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don Andrea Vena โ€“ Commento al Vangelo di domenica 16 Giugno 2024

Domenica 16 Giugno 2024
Commento al brano del Vangelo di: Mc 4, 26-34

La I lettura, tratta dal libro del profeta Ezechiele, ci presenta una sorta di paradosso. Dio รจ capace di prendere un ramoscello di un cedro e piantarlo sulla cima di un monte affinchรฉ diventi un grande albero. In natura questo non รจ possibile, almeno per il cedro, ma quello che il Signore vuole far capire รจ che il risultato non dipende dalle regole ma dalla Sua forza, come si evince dalla conclusione del testo: โ€œIo, il Signore, ho parlato e lo farรฒโ€. Non ci sono altre ragioni: semplicemente cosรฌ  ha voluto Dio. Perchรฉ Egli non guarda allโ€™apparenza, ma al cuore (1Sam 16,7). Ed รจ proprio la fantasia  di Dio, il suo sorprenderci che si fa lieta notizia, si fa preghiera di lode nelle parole del salmo: โ€œEโ€™  bello rendere grazie al Signoreโ€ฆ per la sua fedeltร โ€. In questa cornice, ci accostiamo al testo del  vangelo.

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v. 26: โ€œIl regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte e di  giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo saโ€.  

Questโ€™uomo si ritira dopo aver compiuto il lavoro del campo e lascia il seme a se stesso. Non viene  dato peso e valore al lavoro dellโ€™uomo: arare, seminare, irrigareโ€ฆ: lโ€™attenzione รจ data a quel โ€œseme  gettatoโ€.  

v. 27: โ€œIl terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella  spiega; e quando il frutto รจ maturo, subito egli manda la falce, perchรฉ รจ arrivata la mietituraโ€. Lโ€™uomo ritorna nel campo solo alla fine, quando il frutto รจ maturo: la crescita del seme che diventa frutto chiede fiducia e capacitร  di attesa. A tale riguardo, torna utile rileggere il testo di Mc 13,33- 37, dove Gesรน invita alla vigilanza, affidando a ciascuno dei servi il proprio compito, e ordinando di  vegliare perchรฉ nessuno sa quando lui tornerร . Non unโ€™attesa vissuta nellโ€™ozio, dunque, ma nella  vigilanza, che รจ unโ€™arte difficile da coltivare e vivere.  

v. 31: โ€œIl regno di Dio รจ come un granello di senape che quando viene seminato sul terreno รจ piรน  piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma quando viene seminato, cresce e diventa piรน  grande di tutte le pianteโ€ฆโ€.  

Un esempio che fa ripensare allโ€™esperienza di Davide contro Golia (cfr 1Sam 17,33ss), dove il piรน piccolo  e debole alla fine vince perchรฉ sa su Chi contare, a Chi affidarsi.  

Nel riprendere il cammino ordinario, dopo aver gioito e goduto della risurrezione di Gesรน e  del dono dello Spirito Santo, il Signore vuole farci comprendere che, pur nel mondo, non dobbiamo appiattirci alla logica del mondo e ai suoi pensieri (cfr Gv 17,14; cfr Is 55,8). Nelle due parabole descritte nel vangelo il Signore ci ricorda che, con la Sua venuta, il Regno di  Dio รจ giร  presente, ma non tutti lo individuano perchรฉ non sanno usare i giusti strumenti per cercarlo e trovarlo. Il regno di Dio, ricorda san Paolo, โ€œNon รจ questione di cibo o di bevanda, ma รจ giustizia, pace, gioia nello Spirito Santoโ€ (Rm 14,17).

Il profeta Ezechiele ce lo ha ben ricordato: non รจ per  un germoglio che quellโ€™albero cresce e diventerร  grande, ma perchรฉ โ€œDio lo ha detto e lo ha fattoโ€;  e cosรฌ non รจ perchรฉ lโ€™uomo del vangelo ha lavorato di piรน, che quel seme ha portato frutto, ma  perchรฉ in quel seme cโ€™รจ giร  lโ€™energia che Dio ha immesso nella sua creazione. Nelle cose di Dio cโ€™รจ sempre qualcosa di spontaneo, che noi perรฒ non cogliamo. Non significa che non si debba lavo rare, ma che non รจ sufficiente. Servono anche alcuni atteggiamenti di fondo da custodire e colti vare, e che danno il ritmo alla vita: โ€œPrima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spigaโ€.  

Due sono gli aspetti da considerare: lโ€™attesa riguardo al seme, tenuto conto che ha unโ€™ener gia sua propria, grazie alla quale porterร  frutto; in secondo luogo il terreno perchรฉ questo custo disce il seme e gli permetterร  di giungere a maturazione. 

Con questa โ€œgrammaticaโ€ dellโ€™agricoltura, Gesรน vuole offrirci un insegnamento importante.  Quellโ€™uomo sono io, siamo noi che di fronte al โ€œterrenoโ€ della vita possiamo decidere di restare  chiusi e ripiegati nei nostri interessi, nel nostro peccato, nei nostri fallimenti e paure, oppure aprirci  a Lui e quindi alla salvezza, sapendo che ogni โ€œterrenoโ€ รจ โ€œcosa molto buonaโ€ (Gn 2), al di lร  di  quello che pensiamo. Il โ€œterrenoโ€, come un grembo, custodisce un seme di vita nuova e di eternitร   che non dipende da noi, ma รจ un dono che Dio ha giร  posto in noi.

Basterebbe aprire gli occhi della  fede! Quante volte siamo portati a giudicare o etichettare le persone ritenendole distratte, vuote  di valori, incapaci di โ€œfiorireโ€, e poi ci sorprendiamo quando vediamo che operano nel nascondi mento! Anche san Filippo Neri faceva tante stravaganze per far credere di essere un poโ€™ folle, solo  perchรฉ tutti lo reputavano santo! Non dobbiamo allora abbatterci perchรฉ non valiamo niente o  affannarci chissร  per cosa (cfr Lc 10,38ss), ma riconoscere che a Dio nulla รจ impossibile, che Lui inter viene con la sua forza e la sua fantasia: โ€œIo, il Signore, ho parlato e lo farรฒโ€.  

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In me, in ciascuno di noi sono seminati e custoditi dei semi che, a contatto con il messaggio del Vangelo, sprigionano tutta la loro forza e bellezza, al di lร  di tanti stratagemmi: โ€œdorma o vegli di  notte o di giorno il seme germoglia e cresce come egli stesso non lo saโ€. Lโ€™uomo rimane una potenzialitร  di amore e di vita, che non basta perรฒ โ€œcapireโ€, ma chiede di essere colta e quindi di โ€œcambiare vitaโ€. Troppo spesso, invece, a livello personale, familiare, ecclesialeโ€ฆ siamo talmente presi  dai nostri progettiโ€ฆ illusi che il Regno di Dio dipenda solo dai nostri sforzi, dalle nostre analisi, dai  nostri stratagemmi e, perchรฉ no, dai nostri piani pastoraliโ€ฆ e non ci accorgiamo o sottovalutiamo  che il Regno di Dio รจ giร  presente.

Si tratta di scoprire, stupirsi e adorare. Vorrei qui servirmi di due  citazioni: una la traggo da santโ€™Ignazio di Loyola: ยซAgisci come se tutto dipendesse da te, sapendo  poi che in realtร  tutto dipende da Dioยป; la seconda la prendo da Il Piccolo Principe, quando dice โ€œLโ€™essenziale รจ invisibile agli occhiโ€. Due citazioni che bene sintetizzano e offrono una bella chiave di  lettura. Faccio un esempio: Madre Teresa di Calcutta non aveva chissร  quale potere o quali possibilitร  economiche, eppure ha segnato la storia. A dimostrazione che il germoglio di vita eterna  posto dal cielo, agisce in silenzio e con piccole cose.  

Ma vorrei fare un ulteriore passaggio. Se รจ vero che nulla capita โ€œper casoโ€ ma tutto รจ provvidenza, ripensiamo per un istante al cammino fin qui compiuto, anche perchรฉ la logica del Natale  e della Pasqua non va archiviata con facilitร . Se oggi Gesรน ci chiede di farci piccoli, non รจ per lanciare  una moda. Gesรน stesso, โ€œgermoglio di Jesseโ€ (Is 11,1), si รจ fatto piccolo e povero nel Bimbo di Bet lemme (Natale), a tal punto che i Magi, seguendo la โ€œlogica degli uominiโ€, inizialmente lo hanno  cercato nel palazzo di Gerusalemme, e solo poi, fissando nuovamente lo sguardo alla โ€œstellaโ€, lo  hanno trovato in una grotta a Betlemme.

Cosรฌ oggi Gesรน continua a farsi โ€œpiccoloโ€ nellโ€™Eucaristia,  per aiutarci a dilatare il cuore, e ritrovarlo presente โ€œnei piccoliโ€ (cfr Mt 25). Il nostro farci piccoli,  quindi, รจ seguire le orme di Colui che รจ lโ€™Infinitamente Piccolo. In secondo luogo la passione e morte  di Gesรน parevano fallimentari agli occhi degli uomini, tanto che i discepoli han cercato prima di di stogliere Gesรน da una tale fine (passione e crocifissione), e poi sono scappati. Solo alla fine han  capito che la vittoria doveva necessariamente passare per quel percorso (Risurrezione/Pasqua). 

In questi primi mesi, Gesรน ci ha insegnato โ€œla grammatica della vita spiritualeโ€ e ora chiede  di applicarla: non possiamo ridurre il farsi piccolo di Gesรน allโ€™emozione di un giorno (Natale), ma il  suo atteggiamento chiede di farsi in noi criterio di vita. Il farsi โ€œpiccoliโ€ come Lui รจ condizione essenziale per entrare o essere esclusi dal Regno: โ€œSe non vi convertirete e non diventerete come bam bini non entrerete nel regno dei cieliโ€(Mt 18,3).

Una scelta che chiede di essere assunta senza il timore  di โ€œperdereโ€, di essere โ€œcrocifissiโ€ dalle logiche del mondo, dagli insulti, perchรฉ di tutto questo Gesรน  ci ha giร  informato: โ€œChi vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi seguaโ€ (Lc 9,23); โ€œHanno perseguitato me perseguiteranno anche voiโ€, Gv 15,20: รจ la dinamica pasquale). Non รจ via fallimentare il โ€œfarsi piccoliโ€, ma via evangelica, via di salvezza: โ€œChiunque diventerร  piccolo come questo bambino, sarร  il piรน grande nel regno dei cieliโ€ (Mt 18,4); I piccoli โ€œvi passano avanti nel regno di Dioโ€  (Mt 21,31; cfr Mt 5: โ€œbeati i poveri in spiritoโ€; Sal 131: โ€œNon vado in cerca di cose grandi, nรฉ meravigli piรน alte di me. Come bimbo  svezzatoโ€ฆรจ lโ€™anima miaโ€) Se non troviamo i segni/germogli del Regno dei Cieli qui in terra forse รจ perchรฉ,  come i Magi, cerchiamo nei posti sbagliati, dove siamo attratti per comoditร , piacere, interessi.  Allora oggi ci viene ricordato di uscire โ€œdai nostri palazziโ€ fatti di illusioni e sogni, e cercare il Signore  dentro la storia, forti di una certezza: Lui รจ fedele alla sua promessa, โ€œIo sono con voi fino alla fineโ€. Ma noi siamo fedeli a Lui e alla sua Logica evangelica?  

Custodiamo nel cuore il mistero del Natale, ci facciamo piccoli?  

Custodiamo nel cuore il mistero dโ€™amore della passione-morte-risurrezione di Gesรน, Pasqua, per  affrontare con fiducia e speranza anche le fatiche e le resistenze della vita? Custodiamo nel cuore il mistero della Pentecoste, ascoltando il Maestro interiore/lo Spirito Santo,  che parla nel nostro cuore?  In una battuta: stiamo custodendo la gioia nella consapevolezza che la nostra vita รจ immersa in un  mistero di Amore (Santissima Trinitร ), sostenuta dal Pane degli Angeli, lโ€™Eucaristia/Corpus Domini,  il pane dove i peccatori trovano sollievo, consolazione e forza per divenire ciรฒ che sono: cristiani. Innamorati del Signore! Forse il mondo non se ne accorgerร , ma il credente sarร  quel โ€œgermoglioโ€  di vita nuova capace di cambiare la storia (cfr Is 43,11). 

Per gentile concessione di don Andrea Vena. Canale YouTube.

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