarete allattati e vi saziereteโ€ฆEcco, io farรฒ scorrere verso di essa come un fiume, la pace,  come un torrente in piena la gloria delle gentiโ€ฆCome una madre consola un figlio, cosรฌ io vi darรฒ consolazioneโ€ฆโ€.  Questa gioia, questa pace, questa gloria arriva con lโ€™annuncio del vangelo. Il vangelo รจ pace, gioia, gloria! E tutti  possono/devono portarlo, annunciarlo, testimoniarlo: โ€œAcclamate Dio, voi tutti della terraโ€, recita il versetto del  salmo. โ€œTuttiโ€, non solo alcuni. Tutti.  

lectio divina, XIV domenica t o , anno C, don Andrea Vena

1-5: โ€œDopo questi fatti il Signore designรฒ altri settantadue e li inviรฒ a due a due davanti a sรฉ in ogni cittร  e  luogo dove stava per recarsi. 2Diceva loro: โ€œLa messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perchรฉ mandi operai nella sua messe! 3Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; 4non portate borsa, nรฉ sacca, nรฉ sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. 5In qualunque  casa entriate, prima dite: โ€œPace a questa casa!โ€. 

Innanzitutto ciรฒ che emerge รจ che la missione nasce sempre nel cuore stesso di Dio: โ€œDesignรฒ altri settantadueโ€.  Il numero rimanda ai settantadue popoli della terra conosciuti e descritti in Genesi 10, e che la missione giungerร   fino ai confini della terra dopo la risurrezione di Gesรน (cfr Lc 24,47). Un secondo dato da sottolineare รจ che allโ€™origine dellโ€™esperienza cristiana e della missione cโ€™รจ sempre lโ€™incontro con il dolce Volto di Gesรน (cfr domenica scorsa: fissare  lo sguardo sul Volto di Gesรน, per poterlo seguire). Se perdiamo di vista il Volto di Gesรน, rischiamo di credere, e anche illuderci  che la chiamata e la missione siano una cosa nostra. Ma non รจ cosรฌ. Un terzo particolare รจ il fatto che Gesรน invia i  discepoli โ€œa due a dueโ€: รจ lโ€™inizio della possibile fraternitร . Non si puรฒ parlare di amore, se non si รจ almeno in due e  non ci si ama. Perchรฉ la Parola sia creduta, รจ bene che sia credibile nella vita nostra. Partono a due a due per allenarsi  a fare spazio allโ€™altro. 

โ€œLa messe รจ abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregateโ€ฆโ€. 

Lo diceva un tempo Gesรน, e quanto vale anche oggi: รจ ยซil piccolo greggeยป (Lc 12,32), del tempo di Gesรน e di ogni  tempo. Anche il nostro. Certo, รจ questione di numeri: oggi pochi sono i figli e pochi saranno gli annunciatori del  vangelo. Ma cโ€™รจ anche un secondo dato da considerare. Parafrasando san Gregorio Magno, possiamo dire che โ€œIl  mondo รจ pieno di sacerdoti, di catechisti, di educatoriโ€ฆtuttavia si trova di rado chi lavora nella messe del Signoreโ€ฆci  si vanta dellโ€™onore di essere discepoli del Signore, ma non si compiono le opere che lโ€™ufficio comportaโ€ฆNel chiederci di  pregare, il Signore ci fa capire che solo nella preghiera e dalla preghiera potremmo imparare a compiere ciรฒ che con viene, perchรฉ la lingua non resti inceppata nellโ€™esortare e il nostro silenzio non condanni presso il giusto giudice noi.  Rischiamo infatti di ingolfarci in affari terreni e cosรฌ mostriamo/offriamo agli altri compiti che non ci sono propriโ€ (cfr san  Gregorio Magno, dalle omelie sui vangeli).  

E nel mandare, Gesรน daโ€™ alcune chiare indicazioni. โ€œCome agnelli in mezzo ai lupiโ€; lโ€™espressione non รจ nuova nella  Bibbia: la ritroviamo infatti in Isaia. โ€œIl lupo dimorerร  insieme con lโ€™agnelloโ€ (Is 11,6). Un modo per dire che ci sarร   pace tra tutti e che tutti sono invitati a vivere in pace. โ€œNon portate nรฉ borsaโ€ฆnรฉ bisacciaโ€ฆnรฉ sandaliโ€. La borsa  serve per mettere i soldi, la bisaccia per il pane e i sandali per il viaggio. Elementi attraverso i quali Gesรน fa capire  di non inseguire progetti e/o compensazioni personali. Se nel primo punto i discepoli partivano โ€œa due a dueโ€, ora  sono chiamati a partire โ€œpoveriโ€, per imparare a fidarsi di Colui che li ha scelti, chiamati e mandatiโ€ฆma anche di  coloro che li accoglieranno: โ€œguardate i gigli del campoโ€ฆโ€ (cfr Mt 6,26).  

Portare il Vangelo รจ in fondo portare Cristo, e non cโ€™รจ pane che tenga, non cโ€™รจ compensazione che tenga: โ€œNon di  solo pane vive lโ€™uomoโ€ (cfr Mt 4,4). รˆ Cristo colui che dobbiamo portare con la nostra vita e, se serve, con le nostre  parole, comโ€™era solito dire san Francesco dโ€™Assisi. A volte rischiamo di ridurre la proposta cristiana a cose da fare  ma non a unโ€™esperienza da vivere: Gesรน non fa progetti, non offre strategie, non pianifica il cammino. Lui invita  semplicemente a gettare le reti della vita sulla sua Parola; chiede di farsi prossimi (cfr Lc 10,30ss); di condividere con  gli altri quanto si ha (moltiplicazione dei pani Mc 6,30-44)โ€ฆquesto e nientโ€™altro insegna con la sua vita, chiede con la sua  proposta.  

6-12: โ€œSe vi sarร  un figlio della pace, la vostra pace scenderร  su di lui, altrimenti ritornerร  su di voi. 7Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perchรฉ chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa allโ€™altra. 8Quando entrerete in una cittร  e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarร   offerto, 9guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: โ€œรˆ vicino a voi il regno di Dioโ€. 10Ma quando entrerete in  una cittร  e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: 11โ€œAnche la polvere della vostra cittร , che si รจ  attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate perรฒ che il regno di Dio รจ vicinoโ€. 12Io vi dico  che, in quel giorno, Sรฒdoma sarร  trattata meno duramente di quella cittร โ€.  

I versetti che seguono mostrano il cuore dellโ€™annuncio: la pace. Una pace che si fa dono, offertaโ€ฆnon pretesa. Che  lascia anche la libertร  di dire โ€œnoโ€. La pace, fa capire Gesรน, va sempre data da parte dei discepoli, anche se poi non  viene accolta. Va donata. E anche se la pace non viene accolta, il discepolo del Signore deve mantenere la pace,  perchรฉ la pace non รจ unโ€™idea ma โ€œCristo รจ la nostra paceโ€ (Ef 2,14). La pace dunque รจ quel Volto che ci ha conquistati,  sedotti e che non possiamo-dobbiamo perdere di vista. E che puรฒ essere rifiutato. 

17-19: โ€œI settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: โ€œSignore, anche i demรฒni si sottomettono a noi nel tuo nomeโ€. 18Egli disse loro: โ€œVedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrร  danneggiarvi. 20Non ral legratevi perรฒ perchรฉ i demรฒni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perchรฉ i vostri nomi sono scritti nei  cieliโ€. 

Qui il discorso di Gesรน raggiunge il suo culmine. La gioia dei discepoli non รจ il successo per quanto fanno: che sia lo  scacciare i demoni, o camminare sugli scorpioniโ€ฆtutte scene che impressionano. Se pensiamo allโ€™oggi, la gioia non  sta nel riuscire in un progetto pastorale o nellโ€™aver aumentato i fedeli in chiesa o nel gruppo! La gioia piรน grande รจ  che i nostri nomi sono scritti nei cieli o, con unโ€™altra immagine, sulla palma della mano del Signore. A ribadire che  lโ€™orizzonte della vita non sono i risultati umani, ma la gioia che un giorno parteciperemo con il Signore in cielo.  Questa certezza ci renderร  liberi dalle fatiche, dai fallimenti ma anche dai successi. La gioia vera รจ sapere che la  vita รจ custodita nelle mani di Dio (cfr Is 49,2.16). Alla fine, come Gesรน con la sua vita ha narrato il Padre (cfr Gv 1,18), cosรฌ ora ciascuno di noi รจ chiamato a narrare lui con la propria vita (cfr Lc 24,48), a divenire โ€œLettera viventeโ€ฆscritta  con lo Spiritoโ€ (cfr 2Cor 3,1-6).  

Dando uno sguardo complessivo a questo testo evangelico, possiamo dire che i โ€œtorrenti di gioiaโ€, come preannunziati dal profeta Isaia, sgorgheranno dalla preghiera, โ€œPregate il padrone della Messe;โ€ dalla disponibilitร  alla  missione, โ€œandateโ€; dallโ€™essenzialitร , โ€œNon portate borsa nรฉ saccaโ€; dallo stile, โ€œdite Pace a questa casaโ€; dal fine,  โ€œrallegratevi perchรฉ I vostri nomi sono scritti nei cieliโ€.

Cosa rispondo io oggi alla Parola/Gesรน

Colletta anno C

Dio di consolazione e di pace, che chiami alla comunione con te tutti i viventi, faโ€™ che la Chiesa annunci la venuta  del tuo regno confidando solo nella forza del Vangelo.  

Signore Gesรน, 

Tu insegni che  

tutti siamo chiamati a divenire  

lettera vivente del tuo amore,

annunciatori del tuo vangelo, 

che รจ gioia e salvezza. 

Rendimi consapevole  

della fiducia che poni in me  

e della missione che mi affidi  

non per miei meriti, 

ma per tua sola grazia. 

Con lo sguardo fisso in Te, 

che io possa imparare 

ad annunciarTi con la vita e, 

se serve, 

con qualche parola. 

Il commento al Vangelo di domenica 26 giugno 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.