La liturgia ci fa continuare la lettura del Vangelo di Matteo. In queste domeniche abbiamo meditato le parabole di Gesรน (il seme gettato nel terreno, Mt 13,1-23, XV domenica; la parabola del grano e della zizzania, Mt 13,24-30, XVI domenica; la parabola del tesoro e della perla preziosa Mt 13,44-50, XVII domenica), la Trasfigurazione di Gesรน (Mt 17,1ss, XVIII domenica), la tempesta sedata nel lago (Mt 14,22-33, XIX domenica) e domenica scorsa la guarigione della figlia della donna cananea (Mt 15,21-28, XX domenica). Un crescendo di stimoli per fissare sempre piรน e sempre meglio lโattenzione sulla Persona di Gesรน e sulla sua Proposta; ecco perchรฉ รจ sempre utile e bello far memoria del cammino compiuto: ci permette di tenere il filo del discorso e cosรฌ comprendere meglio la tappa che si sta per vivere. Il testo del vangelo viene preparato e introdotto da un passo del profeta Isaia: ยซโฆsarร un padre per gli abitanti di Gerusalemmeโฆ gli porrรฒ sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderร โฆ Sarร un trono di gloria per la casa di suo padreยป. Parole che appaiono di difficile comprensione ma, con la venuta di Gesรน, tutto si fa piรน chiaro: รจ Lui infatti lโatteso delle genti, lโannunciato dai profeti. ร Lui che svelerร che Dio รจ padre e si prende cura di tutti gli abitanti della terra, รจ Gesรน stesso la gloria del Padre del cielo.
vv. 13-14: ยซGesรน, giunto nella regione di Cesarรจa di Filippo, domandรฒ ai suoi discepoli: โLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomo?โ. Risposero: โAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiโ. Di fronte alla domanda di Gesรน, i discepoli rispondono piรน o meno guardando al passato: Elia, Geremia, Giovanni il Battista. I discepoli attingono dalla loro formazione, dal sentire della gente: Elia era il profeta atteso, il Battista era stato da poco ucciso da Erode ma forse tornato in vita (cfr Mt 14,1-12); o forse Geremia, che parlava contro il tempio di Gerusalemme (cfr Ger 7), come fa ora Gesรน.
vv. 15-20:Disse loro: โMa voi, chi dite che io sia?โ. Rispose Simon Pietro: โTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeโ. E Gesรน gli disse: โBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darรฒ le chiavi del regno dei cieli: tutto ciรฒ che legherai sulla terra sarร legato nei cieli, e tutto ciรฒ che scioglierai sulla terra sarร sciolto nei cieliโ. Allora ordinรฒ ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Con questa seconda domanda Gesรน chiede ai discepoli di esporsi, di mettersi in gioco. Non gli interessa tanto la formula, ma capire chi รจ Lui per loro. E se prima i discepoli hanno risposto al passato, ora Pietro offre una lettura diversa, cogliendo la novitร di cui Gesรน รจ portatore: ยซTu sei il Cristoโฆยป. Non lo dice di sua iniziativa, arrivandoci con suoi ragionamenti, ma, come emerge dal testo, lo afferma perchรฉ gli รจ stato rivelato ยซIl Padre mio che รจ nei cieliยป te lo ha rivelato, dirร Gesรน.
Non puรฒ passare inosservato che il Padre ha svelato questo ยซtesoroยป a Pietro, a colui che ha tentato di proporre di costruire tre tende sul monte della Trasfigurazione (cfr Mt 17,1ss), o che durante la tempesta ha sfidato Gesรน nel voler camminare anche lui sulle acque per poi dover chiedere aiuto! (cfr Mt 14,22ss). Un Pietro dunque ancora immaturo, istintivo, incapace di gestirsi, ancora con una fede debole, a differenza della donna cananea (cfr Mt 15,21)โฆ ebbene, a lui il Padre lo ha rivelato: ยซNessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร rivelarloยป (cf Mt 11,27). Al di lร del suo ruolo, possiamo vedere in Pietro uno dei piccoli che Dio sceglie per rivelare le cose del Regno (cfr Mt 11,25-27).
Possiamo dire che Pietro si รจ ritrovato sulle labbra parole piรน grandi di lui, parole che non vengono dalle sue capacitร naturali: sono parole ispirate (cfr papa Francesco). Questo svelare il nome, perรฒ, chiede a Pietro di porsi in un cammino di rinascita, di passaggio tra il vecchio e il nuovo: da Simone a Pietro. Ed รจ proprio a lui che Gesรน affiderร le chiavi e il compito di ยซsciogliere e di legareยป (ricordate quanto abbiamo ascoltato nella prima lettura: il potere di aprire e chiudere รจ di Gesรน, il quale ora lo condivide con Pietro). Un compito che non nasce e non deve nascere a tavolino, ma dalla sua stessa esperienza di peccatore perdonato. Perchรฉ lโadesione di Pietro a Gesรน, cosรฌ come la nostra adesione oggi, non dipende dalle conoscenze, ma dallโesperienza che facciamo di Lui.
ยซChi sono io per voi?ยป, domanda Gesรน ai discepoli. E oggi continua: ยซChi sono io per te?ยป. Gesรน non puรฒ essere ridotto a una formula di catechismo, a un prodotto di desideri, a un sogno o a delle proiezioni personali. Come ricorda san Paolo nella lettera ai Romani, ยซLa fede viene dallโascolto e lโascolto riguarda la parola di Cristoยป (Rm 10,17): Cristo non รจ unโidea nรฉ tanto meno unโideologia. ร incontro, รจ esperienza, รจ un Avvenimento, รจ un Fatto. La fede รจ un Tu che mi interpella. ยซAllโinizio dellโessere cristiano โ scriveva papa Benedetto XVI โ non cโรจ una decisione etica o una grande idea, bensรฌ lโincontro con un avvenimento, con una Persona, che dร alla vita un nuovo orizzonte e con ciรฒ la direzione decisivaยป (Deus Caritas est, 1).
La domanda di Gesรน ai discepoli รจ la domanda decisiva. Lo รจ stato per loro e lo รจ per noi oggi: la nostra adesione a Gesรน dipende proprio da come viviamo questo rapporto con Lui e quanto siamo disposti a metterci in gioco per e con Lui. In Pietro, Gesรน costruisce la Chiesa: ยซTu sei Pietro, e su questa pietra edificherรฒ la mia chiesaยป. Di questa costruzione Pietro รจ la prima pietra e Gesรน sarร quella ยซPietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dioยป (1Pt 2,4). Gesรน non sceglie Pietro per la sua bravura, per la sua coerenzaโฆ che รจ ancora in divenire, tanto che rinnegherร il Maestro (cfr Lc 22,54), ma lo sceglie per la fede confessata. Per aver fatto, e ancora farร , esperienza della misericordia di Dio: ยซSimone, Simoneโฆ ho pregato per te, perchรฉ la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelliยป (Lc 22,32). Lโesperienza di Pietro รจ sostenuta e accompagnata dalla preghiera di Gesรน, il quale sa che Pietro dovrร ancora maturare, rafforzarsi. Solo quando si sarร convertito pienamente a Lui, allora sarร in grado โ in forza anche della sua esperienza โ di confermare i fratelli, con lo stesso metro di misura con il quale Gesรน ha operato in lui.
Sulla salda roccia di Pietro, anche noi veniamo impiegati come pietre vive per la costruzione dellโedificio spirituale che รจ la Chiesa (cfr 1Pt 2,4): non saremmo delle rocce, ma piccole e necessarie pietre, perchรฉ agli occhi di Dio nessuna pietra รจ inutile, nessuna pietra puรฒ e deve essere scartata, ma tutte sono preziose e diventano importanti nelle sue mani. E anche noi, nel nostro piccolo, siamo e saremo chiamati a confermare i nostri fratelli non da chissร quale cattedra, ma a partire dalla nostra esperienza di peccatori perdonati.
Il cammino che la Liturgia ci sta aiutando a compiere, ci permette di capire sempre piรน e sempre meglio chi sono io per Gesรน e chi รจ Gesรน per me. Se non imparo anchโio a rispondere a questa fondamentale domanda โ Chi sono io per te? โ rischio di ridurre la fede a un insieme di nozioni ma non a unโesperienza di salvezza. E non importa se ancora non ho raggiunto chissร quali risultati: neanche Pietro รจ stato scelto quando era giร perfetto, ma quando ancora era peccatore, incapace di stare fermo e zitto.
Pietro non farร in tempo a gustare la gioia e la soddisfazione dโaver risposto bene al suo Maestro che verrร pubblicamente rimproverato e definito ยซSatana!ยป per aver tentato di ostacolare il cammino di Gesรน! (cfr Mt 16,23, vangelo di domenica prossima). A dimostrazione che il cammino di conversione non termina mai, ma che la mia/nostra fede, pur fragile e debole, sa che potrร sempre contare su Gesรน, Signore e Salvatore.
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Mt 16,13-20 | don Andrea Vena 70 kb 8 downloads
XXI domenica del tempo ordinario, anno A (27 agosto 2023) โฆIl commento al Vangelo di domenica 27 agosto 2023 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.