don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 27 Febbraio 2022

881

Cosa dice la Parola/Gesรน

Celebriamo oggi lโ€™ultima domenica del Tempo Ordinario prima di introdurci nel โ€œtempo forteโ€ della Quaresima, che avrร  inizio mercoledรฌ 2 marzo con il rito dellโ€™imposizione delle Ceneri. Il Tempo Ordinario riprenderร  al termine del โ€œtempo forte di Pasquaโ€ che si concluderร  con la Pentecoste.

Lectio divina VIII domenica t.o., 27 febbraio don Andrea Vena

Il testo del vangelo riprende lรฌ dove lo abbiamo lasciato domenica scorsa, quando Gesรน ha invitato ad amare i nemici. Dopo il brano delle beatitudini (due domeniche fa) e dellโ€™amore dei nemici (domenica scorsa), oggi Gesรน ci mette  in guardia dal ritenere che la sua Parola sia sempre rivolta agli altri e mai proprio a noi stessi. E se vuoi capire la coerenza-soliditร  di una persona, falla parlare: รจ un ottimo โ€œbanco di provaโ€, ricorda il Siracide nella prima lettura: โ€œQuando un uomo discute, ne appaiono i difettiโ€ฆ il modo di ragionare รจ il banco di prova per un uomoโ€ฆ Non lodare nessuno prima che abbia parlatoโ€ฆโ€. รˆ nel parlare che si rivela la veritร  dellโ€™uomo (cfr Pr 10,6ss: โ€œFonte di vita รจ la bocca del giusto, la bocca degli empi nasconde violenzaโ€ฆSulle labbra dellโ€™intelligente si trova la sapienzaโ€ฆ) Quindi, piuttosto che parlarsi addosso o esercitare la professione di โ€œmaestriniโ€ sempre pronti a puntare il dito verso gli altri, forse รจ meglio battersi il petto, รจ meglio โ€œrendere grazie al Signore e cantare al suo nomeโ€ฆโ€, ci fa cantare il salmo.

39-40: โ€œDisse loro anche una parabola: โ€œPuรฒ forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non รจ piรน del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarร  come il suo maestroโ€. 

Ciechi che conducono altri ciechi: era un detto giร  conosciuto nella cultura greca, ma usato raramente. Chiunque desidera condurre gli altri devi assicurarsi di sapere dove va e come arrivarci. Si tratta di un avvertimento contro i falsi profeti, i quali si sentivano superiori a tutti gli altri, dimenticando che uno solo รจ il Maestro, il Cristo (cfr Mt 23,10). Ma il testo esprime anche un incoraggiamento a coltivare unโ€™adeguata preparazione che si situa non tanto nellโ€™ambito del โ€œsapereโ€ quanto nello stare nel e col Signore Gesรน: โ€œ Principio della sapienza รจ il timore del Signore, e conoscere il Santo รจ intelligenzaโ€ (Pr 9,10). โ€œSe rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli, conoscerete la veritร  e la veritร  vi farร  liberiโ€ (Gv 8,31-32). Saggio lโ€™uomo che non segue il consiglio dellโ€™empio (cfr Sal 1) e sa puntare su ciรฒ che veramente conta: โ€œTu dici, sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudoโ€ (Ap 3,17).

41-42: โ€œPerchรฉ guardi la pagliuzza che รจ nellโ€™occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che รจ nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: โ€œFratello, lascia che tolga la pagliuzza che รจ nel tuo occhioโ€, mentre tu stesso non vedi la trave che รจ nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dallโ€™occhio del tuo fratello.

Attraverso lโ€™esempio della pagliuzza e della trave Gesรน invita a interrogare se stessi prima di giudicare e correggere gli altri. Troppo facile puntare il dito verso gli altri perdendosi โ€œin pagliuzzeโ€, quando prima ci sarebbe da togliere la โ€œtraveโ€ dal proprio occhio! Il saggio โ€“ ricorda la prima lettura โ€“ รจ colui che si riconosce dal suo parlare e ancor piรน quando รจ lโ€™esemplaritร  della sua vita che โ€œparlaโ€.

43-45: โ€œNon vi รจ albero buono che produca un frutto cattivo, nรฉ vi รจ dโ€™altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, nรฉ si vendemmia uva da un rovo. Lโ€™uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; lโ€™uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciรฒ che dal cuore sovrabbonda.

In queste immagini contrastanti โ€“ buono-cattivo, fichi-spini, uva-rovo โ€“ sono custoditi alcuni dettagli. Fichi e Uva rappresentano i frutti con i quali lโ€™Antico Testamento indicava il segno della Terra Promessa (cfr Nm 13,18-23: โ€œOsservate che paese siaโ€ฆgiunsero nella valle di Escol, dove tagliarono un grappolo dโ€™uva, che portarono con in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichiโ€ฆรจ davvero un paese dove scorre latte e mieleโ€). Spini e rovi, invece, sono il simbolo della conseguenza del peccato: โ€œSpine e rovi produrrร  per te e mangerai lโ€™erba dei campiโ€ (Gn 3,18). Dal cuore nascono i propositi malvagi, ricorda Gesรน: ecco perchรฉ il vangelo invita a ritornare in se stessi per verificarsi, prima di puntare il dito sugli altri (cfr Mc 7,21). Un modo per dire che dato che le parole (e la vita ) di un uomo sgorgano dal cuore, questo รจ bene custodirlo ed educarlo perchรฉ produca frutti buoni e abbondanti.

Cosa dice a me oggi la Parola/Gesรน

Ancora una volta il Signore mi e ci raggiunge attraverso la sua Parola e, in un certo senso, completa il profilo del discepolo. Prima di domandarci cosa questa Parola ci sta dicendo, vorrei che ci soffermassimo per un istante a riguardare al cammino compiuto, per fare una sorta di sintesi, per riordinare โ€œlo zainoโ€ della vita e avventurarci con passo piรน spedito nel cammino quaresimale, ricchi di questo primo contributo che ci ha offerto il cammino della liturgia.

Il Natale ci ha fatto incontrare Gesรน, il Figlio di Dio fatto uomo per noi; di fronte a Lui poveri e ricchi, semplici e sapienti sono in adorazione. Per far sรฌ che nessuno si sentisse fuori posto di fronte a Lui, si รจ messo Egli pure in fila con i peccatori โ€“ Lui che era senza peccato โ€“ per ricevere il battesimo da Giovanni Battista  (I domenica, 9 gennaio). Nel segno dellโ€™acqua trasformata in vino, si รจ manifestato quale Signore capace di trasformare lโ€™acqua della monotonia nella gioia di una vita vissuta in Lui (II domenica, 16 gennaio). In sinagoga non solo ha proclamato che la Parola dei profeti si รจ adempiuta in Lui, ma che noi tutti siamo โ€œlโ€™oggi di Dioโ€ per questo tempo della storia (III domenica, 23 gennaio), anche se poi questa โ€œnovitร โ€ non tutti sanno riconoscerla e accoglierla, perchรฉ illusi di poter valutare il Signore in base alle sole nostre categorie (IV domenica, 30 gennaio). Ci ha mostrato anche che Lui non si arrende di fronte a quanti ritengono di avere la veritร  in tasca, e va lui stesso lungo le rive del lago trasformando la barca di Simon Pietro in un nuovo โ€œamboneโ€ da dove annunciare la Parola,  suscitando ammirazione e fiducia: cosรฌ, se gli uomini della sinagoga non compresero la novitร , questi poveri pescatori si sono dimostrati piรน saggi, tanto da prendere il largo e gettare le reti sulla Parola di Gesรน (V domenica, 6 febbraio). Ed รจ proprio con questi primi discepoli, accanto a molta folla, che Gesรน presenterร  le beatitudini, il sogno di Dio su ciascuno di noi, il nostro identikit per una vita felice-realizzata (VI domenica, 13 febbraio): una beatitudine che chiede di passare attraverso lโ€™esperienza dellโ€™amare tutti, anche i nemici, perchรฉ questo รจ lo stile di Dio (VII domenica, 20 febbraio). Ed รจ questo il modo con il quale costruire vera fraternitร , mostrandoci discepoli del Maestro, amici della Via (cfr At 19,23): nessuno รจ piรน grande dellโ€™altro, ma siamo fratelli invitati ad aiutarci vicendevolmente.

Questo riassunto ci permette di cogliere il disegno dโ€™insieme che emerge dalla Liturgia e ci suggerisce che ogni tassello si inserisce in un progetto piรน ampio, a cogliere il profilo del credente, il DNA del nostro essere cristiani.

Finchรฉ sono/siamo sempre pronti a guardare โ€œla pagliuzza che รจ nellโ€™occhio del fratelloโ€, non andiamo lontani. Siamo guide cieche, ci ricorda Gesรน. In fondo รจ facile โ€“ ancor piรน per noi credenti praticanti! โ€“ rischiare di fare da maestrini nei riguardi di coloro che magari non partecipano alla Domenica, o che conducono una vita non sempre in sintonia. Pronti a condannare i difetti degli altri, nascondendo i nostri; bravi a essere di manica stretta nel giudicare gli altri, ma di manica larga nel giudicare i nostri atti; duri con gli altri, indulgenti con noi stessi. Insomma, ce nโ€™รจ per tutti! Cosรฌ oggi il Signore ci aiuta a fare una pausa offrendoci le coordinate per un sano esame di coscienza. Per domandarmi e domandarci quanto il nostro sguardo รจ limpido o quanto invece non sia ostacolato dalla โ€œtraveโ€ della superbia, della doppiezza di vita, del sentirci superiori, del mio titolo di studio, della mia posizioneโ€ฆE finchรฉ puntiamo il dito, finchรฉ giudichiamo gli altriโ€ฆ vuol dire che ancora non abbiamo compreso che noi dipendiamo dalla Misericordia di Dio, la sola che ci rende โ€œfigli dellโ€™Altissimoโ€, e quindi tra noi fratelli!

Ma per capire ancora di piรน questo passaggio, ripensiamo alla parabola di Gesรน riportata in Matteo: devo educarmi ad essere piรน attento ai diecimila denari condonati a me che essere preoccupato dei 100 denari che lโ€™altro mi deve (Mt 18,23ss). Ricordiamoci che โ€œcon la misura con la quale misurate sarร  misurato a voi in cambioโ€ (Mt 7,2). Non รจ sulla โ€œcriticaโ€, sul โ€œgiudizioโ€ che costruisco relazioni, ma sullโ€™amore, sulla correzione fraterna, sulla sollecitudine vicendevoleโ€ฆ partendo dallโ€™unica e comune veritร : Dio ci ha amati per primo, e ci ha amati quandโ€™eravamo ancora peccatori! Se Lui cosรฌ, io quando?

Riprendendo le immagini proposte da Gesรน โ€“ uva, fichi, rovi, spini โ€“ forse possiamo domandarci: chi mi accosta cosa raccoglie dalla relazione con me? Rovi e spini, quindi conseguenze del mio peccato capaci solo di deludere, ferire, allontanare, offendereโ€ฆ? Oppure uva e fichi, ossia relazione dโ€™amore, di rispetto, di comprensione, di misericordia, di veritร ?

Per capirlo non posso pensare di valutarmi da solo! Necessito del confronto con la Parola, del confronto col Confessore,  del confronto con quanti il Signore stesso mi pone accanto e mi aiutano a crescere verso il Cielo. Sรฌ, perchรฉ devo essere comunque vigile nellโ€™evitare chi potrebbe condurmi per altre vie, lontane dalle cose del Padre del Cielo.

Uva, fichi, rovi, spini non sono solo โ€œfruttiโ€ dovuti alle azioni quotidiane, ma prima ancora delle nostre parole: lโ€™uomo giusto si misura dal suo parlare, diceva il Siracide (cfr Pr 10,6ss). Domandiamoci allora se il nostro parlare, discorrere con gli altri, anche attraverso i social, รจ un parlare sapiente o insipiente. Domandiamoci se nel nostro discorrere โ€“ anche sui social โ€“ mi o ci perdiamo in pettegolezzi inutili o se invece concorriamo nellโ€™edificarci a vicenda con veritร  e caritร , nelle opere buone, nelle cose che riguardano Dioโ€ฆ oppureโ€ฆ (cfr Eb 5,1; Eb 10,24). Sempre attuale, a proposito, la massima su san Domenico il quale โ€œparlava di Dio o con Dioโ€. E io?

Per far sรฌ che la mia vita sia un sano terreno dove far crescere frutti buoni โ€“ pur consapevole della zizzania che il nemico puntualmente semina nelle pieghe del mio cuore e dei miei pensieri (cfr Mt 13,24-30) โ€“ devo imparare a custodire il terreno della vita nella preghiera, nellโ€™adorazione di Colui che รจ il Solo Maestro, Gesรน. Devo imparare ad alimentarlo accostandomi ai sacramenti, a nutrirlo di vere amicizie e di sani discorsiโ€ฆ sapendo anche โ€œpotareโ€ lรฌ dove intuisco che rischio di deviare dalla retta via. Allโ€™inizio lโ€™operazione potrร  essere anche faticosa e dolorosa, ma รจ necessaria quando si vuole recuperare quella libertร  interiore che solo una vita di veritร  puรฒ donare:  โ€œla veritร  rende liberiโ€, perchรฉ non cโ€™รจ libertร  senza veritร , e non cโ€™รจ veritร  senza libertร . Cosรฌ in queste domeniche il Signore Gesรน, attraverso la cattedra della liturgia, ha delineato il profilo del discepolo, evidenziandone i tratti da acquisire e  mettendo in guardia da quel nemico che, come leone ruggente,  รจ sempre in agguato per cercare chi divorare (cfr 1Pt 5,8).

Cosa rispondo io oggi alla Parola/Gesรน

Colletta (anno C)

O Dio nostro Padre, che hai inviato nel mondo la Parola di veritร , risana i nostri cuori divisi, perchรฉ dalla nostra bocca non escano parole malvagie, ma di caritร  e di sapienza.

Donami un cuore saggio

Signore Gesรน,

Tu che sei Parola di Veritร ,

rendimi saggio nel giudicare,

prudente nel parlare,

discreto nellโ€™agire.

Signore Gesรน,

Tu che sei Amore,

risana la doppiezza del mio cuore,

affinchรฉ  impari a guardare la trave che cโ€™รจ in me

piรน che la pagliuzza nel fratello.

Signore Gesรน,

Tu che sei Sapienza del Padre

rendimi attento alla voce dello Spirito

affinchรฉ impari

ad ascoltarTi,

a custodirTi,

a imitarTi.

Cosรฌ sia.


Il commento al Vangelo di domenica 27 febbraio 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.