Cosa dice la Parola/Gesรน
Celebriamo oggi lโultima domenica del Tempo Ordinario prima di introdurci nel โtempo forteโ della Quaresima, che avrร inizio mercoledรฌ 2 marzo con il rito dellโimposizione delle Ceneri. Il Tempo Ordinario riprenderร al termine del โtempo forte di Pasquaโ che si concluderร con la Pentecoste.

Il testo del vangelo riprende lรฌ dove lo abbiamo lasciato domenica scorsa, quando Gesรน ha invitato ad amare i nemici. Dopo il brano delle beatitudini (due domeniche fa) e dellโamore dei nemici (domenica scorsa), oggi Gesรน ci mette in guardia dal ritenere che la sua Parola sia sempre rivolta agli altri e mai proprio a noi stessi. E se vuoi capire la coerenza-soliditร di una persona, falla parlare: รจ un ottimo โbanco di provaโ, ricorda il Siracide nella prima lettura: โQuando un uomo discute, ne appaiono i difettiโฆ il modo di ragionare รจ il banco di prova per un uomoโฆ Non lodare nessuno prima che abbia parlatoโฆโ. ร nel parlare che si rivela la veritร dellโuomo (cfr Pr 10,6ss: โFonte di vita รจ la bocca del giusto, la bocca degli empi nasconde violenzaโฆSulle labbra dellโintelligente si trova la sapienzaโฆ) Quindi, piuttosto che parlarsi addosso o esercitare la professione di โmaestriniโ sempre pronti a puntare il dito verso gli altri, forse รจ meglio battersi il petto, รจ meglio โrendere grazie al Signore e cantare al suo nomeโฆโ, ci fa cantare il salmo.
39-40: โDisse loro anche una parabola: โPuรฒ forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non รจ piรน del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarร come il suo maestroโ.
Ciechi che conducono altri ciechi: era un detto giร conosciuto nella cultura greca, ma usato raramente. Chiunque desidera condurre gli altri devi assicurarsi di sapere dove va e come arrivarci. Si tratta di un avvertimento contro i falsi profeti, i quali si sentivano superiori a tutti gli altri, dimenticando che uno solo รจ il Maestro, il Cristo (cfr Mt 23,10). Ma il testo esprime anche un incoraggiamento a coltivare unโadeguata preparazione che si situa non tanto nellโambito del โsapereโ quanto nello stare nel e col Signore Gesรน: โ Principio della sapienza รจ il timore del Signore, e conoscere il Santo รจ intelligenzaโ (Pr 9,10). โSe rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la veritร e la veritร vi farร liberiโ (Gv 8,31-32). Saggio lโuomo che non segue il consiglio dellโempio (cfr Sal 1) e sa puntare su ciรฒ che veramente conta: โTu dici, sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudoโ (Ap 3,17).
41-42: โPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nellโocchio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: โFratello, lascia che tolga la pagliuzza che รจ nel tuo occhioโ, mentre tu stesso non vedi la trave che รจ nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dallโocchio del tuo fratello.
Attraverso lโesempio della pagliuzza e della trave Gesรน invita a interrogare se stessi prima di giudicare e correggere gli altri. Troppo facile puntare il dito verso gli altri perdendosi โin pagliuzzeโ, quando prima ci sarebbe da togliere la โtraveโ dal proprio occhio! Il saggio โ ricorda la prima lettura โ รจ colui che si riconosce dal suo parlare e ancor piรน quando รจ lโesemplaritร della sua vita che โparlaโ.
43-45: โNon vi รจ albero buono che produca un frutto cattivo, nรฉ vi รจ dโaltronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, nรฉ si vendemmia uva da un rovo. Lโuomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; lโuomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciรฒ che dal cuore sovrabbonda.
In queste immagini contrastanti โ buono-cattivo, fichi-spini, uva-rovo โ sono custoditi alcuni dettagli. Fichi e Uva rappresentano i frutti con i quali lโAntico Testamento indicava il segno della Terra Promessa (cfr Nm 13,18-23: โOsservate che paese siaโฆgiunsero nella valle di Escol, dove tagliarono un grappolo dโuva, che portarono con in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichiโฆรจ davvero un paese dove scorre latte e mieleโ). Spini e rovi, invece, sono il simbolo della conseguenza del peccato: โSpine e rovi produrrร per te e mangerai lโerba dei campiโ (Gn 3,18). Dal cuore nascono i propositi malvagi, ricorda Gesรน: ecco perchรฉ il vangelo invita a ritornare in se stessi per verificarsi, prima di puntare il dito sugli altri (cfr Mc 7,21). Un modo per dire che dato che le parole (e la vita ) di un uomo sgorgano dal cuore, questo รจ bene custodirlo ed educarlo perchรฉ produca frutti buoni e abbondanti.
Cosa dice a me oggi la Parola/Gesรน
Ancora una volta il Signore mi e ci raggiunge attraverso la sua Parola e, in un certo senso, completa il profilo del discepolo. Prima di domandarci cosa questa Parola ci sta dicendo, vorrei che ci soffermassimo per un istante a riguardare al cammino compiuto, per fare una sorta di sintesi, per riordinare โlo zainoโ della vita e avventurarci con passo piรน spedito nel cammino quaresimale, ricchi di questo primo contributo che ci ha offerto il cammino della liturgia.
Il Natale ci ha fatto incontrare Gesรน, il Figlio di Dio fatto uomo per noi; di fronte a Lui poveri e ricchi, semplici e sapienti sono in adorazione. Per far sรฌ che nessuno si sentisse fuori posto di fronte a Lui, si รจ messo Egli pure in fila con i peccatori โ Lui che era senza peccato โ per ricevere il battesimo da Giovanni Battista (I domenica, 9 gennaio). Nel segno dellโacqua trasformata in vino, si รจ manifestato quale Signore capace di trasformare lโacqua della monotonia nella gioia di una vita vissuta in Lui (II domenica, 16 gennaio). In sinagoga non solo ha proclamato che la Parola dei profeti si รจ adempiuta in Lui, ma che noi tutti siamo โlโoggi di Dioโ per questo tempo della storia (III domenica, 23 gennaio), anche se poi questa โnovitร โ non tutti sanno riconoscerla e accoglierla, perchรฉ illusi di poter valutare il Signore in base alle sole nostre categorie (IV domenica, 30 gennaio). Ci ha mostrato anche che Lui non si arrende di fronte a quanti ritengono di avere la veritร in tasca, e va lui stesso lungo le rive del lago trasformando la barca di Simon Pietro in un nuovo โamboneโ da dove annunciare la Parola, suscitando ammirazione e fiducia: cosรฌ, se gli uomini della sinagoga non compresero la novitร , questi poveri pescatori si sono dimostrati piรน saggi, tanto da prendere il largo e gettare le reti sulla Parola di Gesรน (V domenica, 6 febbraio). Ed รจ proprio con questi primi discepoli, accanto a molta folla, che Gesรน presenterร le beatitudini, il sogno di Dio su ciascuno di noi, il nostro identikit per una vita felice-realizzata (VI domenica, 13 febbraio): una beatitudine che chiede di passare attraverso lโesperienza dellโamare tutti, anche i nemici, perchรฉ questo รจ lo stile di Dio (VII domenica, 20 febbraio). Ed รจ questo il modo con il quale costruire vera fraternitร , mostrandoci discepoli del Maestro, amici della Via (cfr At 19,23): nessuno รจ piรน grande dellโaltro, ma siamo fratelli invitati ad aiutarci vicendevolmente.
Questo riassunto ci permette di cogliere il disegno dโinsieme che emerge dalla Liturgia e ci suggerisce che ogni tassello si inserisce in un progetto piรน ampio, a cogliere il profilo del credente, il DNA del nostro essere cristiani.
Finchรฉ sono/siamo sempre pronti a guardare โla pagliuzza che รจ nellโocchio del fratelloโ, non andiamo lontani. Siamo guide cieche, ci ricorda Gesรน. In fondo รจ facile โ ancor piรน per noi credenti praticanti! โ rischiare di fare da maestrini nei riguardi di coloro che magari non partecipano alla Domenica, o che conducono una vita non sempre in sintonia. Pronti a condannare i difetti degli altri, nascondendo i nostri; bravi a essere di manica stretta nel giudicare gli altri, ma di manica larga nel giudicare i nostri atti; duri con gli altri, indulgenti con noi stessi. Insomma, ce nโรจ per tutti! Cosรฌ oggi il Signore ci aiuta a fare una pausa offrendoci le coordinate per un sano esame di coscienza. Per domandarmi e domandarci quanto il nostro sguardo รจ limpido o quanto invece non sia ostacolato dalla โtraveโ della superbia, della doppiezza di vita, del sentirci superiori, del mio titolo di studio, della mia posizioneโฆE finchรฉ puntiamo il dito, finchรฉ giudichiamo gli altriโฆ vuol dire che ancora non abbiamo compreso che noi dipendiamo dalla Misericordia di Dio, la sola che ci rende โfigli dellโAltissimoโ, e quindi tra noi fratelli!
Ma per capire ancora di piรน questo passaggio, ripensiamo alla parabola di Gesรน riportata in Matteo: devo educarmi ad essere piรน attento ai diecimila denari condonati a me che essere preoccupato dei 100 denari che lโaltro mi deve (Mt 18,23ss). Ricordiamoci che โcon la misura con la quale misurate sarร misurato a voi in cambioโ (Mt 7,2). Non รจ sulla โcriticaโ, sul โgiudizioโ che costruisco relazioni, ma sullโamore, sulla correzione fraterna, sulla sollecitudine vicendevoleโฆ partendo dallโunica e comune veritร : Dio ci ha amati per primo, e ci ha amati quandโeravamo ancora peccatori! Se Lui cosรฌ, io quando?
Riprendendo le immagini proposte da Gesรน โ uva, fichi, rovi, spini โ forse possiamo domandarci: chi mi accosta cosa raccoglie dalla relazione con me? Rovi e spini, quindi conseguenze del mio peccato capaci solo di deludere, ferire, allontanare, offendereโฆ? Oppure uva e fichi, ossia relazione dโamore, di rispetto, di comprensione, di misericordia, di veritร ?
Per capirlo non posso pensare di valutarmi da solo! Necessito del confronto con la Parola, del confronto col Confessore, del confronto con quanti il Signore stesso mi pone accanto e mi aiutano a crescere verso il Cielo. Sรฌ, perchรฉ devo essere comunque vigile nellโevitare chi potrebbe condurmi per altre vie, lontane dalle cose del Padre del Cielo.
Uva, fichi, rovi, spini non sono solo โfruttiโ dovuti alle azioni quotidiane, ma prima ancora delle nostre parole: lโuomo giusto si misura dal suo parlare, diceva il Siracide (cfr Pr 10,6ss). Domandiamoci allora se il nostro parlare, discorrere con gli altri, anche attraverso i social, รจ un parlare sapiente o insipiente. Domandiamoci se nel nostro discorrere โ anche sui social โ mi o ci perdiamo in pettegolezzi inutili o se invece concorriamo nellโedificarci a vicenda con veritร e caritร , nelle opere buone, nelle cose che riguardano Dioโฆ oppureโฆ (cfr Eb 5,1; Eb 10,24). Sempre attuale, a proposito, la massima su san Domenico il quale โparlava di Dio o con Dioโ. E io?
Per far sรฌ che la mia vita sia un sano terreno dove far crescere frutti buoni โ pur consapevole della zizzania che il nemico puntualmente semina nelle pieghe del mio cuore e dei miei pensieri (cfr Mt 13,24-30) โ devo imparare a custodire il terreno della vita nella preghiera, nellโadorazione di Colui che รจ il Solo Maestro, Gesรน. Devo imparare ad alimentarlo accostandomi ai sacramenti, a nutrirlo di vere amicizie e di sani discorsiโฆ sapendo anche โpotareโ lรฌ dove intuisco che rischio di deviare dalla retta via. Allโinizio lโoperazione potrร essere anche faticosa e dolorosa, ma รจ necessaria quando si vuole recuperare quella libertร interiore che solo una vita di veritร puรฒ donare: โla veritร rende liberiโ, perchรฉ non cโรจ libertร senza veritร , e non cโรจ veritร senza libertร . Cosรฌ in queste domeniche il Signore Gesรน, attraverso la cattedra della liturgia, ha delineato il profilo del discepolo, evidenziandone i tratti da acquisire e mettendo in guardia da quel nemico che, come leone ruggente, รจ sempre in agguato per cercare chi divorare (cfr 1Pt 5,8).
Cosa rispondo io oggi alla Parola/Gesรน
Colletta (anno C)
O Dio nostro Padre, che hai inviato nel mondo la Parola di veritร , risana i nostri cuori divisi, perchรฉ dalla nostra bocca non escano parole malvagie, ma di caritร e di sapienza.
Donami un cuore saggio
Signore Gesรน,
Tu che sei Parola di Veritร ,
rendimi saggio nel giudicare,
prudente nel parlare,
discreto nellโagire.
Signore Gesรน,
Tu che sei Amore,
risana la doppiezza del mio cuore,
affinchรฉ impari a guardare la trave che cโรจ in me
piรน che la pagliuzza nel fratello.
Signore Gesรน,
Tu che sei Sapienza del Padre
rendimi attento alla voce dello Spirito
affinchรฉ impari
ad ascoltarTi,
a custodirTi,
a imitarTi.
Cosรฌ sia.
Il commento al Vangelo di domenica 27 febbraio 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.