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don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 21 Aprile 2024

Domenica 21 Aprile 2024
Commento al brano del Vangelo di: Gv 10, 11-18

Lungo il nostro cammino pasquale abbiamo fissato lo sguardo in Gesรน risorto (Pasqua); abbiamo compreso, grazie  allโ€™Apostolo Tommaso, che questa esperienza non รจ automatica ma chiede tempo e pazienza (II domenica); ci siamo  soffermati sulla fatica del dar retta a un testimone che ha cambiato idea ma dietro quella fatica abbiamo scorto che  cโ€™รจ resistenza nel credere in Gesรน risorto (III domenica).

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Gv 10, 11-18 | don Andrea Vena 56 kb 11 downloads

IV domenica di Pasqua, anno B At 4,1-12 Sal 118 1Gv 3,1-3 Gv 10,11-18 a cura di dโ€ฆ.

I vangeli pasquali non intendono tratteggiare il profilo di un  credente perfetto, ideale, ma un credente concreto, con tutto il suo vissuto. Cosรฌ oggi ci viene quasi ricordato che non  siamo soli, ma che a Capo, a Guida di questa Compagnia di amici, di questa Comunitร  cโ€™รจ Gesรน stesso, buon Pastore. 

don Andrea Vena - Commento al Vangelo di domenica 21 Aprile 2024

Il libro degli Atti, che la liturgia offre come prima lettura, presenta la testimonianza chiara e franca dellโ€™apostolo  Pietro, il quale non solo โ€“ dopo la sua paura, vigliaccheria e rinnegamento (Mc 14,30) -, โ€œcolmato di Spirito Santoโ€  riconosce Gesรน quale unico Salvatore โ€“ โ€œIn nessun altro vi รจ salvezzaโ€ โ€“, ma aggiunge pure che Gesรน รจ quella โ€œPietra  scartata da costruttori e che รจ divenuta pietra dโ€™angoloโ€.

Concetto che ritroviamo nel salmo, dove si evidenzia che solo  il Signore/buon Pastore รจ colui che รจ capace di fondare la vita su solide fondamenta: โ€œLa pietra scartata รจ divenuta  pietra dโ€™angolo. Questo รจ stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhiโ€ (salmo). Facendo quindi capire che  quanti si fondano su altri fondamenti/convinzioni non troveranno stabilitร . Parole che permettono di inquadrare e  introdurre il tema del vangelo.  

v. 11: โ€œIo sono il buon pastore. Il buon pastore dร  la propria vita per le pecoreโ€: โ€œIo sonoโ€ rimanda alla rivelazione di  Dio a Mosรจ, nel roveto ardente (Es 3,14). Gesรน rivendica a sรฉ, qui come in altri passi, il nome di Dio: โ€œIo sono il pane  della vitaโ€ (Gv 6,35); โ€œIo sono la luce del mondoโ€ (Gv 8,12); โ€œIo sono la porta delle pecoreโ€ (Gv 10,7); โ€œIo sono la resurrezione  e la vitaโ€ (Gv 11,25); โ€œIo sono la via, la veritร  e la vitaโ€ (Gv 14,6); โ€œIo sono la viteโ€ (Gv 15,5). Gesรน รจ dunque โ€œColui che รจโ€,  Colui che cammina sempre con te, che non ti lascia; รจ lโ€™Emmanuele, il Dio-con-noi (Is 7,14, Natale), fino alla fine dei  giorni ( (Mt 28,20). Il buon pastore: il pastore โ€œbelloโ€, cioรจ autentico, vero, buono. Non โ€œunโ€ ma โ€œilโ€ pastore, colui che  fa da modello, da riferimento. Il pastore promesso, capace di arrivare a dare la vita per le sue pecore (Ez 34,1), quale  โ€œAgnello immolatoโ€ (Ap 7,17). 

v. 12-13: โ€œIl mercenario โ€“ che non รจ pastore e al quale le pecore non appartengono โ€“ vede venire il lupo, abbandona  le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perchรฉ รจ un mercenario, e non gli importa nulla delle pecoreโ€: dopo essersi presentato come โ€œpastoreโ€, Gesรน presenta il โ€œmercenarioโ€, ossia quanti fanno il loro lavoro per soldi, che  non sono proprietari del gregge, non lo amano; (diversamente: cfr Sal 50,15, avere la morte come pastore). Le pecore,  dice il testo, non โ€œappartengonoโ€ al mercenario, il quale non cura il gregge con amore: โ€œDovโ€™รจ il tuo tesoro lรฌ sarร  anche  il tuo cuoreโ€ (Mt 6,21), e il tesoro del mercenario non sono certo le pecore! Lโ€™espressione โ€œnon gli importa (delle pecore)โ€  appare unโ€™altra volta nel vangelo di Giovanni, quando Giuda denunciรฒ lo spreco dโ€™olio da parte di Maria: โ€œDisse questo  non perchรฉ gli importava dei poveri, ma perchรฉ era un ladro e teneva la cassaโ€ฆโ€(cfr Gv 12,6). Ecco, il mercenario รจ colui  che guarda al suo tornaconto, non ha altro interesse. Il vero pastore lo si riconosce nel momento del pericolo, perchรฉ  lui non scappa, resta, lui โ€œstaโ€ (cfr โ€œMaria โ€œstaโ€ sotto la croceโ€, cfr Gv 19,25). E offre la vita.  

v. 14-15 : โ€œIo sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, cosรฌ come il Padre conosce  me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecoreโ€. โ€œConosceโ€: tutto si gioca sul piano della relazione, non del  ruolo o della funzione; sul piano dellโ€™amore non del dovere: โ€œNessuno ha un amore piรน grande di questo: dare la vita per  i propri amiciโ€ (Gv 15,13). Qualche versetto prima del nostro brano, Gesรน cosรฌ si esprimeva: โ€œLe pecore ascoltano la sua  voce; egli chiama ciascuna per nomeโ€ (Gv 10,3): โ€œle chiama per nomeโ€, a dimostrare fino a che punto รจ intensa la  relazione tra pastore e pecore. Infatti al mercenario le pecore โ€œnon appartengonoโ€, cioรจ lui manca di โ€œrelazioneโ€, non  sa prendersi cura, con cuore delle pecore, ciรฒ che invece รจ caratteristica del pastore, a tal punto che Gesรน arriva a far  cogliere che questa relazione รจ riflesso della relazione che intercorre tra Lui e il Padre (GV 17,21). 

v. 16-18: โ€œE ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la  mia voce e diventeranno un solo gregge un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perchรฉ io do la mia vita, per  poi riprenderla di nuovoโ€. La relazione alla quale fa riferimento Gesรน, buon pastore, non รจ riservata a pochi eletti, ma รจ rivolta a tutti, anche a quanti stanno fuori dal recinto, come ha fatto capire quando disse: โ€œQuando sarรฒ innalzato  da terra, attirerรฒ tutti a meโ€ (Gv 12,32). Un tutti che si compirร  nel regno dei cieli, quando โ€œLโ€™Agnello sarร  il loro pastoreโ€  (Ap 7,17). Per questo Egli รจ amato dal Padre, perchรฉ ama tutti โ€œfino allโ€™estremoโ€ (Gv 13,1).

Si faccia attenzione che non  si parla di โ€œun solo ovile/recintoโ€, ma di โ€œun solo gregge e un solo pastoreโ€: un dettaglio non da poco, perchรฉ pur  indicando in Gesรน lโ€™unico Pastore con lโ€™obiettivo di โ€œun solo greggeโ€, non si fa cenno di un solo โ€œovile/recintoโ€. Un  dettaglio che forse dovrebbe aiutarci ad aprirci di piรน verso gli altri, anche se non sono del ยซnostroยป ovile, della nostra  comunitร  cristiana, della nostra comunitร  religiosa, fino a ritenere che non sono della nostra Chiesa. Il bene รจ seminato  ovunque, spetta a noi scorgerlo, accoglierlo, da esso lasciarci arricchire.

Gesรน, buon pastore, รจ Colui che โ€œguidaโ€ le  pecore (come un tempo ha guidato il popolo dalla schiavitรน alla libertร  cfr Es 16) non tanto verso un unico ovile/recinto,  ma verso una unitร  fondata nellโ€™amore. In Gesรน non ci sono recinti, non ci sono fortini inviolabili, come ricorda la lettera  agli Efesini: โ€œEgli รจ la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era  frammezzoโ€ (Ef 2,14). Il testo continua fino allโ€™affermazione โ€œOffro la mia vita per riprenderla di nuovoโ€ (โ€œper riceverla di  nuovoโ€). Lโ€™offrire la vita, da parte di Gesรน, sta nello spazio della โ€œfedeโ€, non di una assicurazione anticipata! Il Padre  vuole che Gesรน โ€œoffraโ€ la vita, perchรฉ cosรฌ potrร  riceverla, perchรฉ โ€œchi perde la sua vita la ritroverร , ma chi vuole salvarla  la perderร โ€ (Mc 8,35). Un dono, quindi, fatto nella libertร  e per amore, perchรฉ quando si ama si รจ capaci di dare la vita  per gli amati.  

Gesรน, buon Pastore, sa prendersi cura di me, di ciascuno di noi. Un prendersi cura che comporta il rispetto di quei limiti  che abbiamo tratteggiato nelle meditazioni precedenti. รˆ importante questo, direi consolante. Gesรน si fa Pastore per  guidarmi verso un significato pieno della vita e lo fa con la sua stessa vita. Potrรฒ essere incredulo come i discepoli di  fronte alla testimonianza delle prime donne (Mc 16,1-7, Pasqua), sarรฒ dubbioso come Tommaso (Gv 20,19-31, II  domenica di Pasqua), o faticherรฒ come la Comunitร  di fronte alla testimonianza dei due discepoli di Emmaus (Lc  24,35-48, III domenica di Pasqua), ma il Signore, mio buon pastore, non dubiterร  mai di me e mai mi abbandonerร  ai  โ€œlupiโ€ della storia, perchรฉ Lui รจ pastore, non mercenario. Lui รจ venuto a servirmi, non a servirsi di me; Lui non mira a  suoi interessi, ma ai miei: mira alla mia salvezza. E come Lui, cosรฌ dovrรฒ essere io. E la ยซprima pecoraยป che il Signore  affida alle mie cure sono io stesso: imparare a prendermi cura, con cuore. Sapermi amare come Gesรน mi ama, nella  mia concretezza, non per come io vorrei essereโ€ฆEcco, oggi siamo invitati a domandarci se stiamo veramente  seguendo Gesรน buon Pastore, accettando di uscire dai nostri schemi, dai nostri pregiudiziโ€ฆse siamo veramente capaci  di farci prossimi verso quanti sono usciti, sono fuori, lontaniโ€ฆdal recinto del cuore, prima di tutto, perchรฉ รจ facile  amare chi รจ lontano, ma quanto รจ difficile amare chi ti sta a fianco.  

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In fondo Gesรน si รจ preso cura di me, di noi, con tutto il suo cuore: per Lui la mia e nostra vita vale a tal punto da donare  tutto se stesso per portarmi dove Lui รจ. รˆ proprio questa โ€œoffertaโ€ che rende Gesรน Buon Pastore. รˆ venuto per questo!  Per salvarci, per guarirci, per perdonarciโ€ฆ Come Lui, cosรฌ noi.  

Mentre i mercenari illudono ma poi deludono, perchรฉ usano e scappano, Gesรน buon Pastore dice a me e a ciascuno:  โ€œTu mi interessi. Sei importante per meโ€. Oggi va di moda lo slogan ยซI shareยป (condivido/ti seguoโ€ฆlo si usa per i  programmi televisivi, senza contare i like nei social) quando invece dovremmo recuperare proprio il motto ยซI careยป (Tu  mi interessi, sei importante). Stiamo attenti allora i nostri recinti, spesso trasformati in fortini! Perchรฉ Gesรน รจ venuto  per tutti, per fare di noi โ€œUna cosa sola con Luiโ€ (Gv 17,9).

Come nellโ€™amore Gesรน recupera Pietro: โ€œMi ami tu?โ€ฆpasci le  mie pecorelleโ€ (Gv 21), cosรฌ fa con ciascuno di noi: โ€œTi condurrรฒ nel deserto e parlerรฒ al tuo cuoreโ€ (Os 2,16). Ecco, credo  che Gesรน buon Pastore oggi ci stia provocando a sufficienza: quando usciamo dai nostri recinti (o fortini!), ma altresรฌ  quanto il nostro sguardo e la nostra parola รจ accogliente e misericordiosa quando qualcuno ritorna (pensiamo alla  parabola del figliol prodigo: il fratello maggiore rifiuta questo ritorno, non accetta di partecipare alla gioia del Padre,  cfr Lc 15). Esperienze che ci ricordano che il cammino รจ lungo, perchรฉ possiamo seguire Gesรน buon Pastore  continuando a seguire i nostri schemi e progetti (cfr Mt 16,21-23: Pietro che non accetta di permettere a Gesรน di salire  verso Gerusalemme).

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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