Cosa dice la Parola/Gesรน
Domenica scorsa abbiamo meditato sulla chiamata di Simon Pietro e di alcuni suoi compagni (cfr Lc 5,1-11). La liturgia passa oggi direttamente al capitolo sei, saltando alcuni brani: la chiamata di Matteo, lโesattore delle tasse (5,27ss); alcune guarigioni e la scelta dei Dodici (6,12-16). Questi tagli redazionali sono funzionali ad evitare ripetizioni o perchรฉ sono brani che vengono ascoltati in altri contesti: in questo modo si legge durante lโanno lโintero vangelo, in questo caso il Vangelo di Luca.
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Arriviamo cosรฌ al testo odierno: una volta scelti i Dodici, Gesรน scende e si ferma in un luogo pianeggiante: questo รจ lโinicipit, che poi si svilupperร nel famoso brano delle โbeatitudiniโ. Anche la prima lettura โ del profeta Geremia sempre in sintonia col vangelo, tratta il tema delle โdue vieโ, quella delle maledizioni, per quanti non obbediscono a Dio: โMaledetto lโuomo che confida nellโuomo e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signoreโ. E la via delle benedizioni: โBenedetto lโuomo che confida nel Signore e il Signore รจ la sua fiduciaโ. Tematica che ritroviamo nel salmo 1, che non mi stancherรฒ mai di ripetere, รจ la risposta โ in preghiera che si fa canto โ alla prima lettura. Di fronte alla proposta delle โdue vieโ, descritta in Geremia, lโorante, ossia lโuomo di preghiera, non puรฒ che cantare a Dio: โBeato lโuomo che non entra in consiglio dei malvagiโฆma nella legge del Signore trova la sua gioiaโฆEโ come albero piantato lungo corsi dโacquaโ. Entriamo cosรฌ nel messaggio del vangelo.
v. 17: โDisceso con i Dodici, si fermรฒ in un luogo pianeggiante. Cโera gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e Sidoneโ.
I versetti precedenti al nostro (12-16) presentano Gesรน sul monte quando, in clima di preghiera, sceglie i Dodici. Quindi โscendeโ in luogo pianeggiante. La presenza di molta folla รจ dovuta al fatto che Egli si trova in quel momento in un luogo di grande comunicazione: Gesรน sta per entrare a Cafarnao (vedi capitolo 7,1) e quindi si trova lungo la strada che porta verso la Giudea, verso il Mediterraneo.
vv. 20-23: ยซEd egli, alzร ti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: โBeati voi, poveri, perchรฉ vostro รจ il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perchรฉ sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perchรฉ riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dellโUomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perchรฉ, ecco, la vostra ricompensa รจ grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profetiโยป.
Questi primi versetti presentano le beatitudini. Sono quattro, a differenza di Matteo che ne riporta otto (cfr Mt 5,1). Non dobbiamo dimenticare che Gesรน non ha esposto le cose una sola volta e in un solo luogo, e quindi ciascun Evangelista ha riportato quanto ha ascoltato su quel determinato argomento: Matteo presenta le beatitudini sul monte, Luca in pianuraโฆ e cosรฌ via. Questo รจ segno che gli evangelisti non hanno custodito gli eventi come una fredda pietra preziosa, ma come un seme deposto nel terreno della vita e della storia, poi sbocciato in stelo e spiga. Piรน che parlare di โdiscorsoโ, quindi, si potrebbe parlare di โdettiโ che hanno come finalitร la Parola di salvezza rivolta ai poveri e ai miseri. La prima beatitudine รจ indirizzata ai poveri, perchรฉ a loro principalmente รจ rivolto questo annuncio di salvezza (cfr Lc 4,18 7,22).
Basti ripensare al discorso programmatico di Gesรน in Sinagoga a Nazareth: โLo Spirito del Signore รจ sopra di me; per questo mi ha consacrato con lโunzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vistaโฆโ (Lc 1,14-21, III domenica, 23 gennaio). O che dire del cantico del Magnificat dove si capovolgono le situazioni: โHa rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umiliโ (1,52). Luca parla di โpoveriโ in senso pieno, a differenza di Matteo che precisa โpoveri in spiritoโ: lโessere poveri รจ una condizione benedetta non per la situazione in sรฉ, ma perchรฉ fornisce la garanzia che Dio si prende cura proprio di loro, privilegiando i piccoli e gli umili. Non รจ dunque la condizione in sรฉ che Gesรน esalta: poveri, affamati, in pianto, disprezzatiโฆ Non รจ questo che esalta Gesรน. Ma il fatto che quanti si trovano in questa situazione, sono i primi dei quali Dio si prende cura e sโimpegna a difendere. Questo porta a magnificare il Signore perchรฉ Dio รจ con loro.
vv. 24-26: โMa guai a voi, ricchi, perchรฉ avete giร ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perchรฉ avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perchรฉ sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profetiโ.
A differenza di Matteo, Luca presenta anche degli ammonimenti. Quattro sentenze che vengono spesso chiamate โmaledizioniโ. Si tratta di appelli rivolti a quanti devono convertirsi. Molti profeti hanno utilizzato questo modo di predicare, come Geremia che la liturgia ci ha fatto ascoltare nella prima lettura.
Cosa dice a me oggi la Parola/Gesรน
Vorrei partire dalla fine del vangelo. I guai sono una sorta di โavvertimentoโ per quanti si sentono autosufficienti, per quanti sono illusi di poter fare tutto da soli. La gioia piena a Cana รจ stata resa possibile grazie a Gesรน; la pesca abbondante di giorno รจ stata resa possibile da Gesรน. Se ci si ferma ai nostri ragionamenti, alle nostre conclusioniโฆ non se ne esce. Gesรน invita a prendere atto che forse anchโio, anche noi stiamo sbagliando strada, stiamo sbagliando approccio di fronte alla vita. In quel โguaiโ non cโรจ una minaccia, ma piรน che altro un lamento, una delusione da parte di Gesรน nei miei e nostri riguardi, perchรฉ nonostante tutte le sue Parole, pensiamo ancora di poter fare da soli. Che fare dunque? Gesรน ci presenta le beatitudini come binario lungo il quale proiettare i nostri pensieri, muovere i nostri passi.
Cerchiamo cosรฌ di domandarci cosa il Signore vuole dire a noi oggi attraverso questa Parola. Una chiave di lettura la possiamo cogliere al versetto 20: โAlzร ti gli occhi verso i suoi discepoli, dicevaโฆโ. Parole che suggeriscono non solo che Gesรน li sta guardando, ma anche โcomeโ lo fa. Li sta guardando con amore. In fondo le beatitudini sono proprio โlo sguardoโ, il modo con il quale Gesรน ci guarda e come cโinvita a guardare gli altri, le esperienze della vita, la storia del mondo. Sembra che Gesรน ci stia suggerendo, a noi che lo stiamo seguendo, di imparare a guardare ogni cosa, ogni realtร , con lo stesso sguardo del Padre del cielo, a guardare alla vita e alla storia con lo sguardo di fede. Ritorniamo a Simon Pietro e ai suoi compagni che abbiamo incontrato domenica scorsa: hanno lasciato le loro barche e si sono messi a camminare dietro a Gesรน. Ma si portano dietro anche il bagaglio della loro esperienza, del modo di vivere e guardare alle cose del loro tempo, della loro storia. Ecco invece che devono imparare a guardare alla vita e alla realtร in modo nuovo. Come ha fatto con loro, oggi lo fa con noi. La fatica che abbiamo รจ dovuta a una malattia che si chiama โcataratta interioreโ che ci rende incapaci di guardare a noi stessi, agli altri, al creato con lo sguardo nuovo di Gesรน. E solo lo sguardo misericordioso di Gesรน guarisce da questa malattia! Ecco perchรฉ solo Gesรน puรฒ farsi Maestro ed Educatore.
Pensiamoci per un attimo: per la societร odierna i โbeatiโ sono coloro che hanno successo, che fanno carriera, che hanno tanti soldi, che hanno vita apparentemente facile. E noi rischiamo di leggere e interpretare la vita con questo โmetroโ, con questo โsguardo. Ma tutto questo non rende autenticamente felice, interiormente beato. Non รจ questo il modello di vita al quale guardare, cโinsegna Gesรน. Non รจ qui che troviamo quella โbeatitudineโ, quella pienezza di gioia, serenitร che Gesรน ci promette. Se no come spiegare che il ricco Francesco dโAssisi lascia tutto per trovare la beatitudine tra i lebbrosiโฆ? Ed รจ solo un esempio! Certe apparenti soluzioni che toccano solo il portafoglio ma non il cuore, non la vita interioreโฆappannano lo sguardo, lasciando che il tarlo dellโinfelicitร , dellโinquietudine, dellโinsicurezzaโฆmangi dentro, divori. Non รจ questa la beatitudine vera!
Se siamo animati dalla fede, dallo sguardo di Gesรนโฆ allora cambia tutto. Se sono animato dallo sguardo di Gesรน, incontrando un povero non mi scanserรฒ; se incontrerรฒ un uomo che piange, che ha fame, che รจ maltrattato, che ha freddoโฆ non mi volterรฒ dallโaltra parte, ma avrรฒ il coraggio di โprendere il largoโ (cfr domenica scorsa), di andare al di lร del comune modo di pensare, cosรฌ spesso influenzato in modo distorto dai mass media. Avrรฒ il coraggio di vivere lo spirito del buon samaritano: โpassandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciรฒ le feriteโฆ lo caricรฒ sulla sua cavalcaturaโฆโ (Lc 10,33ss). Capisco che questa Parola va controcorrente, che รจ โscandalo e stoltezzaโ per tanti uomini e donne del nostro tempo (cfr 1Cor 1,23), eppure รจ questa lโunica Parola a dare pienezza ed รจ la โcifraโ, il โcriterioโ con il quale compiere le nostre scelte: โFare qualunque cosa ci domanderร Gesรนโ, come ci ricordava la Vergine Maria a Cana (13 gennaio, III domenica). Scusate questo guardare indietro, ma notate come ancora una volta le domeniche sโilluminano lโuna con lโaltra? Non sono mai sezioni staccate!
Questo mio guardare in modo nuovo deve nascere non solo dal fatto che Gesรน me lo chiede, ma ancor di piรน perchรฉ Gesรน lo ha fatto nei miei e nostri riguardi. Dicevamo domenica scorsa che Simon Pietro si getta in ginocchio davanti a Gesรน perchรฉ sente il peso del suo peccato, ma nello stesso tempo sente che Gesรน lo sta guardando in modo nuovo (vedi domenica scorsa, V domenica). Una cosa va comunque tenuta presente e fonda ogni scelta: io sono quel primo povero che Gesรน incontra e ricolma del suo amore; io sono quel primo affamato di senso, di misericordia e serenitร che Gesรน sazia del suo stesso corpo e del suo perdono; io sono quel primo uomo che piange per la mancanza di pace e compagnia a cui Gesรน terge gli occhi con la sua tenerezza; io sono quel primo perseguitato, criticato solo perchรฉ tento di vivere il vangelo, e Gesรน si prende cura di me. Posso anchโio agire cosรฌ perchรฉ prima di tutto ne ho fatto esperienza diretta, perchรฉ mi son sentito dire: โSe dunque io, il Signore e Maestro, ho fatto questo a voi, anche voi dovete farlo gli uni agli altriโฆ
Vi ho dato lโesempio perchรฉ anche voi facciate come io ho fatto a voiโฆ Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in praticaโ (cfr Gv 13,14-17). Sรฌ, perchรฉ questo sguardo capovolge le prospettive. La realtร rimane la stessa, ma lo sguardo con il quale si osservano le cose cambia. Questa รจ la strada che porta a incontrare Dio cammin facendo, ma nello stesso tempo รจ la strada che porta verso Dio. Non รจ forse quanto รจ capitato anche a san Paolo, il quale รจ arrivato a considerare tutto come spazzatura di fronte alla sublimitร dโaver fatto esperienza dellโamore di Dioโฆ(cfr Fil 3,2-9). Tutto dunque nasce, o rinasce, dal fascino di uno sguardo. Dal sentirsi amati. Ecco perchรฉ le โbeatitudiniโ sono o dovrebbero essere i โsegni particolariโ, i โtrattiโ della carta dโidentitร di ciascun cristiano. Potremmo dire che sono il sogno di Dio su ciascuno di noi: perchรฉ Lui per primi ci vuole felici, realizzati, beati.
La mia e nostra vita รจ ubriaca e ingannata da tante proposte di illusorie beatitudini: solo la proposta di Gesรน riempie di senso e gioia la vita (cfr III domenica, Cana di Galilea) Questa Parola non รจ una parola tra le tante; solo questa siamo certi che โOggiโ si compie in noi se ci apriamo allโazione dello Spirito, se ci fidiamo di Gesรน (cfr IV domenica, Gesรน alla sinagoga). Vivere secondo le beatitudini evangeliche porta talvolta a diventare gli zimbelli della cittร , ma se teniamo vivo nel cuore il fascino di quello sguardo con il quale Gesรน ci ha sedotti, non dobbiamo temere: Lui รจ con noi! (cfr V domenica, Gesรน cacciato dalla sinagoga). E in forza di questa sguardo, di questa Parola saremo capaci di โprendere il largoโ e โgettare le retiโ per una vita riuscita/beata. Certamente si tratta di un messaggio rivoluzionario, perchรฉ autentico messaggio dโamore. In fondo Gesรน รจ il primo vero rivoluzionario dโamore e oggi chiede a me e a ciascuno di partecipare a questa rivoluzione dโamore. A noi fare il salto!
Cosa rispondo io oggi alla Parola/Gesรน
Abbiamo cercato di capire la Parola (1ยฐ punto), di capire cosa dice a me/a ciascuno di noi oggi questa Parola (2ยฐ punto), e ora cerco di rispondere a Dio che mi ha parlato. Lo faccio attraverso due preghiere: la prima รจ la โcollettaโ, ossia la preghiera che ascoltiamo dopo il canto del Gloria: preghiera che riassume, raccoglie il messaggio dei testi biblici, e infatti sentiremo tale eco. La seconda preghiera, invece, รจ una condivisione di quanto la Parola ha mosso in me.
Colletta (anno C)
O Dio, Signore del mondo, che prometti il tuo regno ai poveri e agli oppressi e resisti ai potenti e ai superbi, concedi alla tua Chiesa di vivere secondo lo spirito delle beatitudini proclamate da Gesรน Cristo, tuo Figlio. Egli รจ Dio e vive e regna con te nellโunitร dello Spirito santo.
Io rispondo cosรฌ
Signore, rendimi rivoluzionario dโamore
Signore Gesรน,
fin dalla tua venuta in questo mondo Ti sei rivelato
il piรน rivoluzionario trasgressore della storia. Hai capovolto la gerarchia valoriale insegnandomi a cambiare prospettiva
di fronte alle cose della vita. Gli ultimi sono diventati primi, gli umili sono stati innalzati, gli affamati son stati saziati,
i perseguitati son stati accolti e protetti, i peccatori perdonati.
In questa istantanea, mi presenti la sintesi dei tratti caratteristici
che deve avere la mia carta dโidentitร di uomo e di cristiano:
in fondo mi sveli il Tuo sogno di gioia su di me. Mio Signore e mio Dio,
come i Santi,
amici e modelli di vita veramente beata/riuscita, aiutami a vivere il vangelo delle beatitudini:
aiutami a diventare rivoluzionario dellโAmore e con amore, sapendo saltare gli ostacoli dei miei timori.
E pazienza se sarรฒ preso per folle.
Importante รจ che lo faccia in Te, con Te, per Te. Come Te. Per tutti.
Il commento al Vangelo di domenica 13 febbraio 2022 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube. SCARICA IL FILE PDF