don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 16 Luglio 2022

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Continua il nostro cammino alla Scuola della Liturgia, esperienza di comunitร  con Dio e tra noi. Unโ€™esperienza durante la quale il Signore ci prende per mano e โ€“ di domenica in domenica โ€“ ci educa alle cose del cielo. Ritengo importante tener presente le singole tappe del cammino perchรฉ aiutano capire da dove si รจ partiti e dove stiamo andando, nel rispetto di ogni singolo passo. Questo fa intuire che il nostro essere cristiano รจ un divenire, un cammino in crescita, e pure in salita!

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lectio divina, XV domenica anno A, don Andrea Vena

A Pentecoste abbiamo ricevuto il dono dello Spirito Santo, forza di Dio, con lโ€™impegno a testimoniare il Signore Gesรน fino ai confini del mondo (28 maggio); abbiamo compreso che il cuore del messaggio รจ Dio-Amore (festa Santissima  Trinitร , 4 giugno); un Dio-Amore che non รจ lontano, ma si fa dono per noi nel Pane dellโ€™Eucaristia (Corpus Domini, 11  giugno). Dunque: abbiamo ricevuto un mandato e la forza per attuarlo (Pentecoste), ci รจ stato rivelato il contenuto del  messaggio (Trinitร ), e ci รจ stato offerto il Pane di vita per il cammino (Corpus Domini). In altre parole siamo stati cosรฌ  coinvolti nel partecipare alla missione di Gesรน, ossia lasciarsi prendere dalla compassione per le folle affamate di pane  e di senso di vita (18 giugno, XI domenica). Certo sperimentiamo il divario tra la grandezza della missione e la nostra  limitatezza, ma la paura di fronte a questo non deve immobilizzarci, perchรฉ Gesรน รจ con noi e quindi non dobbiamo  temere (25 giugno, XII domenica). Solo a partire da questa certezza sapremo mettere a soqquadro la casa della nostra  vita per fare spazio al Signore affinchรฉ dimori in noi come ospite gradito (2 luglio, XIII domenica): la familiaritร  con Lui  ci permetterร  di guardare alla vita e al mondo con occhi limpidi, capaci di cogliere la presenza di Dio in tutto ciรฒ che ci  circonda, dandogli lode (9 luglio, XIV domenica), perchรฉ nulla avviene fuori di Lui e nulla avviene ยซper casoยป: ยซCome la  pioggia e la neve scendonoโ€ฆ e non vi ritornano senza aver irrigato la terraโ€ฆ cosรฌ sarร  della mia parolaโ€ฆ non ritor nerร  a me senza effetto, senza aver operato ciรฒ per desidero e senza aver compiuto ciรฒ per cui lโ€™ho mandataยป (Isaia,  prima lettura di questa domenica). Forse il Signore non rispetterร  le tappe di marcia del calendario della mia vita; forse  non rispetterร  la mia scaletta di prioritร โ€ฆ ma una cosa รจ certa: il Signore sa quello fa, come bene esprime il salmo scelto  a risposta di questa prima lettura: ยซIl Signore visita la terra e la dissetaโ€ฆ prepara la terra, la ricolma di ricchezzeโ€ฆ cosรฌ  corona lโ€™anno con i suoi beneficiยป (cfr salmo).  

vv. 1-9: In quel giorno Gesรน uscรฌ di casa e sedette in riva al mare. Si radunรฒ attorno a lui tanta folla che egli salรฌ su  una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlรฒ loro di molte cose con parabole. E  disse: โ€œEcco, il seminatore uscรฌ a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e  la mangiarono. Unโ€™altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non cโ€™era molta terra; germogliรฒ subito, perchรฉ il terreno non era profondo, ma quando spuntรฒ il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccรฒ. Unโ€™altra parte cadde sui  rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Unโ€™altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il  trenta per uno. Chi ha orecchi, ascoltiโ€. 

La prima cosa che lโ€™evangelista segnala รจ il fatto che Gesรน esce di casa e sale su una barca, da cui predica alla numerosa  folla che si รจ radunata per ascoltarlo. Per farsi capire, utilizza una parabola. Si tratta di brevi racconti che parlano di Dio  senza nominarlo, prendendo spunti dallโ€™esperienza di vita degli ascoltatori, cosรฌ tutti comprendono. Al versetto 10 Gesรน  stesso spiegherร  il perchรฉ utilizza questo linguaggio. Gesรน non si ferma alla descrizione esteriore dei fatti, ma educa gli  ascoltatori a cogliere che dentro ogni esperienza cโ€™รจ una dimensione nascosta che chiede di essere compresa; una  dimensione simbolica che rimanda a un significato piรน profondo e che aiuta a capire che tutto puรฒ dirci qualcosa. Nelle  parabole Gesรน si serve dei paradossi, quasi a suggerirci che il paradosso stesso abita la realtร . In secondo luogo, questo  modo di parlare disorienta ma per ri-orientare. In questa prima parabola Egli ci parla di un seminatore che esce a  seminare, gettando il suo seme su diversi tipi di terreni, alcuni dei quali non portano frutto mentre uno, invece, ne porta  molto.  

vv. 10-17: ยซGli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: โ€œPerchรฉ a loro parli con parabole?โ€. Egli rispose loro:  โ€œPerchรฉ a voi รจ dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non รจ dato. Infatti a colui che ha, verrร  dato e  sarร  nellโ€™abbondanza; ma a colui che non ha, sarร  tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole:  perchรฉ guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Cosรฌ si compie per loro la profezia di Isaia  che dice: Udrete, sรฌ, ma non comprenderete, guarderete, sรฌ, ma non vedrete. Perchรฉ il cuore di questo popolo รจ  diventato insensibile sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perchรฉ non vedano con gli occhi, non  ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca! Beati invece i vostri  occhi perchรฉ vedono e i vostri orecchi perchรฉ ascoltano. In veritร  io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno  desiderato vedere ciรฒ che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciรฒ che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! 

Nello spiegare il perchรฉ utilizza le parabole, Gesรน fa capire quanto sia necessario avere un cuore libero per cogliere  lโ€™ยซoltreยป che cโ€™รจ in ogni cosa. Perchรฉ non basta annunciare la Parola se poi il cuore di chi ascolta รจ duro e lo sguardo non  รจ limpido. Da qui la distinzione tra figli di Dio e figli del maligno. Essere aperti alle sorprese di Dio chiede la disponibilitร   a lasciarsi sorprendere, de-strutturare dalle proprie certezze. 

vv. 18-23: ยซVoi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la  comprende, viene il Maligno e ruba ciรฒ che รจ stato seminato nel suo cuore: questo รจ il seme seminato lungo la  strada. Quello che รจ stato seminato sul terreno sassoso รจ colui che ascolta la Parola e lโ€™accoglie subito con gioia, ma  non ha in sรฉ radici ed รจ incostante, sicchรฉ, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola,  egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi รจ colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la  seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dร  frutto. Quello seminato sul terreno buono รจ colui che  ascolta la Parola e la comprende; questi dร  frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per unoโ€. 

Come accennavo, la parabola รจ uno strumento che aiuta ad andare ยซoltreยป lโ€™apparenza, che aiuta a comprendere il  ยซnascostoยป che cโ€™รจ dentro ogni esperienza di vita. Lo spiega chiaramente Gesรน in questi versetti che abbiamo appena  ascoltato. Il seminatore รจ Gesรน stesso, che ยซesce a seminare la Parolaยป, gettando il seme ovunque, non solo a chi รจ piรน  bravo, ma nel terreno del cuore di tutti. Indistintamente. Lo fa senza calcoli, con generositร  e larghezza dโ€™animo. La  prima cosa che Gesรน insegna ai discepoli, e oggi a noi, รจ che non dobbiamo soppesare dove e a chi donare il seme della  Parola: noi abbiamo ricevuto il compito di partecipare alla sua missione (XI domenica) e di fare come Lui, con larghezza  dโ€™animo; e non dobbiamo neppure avere paura o coltivare vergogna nel fare quanto siamo stati chiamati ad essere (XII  domenica).  

Nel primo esempio โ€“ seme caduto lungo la strada โ€“ si tratta di coloro che ascoltano in modo superficiale, incapaci di interiorizzare la Parola ascoltata, di prenderla e custodirla dentro di sรฉ. Gesรน insegna che lโ€™interiorizzazione รจ il primo  passaggio fondamentale per portare frutto: un lavoro interiore fatto di silenzio, di preghiera, di calma. Il secondo  esempio, รจ il seme caduto su un terreno sassoso: descrive, potremmo dire, denuncia, un ascolto infruttuoso perchรฉ  mancante di perseveranza. Senza radice, incostante, come quello di chi vive sullโ€™onda del momento, degli istinti e degli  istanti. Senza un progetto, tanto che di fronte alla prima difficoltร , scappa. Il terzo esempio, il seme caduto tra i rovi,  riflette colui che ascolta ma si lascia comunque sedurre dalle tentazioni del mondo, dalla ricchezza, dai piaceri della  vita. Non si sforza, non accetta la fatica della lotta interiore pur di restare accanto e fedele al suo Maestro e si lascia  sedurre dagli idoli del momento. Infine il terreno buono: รจ quello dove il seme porta frutto in abbondanza. 

Lโ€™infruttuositร  dellโ€™azione missionaria quindi, non dipende dal seme della Parola, ma dal terreno che lo ha accolto: puoi  accogliere la Parola, custodirla nel cuore e difenderla oppure puoi lasciarti andare solo a sensazioni momentanee e  quindi non ci sarร  frutto. Se il seme della Parola viene accolto e custodito, ti trasforma dal di dentro. Se invece non viene accolto perchรฉ fatichiamo a convertirci, allora prima o poi quel seme si disperde.  

Gesรน non si limita a dire parole, a dirci cosa e come fare-essere missionario, testimone dellโ€™amore del Padre. Gesรน stesso  ce lo insegna con la sua vita: Egli รจ la Parola di Dio (cfr Gv 1,14; Eb 1,2; Ap 19,13), ossia il seme gettato dal Padre del cielo  nel terremo dellโ€™umanitร  (cfr Gv 12,24). Ma Gesรน รจ altresรฌ il buon Seminatore, visto quanto dice di sรฉ: ยซNon faccio nulla  da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padreโ€ฆยป (Gv 8,28). Cosรฌ Gesรน ha accettato di abbassarsi, cioรจ cadere e  marcire nel terreno dellโ€™umanitร  (cfr Fil 2,6ss), pur di portare il frutto sperato dal Padre del cielo, deviando in questo  modo la logica di Adamo ed Eva โ€“ centrata sul possesso, Gn 3 -, alla logica del dono, unica via che porta frutto. E proprio  perchรฉ ยซdonoยป, non sโ€™impone. Al ยซdonoยป si risponde semplicemente con la gratitudine. Il dono diventa forza  dโ€™attrazione. 

Alla luce di questa Parola, comprendiamo che se vogliamo divenire buoni seminatori dobbiamo prima di tutto diventare  buoni terreni, capaci di accogliere e lasciarci trasformare dal seme della Parola di Dio. Trasformati in e da Lui โ€“ un  processo che dura comunque tutta la vita โ€“ potremmo divenire buoni seminatori, sapendo far uso dello stesso stile di  Dio: seminare con larghezza dโ€™animo, certi che il resto lo farร  la forza che รจ custodita nel seme della Parola, che รจ Dio  stesso. E anche quando sembra che lโ€™azione sia sprecata, che il gettare il seme della Parola sia inutile in determinati  contesti di vita o nei confronti di certi interlocutori, anche in questi casi dobbiamo ricordare cosa ha fatto Gesรน: ha  gettato con larghezza dโ€™animo. In fondo a noi non รจ chiesto il compito di far germogliare, ma di seminare. La Parola di  Dio non obbliga, non costringe, non si impone, ma si rivela e si offre con amore, lasciando la libertร  di essere accolta.  Ecco perchรฉ รจ fondamentale prima di tutto essere buoni terreni, perchรฉ solo una fede viva e vera, una bella amicizia  con il Signore aiuta a non preoccuparsi dei risultati, ma lascia che Qualcun Altro si prenda cura della vita. Mia e altrui.

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Mt 13, 1-23 | don Andrea Vena 66 kb 0 downloads

โ€ฆ

Il commento al Vangelo di domenica 16 luglio 2023 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.