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don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 21 Luglio 2024

Domenica 21 Luglio 2024
Commento al brano del Vangelo di: Mc 6, 30-34

Domenica scorsa abbiamo incontrato i Dodici nel momento in cui Gesรน li inviava in missione; oggi assistiamo al loro rientro e alla condivisione della loro esperienza con Gesรน stesso, momento che culminerร  nella โ€œcompassioneโ€ di Gesรน per tutte le persone che hanno raggiunto il loro gruppo e che ora si ritrovano senza cibo. Con questa premessa si aprirร  โ€“ da domenica prossima โ€“ un lungo discorso dedicato al โ€œpane di vitaโ€ (Marco esaurisce la riflessione/annuncio nellโ€™arco di pochi versetti (Mc 6,34-44); la  liturgia ha scelto invece di svilupparlo attraverso le straordinarie pagine del capitolo sesto del vangelo di Giovanni (dalla XVII alla  XXI domenica). 

don Andrea Vena - Commento al Vangelo di domenica 21 Luglio 2024

Il vangelo viene preceduto dalla lettura tratta dal libro del profeta Geremia, dove il Signore esprime la sua amarezza per la mancanza di veri pastori: โ€œGuai ai pastori che fanno perire e disperdono il greggeโ€ฆRadunerรฒ io stesso โ€“ dice il Signore โ€“ il resto delle mie pecoreโ€ฆle farรฒ tornare ai loro pascoliโ€ฆ costituirรฒ sopra di esse pastori che le faranno pascolareโ€ฆ Susciterรฒ a Davide un germoglio giusto, che  regnerร  da vero re e sarร  saggioโ€ฆ lo chiameranno con questo nome: Signore-nostra-giustiziaโ€. Quel  pastore รจ Gesรน, figlio di Davide (cfr Is 43,10ss; Lc 2,6ss), il buon pastore che sa prendersi cura delle  pecore: prima, si accorge della stanchezza dei discepoli, anchโ€™essi comunque โ€œpecoreโ€ del suo  gregge, e li porta in disparte; poi, col suo fare, educa li a coltivare, da buoni pastori loro stessi, la compassione per le folle. Pastori che quando fan bene, si fanno subito riconoscere, come testimonia anche il canto del salmo odierno: โ€œIl Signore รจ il mio pastore, non manco di nullaโ€ฆโ€.  

v. 30: โ€œGli Apostoli si riunirono attorno a Gesรน e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e  quello che avevano insegnatoโ€ฆโ€. La breve relazione sul ritorno dei Dodici si collega al racconto  della missione (6,12ss).  

v. 31-33: โ€œEd egli disse loro: โ€œVenite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un poโ€™โ€.  Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.  Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti perรฒ li videro partire e  capirono, e da tutte le cittร  accorsero lร  a piedi e li precedetteroโ€. 

Si tratta di โ€œstare con Gesรนโ€ (cf. Mc 3,14), di vivere con lui momenti di comunione gratuita, senza alcuno  scopo che non sia quello di dimorare con il Signore della propria vita. Ma anche di permettere al  Signore di svelare nuove cose ai discepoli. Quando Gesรน desidera spiegare ai discepoli il significato  delle parabole (4,34), o quando porta con sรฉ Pietro, Giacomo e Giovanni sul Tabor (9,2)โ€ฆ. li porta in  disparte.โ€œLโ€™andare in disparteโ€, quindi, non รจ fuga, ma maggiore intimitร , un lasciarsi ricaricare/rimotivare da Colui che ha affidato loro il compito della missione: โ€œLa condurrรฒ nel deserto e parlerรฒ  al suo cuoreโ€ (Os 3,26). Senza dimenticare che il โ€œdesertoโ€ ricorda anche il luogo della lotta, della  sete e della fame, della tentazione: รจ luogo dove si รจ chiamati a scegliere da quale parte stare (cfr  Es 17: la protesta di Massa e Meriba; Mt 4,4ss: Gesรน tentato nel deserto).โ€œStare con Gesรนโ€ รจ un recuperare con  chiarezza il principio e il fondamento della vita, della missione, รจ fare il primo bilancio se e come si  sta continuando a dimorare in Lui: โ€œIo sono la vite voi i tralci. Chi rimane in me io in lui, fa molto  frutto, perchรฉ senza di me non potete far nullaโ€ฆโ€ (Gv 15,1ss). Un ritornare a Lui, dunque, un appartarsi  con Lui per non disperdersi negli affanni della vita apostolica (Lc 10,38ss: Marta Marta, ti affanni per troppe cose). 

v. 34: โ€œSceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perchรฉ erano  come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte coseโ€.  La compassione non รจ tanto una caratteristica di Dio, ma รจ Dio stesso, รจ la sua stessa identitร : Dio  รจ compassione, Dio รจ misericordia, Dio รจ amore. Di fronte alla folla smarrita, Gesรน si presenta come  quel pastore che si lascia commuovere, che si prende cura delle pecore. Si rivela il pastore annunciato e atteso dal profeta Geremia: โ€œSusciterรฒ a Davide un germoglio giusto, che regnerร  da vero re  e sarร  saggioโ€ (prima lettura). Egli รจ il pastore (cfr Ez 34,1ss) che darร  la vita per le pecore (cfr Gv 10,11). 

E la prima attenzione che offre, รจ nutrire il gregge con il cibo della parola: โ€œSi mise a insegnare loro  molte coseโ€ (cfr Mt 4,3โ€ฆNon di solo pane vive lโ€™uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dioโ€).  Innanzitutto colpisce questo ritorno dei Dodici da Gesรน, il quale con โ€œmaternaโ€ umanitร ,  sโ€™accorge della loro stanchezza e li porta in disparte a riposarsi un poโ€™. Giร  questo รจ un messaggio  per me, per noi: sapersi accorgere della propria fatica ma anche della fatica dellโ€™altro. Accorgersi  significa imparare a dare attenzione a se stessi e a chi si ha di fronte. In un tempo in cui si รจ presi  dal vortice delle cose da fare, il tempo del riposo, del lasciarsi portare in disparte dal Signore non รจ  fuga dalle responsabilitร , quanto tempo di grazia durante il quale recuperare forze, ma ancor piรน  tempo durante il quale permettere al Signore di rivelarsi meglio a noi. Un rivelarsi che รจ anche un  lasciarsi โ€œsvegliareโ€ da Lui, perchรฉ talvolta o spesso, forti della nostra apparente autosufficienza,  rischiamo di agire senza di Lui (cfr Gesรน nella barca).  

In questo rivelarsi emerge subito lโ€™apertura agli altri: il tempo della tranquillitร  con Dio non รจ mai  chiusura, ma chiede sempre di compiersi facendo spazio agli altri, imparando ad ascoltare la fame  e la sete degli altri, perchรฉ non esiste incontro vero con il Signore che non faccia ancora piรน posto  al bisogno del fratello (cfr basti pensare allโ€™importanza dellโ€™ospite in san Benedetto). Questa รจ forse la lotta  piรน impegnativa che possiamo vivere nei deserti della nostra vita. Eppure, ci ha ricordato il profeta  Geremia nella prima lettura, qui sta lโ€™essenza del buon pastore: quella di prendersi cura, di lasciarsi  commuovere, potremmo dire, di lasciarsi disturbare dalla folla, per evitare di sentire rivolte a sรฉ le  parole del profeta: โ€œGuai ai pastori che fanno perire e disperdere il gregge del mio pascoloโ€. Gesรน si  lascia commuovere perchรฉ vede che sono come pecore che non hanno pastore: Lui sa che di pastori  ce ne sono tanti, ma non servono il gregge, al massimo si servono del gregge per i loro interessi (cfr  don Lorenzo Milani: โ€œFai strada ai poveri, senza farti stradaโ€).  

Andare in disparte รจ anche un segno di fiducia nella Parola di Gesรน, il quale invita i discepoli,  e oggi ciascuno di noi, a fidarsi del fatto che il granello seminato, quando e come non si sa, cresce  da sรฉ anche quando lโ€™agricoltore riposa (cfr Mc 4,26-27, testo incontrato nellโ€™XI domenica).  Un portarsi in disparte, un trovare riposo che รจ accompagnato da inevitabili contrattempi: quasi  che Gesรน lo abbia messo in conto fin dallโ€™inizio, per educarci alla paziente arte dellโ€™imprevisto. E  sappiamo che Gesรน, forse proprio per evitare questo, spesso ha scelto la notte e il monte per il suo  ritirarsi a tu per tu con il Padre (Lc 5,15-16; Mt 14,23). รˆ proprio questa intimitร  di comunione con il  Padre che permette a Gesรน di โ€œsentireโ€ con il Padre, tanto da assumere i suoi sentimenti, facendosi  misericordiosamente prossimo a chi รจ nel bisogno (cf. Lc 10,33), commuovendosi di fronte al male  che impedisce di vivere in pienezza (cf. Mt 20,34; Mc 1,41; Lc 7,13). Qui, in particolare, il motivo della sua  compassione consiste nel vedere le folle โ€œcome pecore senza pastoreโ€ (cf. Nm 27,17; 1Re 22,17): la sua  รจ la compassione del Messia, atteso come pastore capace di guidare e nutrire il gregge di Israele  (cf. Ger 23,1-6; Ez 34); di piรน, Gesรน รจ โ€œil pastore bello e buonoโ€ di ogni uomo (cf. Gv 10,11.16)โ€ฆ 

Stile e compassione che oggi vengono chiesti a noi. Siamo capaci e disposti di lasciarci portare in disparte da Gesรน, per non perdere di vista ciรฒ che รจ essenziale nel nostro ministero, nella  nostra vita? E ciรฒ che รจ essenziale prima di tutto รจ โ€œstare con Luiโ€, come ricorda anche santโ€™Ambrogio: โ€œSe vuoi fare bene tutte le cose, ogni tanto smetti di farleโ€, o, come era solito ripetere san Vincenzo de Paoli, โ€œLe cose di Dio si fanno da sole!โ€.  

In fondo si tratta di un sano atto di umiltร , certi che non siamo noi a salvare il mondo, che le  nostre vite sono comunque fragili, talvolta come barche sbattute dal vento in tempesta (Mc 4,35-41,  XII domenica). Allora, come ricorda santโ€™Ignazio di Loyola, โ€œPrega come se tutto dipendesse da Dio,  lavora come se tutto dipendesse da teโ€. Dunque oggi sono e siamo invitati a sentirci โ€œpecoreโ€, ossia  a riconoscere che non possiamo agire da soli, che dobbiamo imparare ad accettare i nostri limiti.  Che abbiamo bisogno di essere curati, accolti, custoditi con amore dallโ€™Amore. Che abbiamo bisogno di misericordia, di compassione. In secondo luogo, ciascuno รจ chiamato a divenire โ€œpastoreโ€ 

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di qualcun altro. Ciรฒ significa capire che la vera gioia non sta nel fare quello che voglio, ma sta nel  rendere felice chi ho accanto. Questa รจ la vera gioia. Iniziando il tempo della missione, Gesรน ci aiuta  a comprendere che questa resterร  autentica nella misura in cui impareremo a sentirci โ€œpecoreโ€ e  nello stesso tempo โ€œpastori inviatiโ€ a portare lโ€™annuncio del Vangelo con la testimonianza della vita  e, se serve, con qualche parola, come diceva san Francesco dโ€™Assisi ai suoi frati.

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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