Cosa dice la Parola/Gesรน
Continua il nostro cammino alla Scuola della Liturgia. Nel cuore dellโestate, quando lโattenzione tende a mollare la presa, Gesรน sembra quasi giocare al rialzo. Oggi, infatti, ci svela i segreti per consolidare la nostra amicizia con il Padre del cielo, Colui che solo รจ necessario per una vita bella e riuscita.

In queste ultime domeniche, rimanendo dietro a Gesรน lungo il cammino che lo conduce a Gerusalemme (cfr XIII domenica, 26 giugno), abbiamo compreso che tutti siamo chiamati a farci annunciatori della lieta notizia (cfr XIV domenica, la chiamata del 72 discepoli), ben sapendo, dicevamo qualche domenica fa, che se la fede ci fa essere credenti e la speranza credibili, รจ solo la caritร che ci fa essere creduti: ecco lโimportanza di imparare a divenire buoni samaritani del nostro tempo (cfr XV domenica, buon samaritano), tenendo fisso lo sguardo non tanto sulle cose da fare, quanto su ciรฒ che veramente conta, il Signore Gesรน (cfr XVI domenica, Marta e Maria). Perchรฉ alla fin fine, solo Lui cโintroduce nella relazione piรน importante e vitale per noi, lโamicizia con il Padre del cielo (oggi).
Per introdurci nel testo del vangelo, la liturgia oggi ha scelto come prima lettura il testo della Genesi, che ci fa gustare il dialogo tra Abramo e Dio. Di fronte alla temibile distruzione di Sodoma โ dove viveva il nipote Lot con la sua famiglia (cfr Gn 19) โ Abramo instaura un dialogo confidente ed insistente con il Signore, e viene esaudito. La preghiera di Abramo non รจ un ripetere formule, ma confidenza di un amico che si rivolge allโAmico Dio, chiedendo ciรฒ che piรน gli sta a cuore in quel momento. Dirร santa Teresa dโAvila: la preghiera รจ dialogo tra amico ed Amico. La cosa interessante non รจ tanto che Abramo farร cambiare idea allโAmico Dio, quanto il fatto che lui stesso scoprirร fino a che punto Dio รจ disposto a spingersi per amore dei suoi amici. ร proprio in questa relazione dโamicizia che il Signore Gesรน vuole oggi introdurci, dopo averci ricordato che la cosa piรน importante รจ stare con Lui (domenica scorsa, Marta e Maria), oggi veniamo aiutati a imparare come stare con Lui.
1-4: โGesรน si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: โSignore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoliโ. Ed egli disse loro: โQuando pregate, dite: Padre nostro, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazioneโ.
La prima cosa che vorrei evidenziare, รจ il fatto che la richiesta dei discepoli nasce dal โvedereโ Gesรน in preghiera. Un โvedereโ che ha suscitato in loro un desiderio, ha risvegliato una nostalgia dormiente, quella di una gioia vera, bella, profonda. E che ora โvedonoโ riflessa in Gesรน. I discepoli colgono che quella โgioiaโ ha a che fare con la sua preghiera, e quindi chiedono di poter entrare per quella porta; chiedono di poter entrare in quellโesperienza. E Gesรน insegna loro, o forse ricorda loro, che Dio รจ Padre tanto da poterlo familiarmente chiamare โabbร /babbo/papร โ. Questa รจ la ragione della gioia di Gesรน: Dio รจ Padre. Suo Padre. Nostro Padre.
Nella preghiera del Padre nostro โ โsintesi di tutto il vangeloโ, scriveva Tertulliano โ troviamo una sorta di compendio di quanto Gesรน ha insegnato. Dando giusto orientamento al nostro dialogo, prima ci si rivolge a Lui โ sia santificato il tuo nome, venga il tuo regnoโฆ โ e poi, solo poi, si prega per le proprie necessitร โ dacci il pane quotidiano, il perdono, il non cadere nella tentazioneโฆ-. La cosa piรน importante che Gesรน ci aiuta a riscoprire, quindi, non รจ tanto cosa chiedere, ma sapere a Chi ci rivolgiamo: a Dio, Padre nostro. La gioia รจ essere figli amati. ร la scoperta che cโรจ un Padre provvidente, sempre pronto ad ascoltare e sfamare le nostre necessitร . Questa รจ lโesperienza che Gesรน stesso vive e insegna ai discepoli, e oggi a noi. Non si tratta di recitare formule o tecniche, ma di entrare in questa relazione di amicizia, figliolanza, intimitร . Perchรฉ la preghiera del Padre nostro รจ proprio lโintrodurci nella paternitร di Dio, nel farci sentire figli: questa รจ la cosa piรน bella e importante. Noi stiamo โseguendoโ Gesรน, stiamo cercando di tenere fisso il nostro volto sul santo Volto e oggi scopriamo che piรน stiamo dietro a Lui, piรน impariamo a divenire figli nel Figlio Gesรน, e tra noi fratelli. La preghiera ci apre un orizzonte nuovo.
5-12: 5Poi disse loro: โSe uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: โAmico, prestami tre pani, 6perchรฉ รจ giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgliโ, 7e se quello dallโinterno gli ri sponde: โNon mโimportunare, la porta รจ giร chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i paniโ, 8vi dico che, anche se non si alzerร a darglieli perchรฉ รจ suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerร a dargliene quanti gliene occorrono.
9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarร dato, cercate e troverete, bussate e vi sarร aperto. 10Perchรฉ chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarร aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darร una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darร uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto piรน il Padre vostro del cielo darร lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!โ.
Per aiutare i discepoli โ e oggi noi โ a comprendere il valore della preghiera, Gesรน presenta lโesperienza dellโamico importuno, che, nel cuore della notte, va a disturbare il suo amico pur di avere alcuni pani per gli ospiti giunti nella notte a casa sua. In questa insistenza, rivediamo la preghiera di Abramo rivolta a Dio, descritta nella I lettura. Una preghiera perseverante, insistente, fiduciosa, animata da una certezza:โChiedete e vi sarร dato โ dice Gesรน. Cercate e trovereteโฆโ. Un insistere che richiama lโosare di Abramo, perchรฉ โQuale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darร una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darร uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto piรน il Padre vostro del cieloโ. ร il finale la chiave interpretativa: โQuanto piรน il Padre vostro del cielo darร lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedonoโ.
La preghiera porta a ricevere un pane che nessun amico รจ in grado di dare: il pane del cuore, lo Spirito Santo! ร il dono dei doni! Possiamo dire che lo Spirito รจ il pane quotidiano che il nostro cuore cerca e desidera. ร lโAmico interiore che solo puรฒ ricordarci che siamo figli, che solo ci aiuta a chiedere al Padre ciรฒ di cui abbiamo bisogno, รจ il solo che ci ricorda le parole di Gesรน. In questa preghiera, confidente e fiduciosa, Gesรน ci allena a chiedere il giusto pane, ciรฒ per cui veramente merita costruire una relazione dโamicizia con il Padre del cielo, il solo che puรฒ saziare la fame del nostro cuore, della nostra vita. Nellโattesa di Lui e di una sua risposta, la relazione dโamicizia cresce e si fa nutriente. In questo nostro procedere dietro a Gesรน, Egli ci educa a coltivare desideri grandi, veri, santi. Ci educa a coltivare il โgustoโ per ciรฒ che vale: a distinguere i pani, per imparare a nutrirci solo del pane che ha il sapore della santitร , del regno del Padre, del perdono, della sua salvezza.
Un dato credo meriti attenzione: non preghiamo per far cambiare idea a Dio, ma per chiedere a Dio di coltivare le sue idee in noi, di sintonizzarci con il suo piano. Perchรฉ alla fin fine, le cose non cambiano, ma sono i nostri cuori abitati da Dio, i nostri sguardi illuminati dalla gioia di Dio a farci โvedereโ le cose in modo nuovo. Nel modo di Dio. Allora sรฌ, รจ giร qui il regno di Dio. Come in cielo, cosรฌ in terra.
Cosa rispondo io oggi alla Parola/Gesรน
Colletta anno C
Signore e creatore del mondo, Cristo tuo Figlio ci ha insegnato a chiamarti Padre: invia su di noi lo Spirito Santo, tuo dono, perchรฉ ogni nostra preghiera sia esaudita.
Nel Vangelo di questa domenica Gesรน ci insegna il Padre nostro: chi sono dunque io per poter suggerire oggi unโaltra preghiera? Propongo la preghiera secondo lโedizione di Luca โ diversa dalla versione di Matteo che recitiamo solitamente: ma ciรฒ che conta, non รจ quanto chiediamo, ma riconoscere Dio come nostro Padre. Tutto il resto รจ un di piรน.
Don Andrea Vena
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno
il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo
a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione.
Il commento al Vangelo di domenica 24 luglio 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.