Domenica scorsa abbiamo celebrato la solennitร della Santissima Trinitร , di Dio-Amore. Un Dio che appare lontano, inafferrabile e che invece รจ alla nostra portata piรน di quanto si pensi: รจ nellโEucaristia! ร nella Parola! E, illuminati dalla Parola e nutriti dallโEucaristia, sapremo vederlo nel fratello e nella sorella che incontriamo, nel sole, nella luna, nellโacquaโฆ Dentro noi stessi, lร dove insieme ad altri preghiamo e lavoriamo uniti nel Suo nomeโฆ Ecco dovโรจ Dio-Amore. Qui. Ora. Celebrare la solennitร del Corpus Domini รจ occasione per rimettere in ordine ogni cosa affinchรฉ ci lasciamo avvolgere dallโamore di Dio per amare come Lui.
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Sรฌ, perchรฉ lโEucaristia ci ricorda che Dio-Amore รจ molto piรน concreto di quanto si possa solo immaginare e chiede di essere amato-adorato nello stesso modo, con concretezza: ยซFiglioli, non amiamo a parole nรฉ con la lingua, ma coi i fattiยป (1Gv 3,18). Come Dio-Amore ha preso ยซcorpoยป, cosรฌ anche noi siamo chiamati a dare ยซcorpoยป alle nostre parole, perchรฉ Dio-Amore non ha amato a parole, ma si รจ fatto carne pur di salvare lโumanitร .
Il testo del Deuteronomio, scelto come prima lettura, invita a ricordare come il Signore ha sempre accompagnato il cammino dellโuomo, come lo ha liberato dalla schiavitรน e condotto lungo il deserto dove lo ha ยซnutrito di manna sconosciuta ai tuoi padriยป. Unโesperienza che si รจ radicata nella memoria del popolo di Israele e si รจ fatta lode nella pre ghiera, come saremo invitati a fare anche noi nel canto del salmo: ยซEgliโฆ ti sazia con fiore di frumentoยป. Dio-Amore, quindi, si rivela come il Dio provvidente, Colui, ci ricorda il vangelo che pur di saziare la fame del popolo, non solo dona pane, ma si fa Lui stesso cibo.
vv. 51b-52: ยซIo sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrร in eterno e il pane che io darรฒ รจ la mia carne per la vita del mondoยป.
Il Dio-Amore รจ Colui che si fa Pane vivo per noi. La notte di Natale cosรฌ diceva il Vangelo: ยซDiede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoiaโฆยป (Lc 2,7). La mangiatoia, commentavo, era lo spazio dove gli animali potevano trovare cibo. Ebbene, in quel posare Gesรน nella mangiatoia Dio ci ha fin da subito suggerito che Gesรน si faceva cibo per noi.
vv. 52: ยซโCome puรฒ costui darci la sua carne da mangiare?โ. Gesรน disse loro: โIn veritร , in veritร vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dellโuomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterรฒ nellโultimo giornoโฆยป.
Gesรน รจ il pane ยซvivoยป per cui chi ne mangia avrร la ยซvitaยป. Se osserviamo attentamente, in queste poche righe troviamo riportati termini come ยซmangiareยป (8 volte), ยซbere-bevandaยป (4 volte); ยซcarneยป (6 volte), ยซsangueยป (4 volte), ยซvita/vi vereยป (9 volte). Sono parole che dobbiamo contemplare, non spiegare, perchรฉ non riusciamo a capirne la portata e ad accoglierle in pienezza. Se noi vogliamo vivere della vita vera, non solo quella biologica che va verso la morte, dobbiamo mangiare il pane che Gesรน ci offre, se stesso. Tutta la sua vita, tutta la sua azione, tutte le sue parole, dalla nascita a
Betlemme fino alla morte di croce, tutto รจ innestato nel Padre: una vita vera spesa fino alla morte di croce per noi. v. 52: ยซCome puรฒ costui darci la sua carne da mangiare?ยป.
I giudei cominciano a criticare Gesรน e forse anche noi esprimiamo a Dio le stesse obiezioni, talmente prigionieri della sola logica umana. Gesรน non si scandalizza di queste obiezioni, ma rilancia ancor di piรน, dichiarandosi Lui stesso ยซPane di vitaยป.
vv. 57: ยซCome il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cosรฌ anche colui che mangia me vivrร per meยป.
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Da questo versetto si comprende bene che Gesรน si nutre della relazione con il Padre e vive in Lui. Cosรฌ se noi vogliamo vivere, dobbiamo relazionarci con Gesรน che รจ vita. Gesรน si รจ offerto a noi facendosi Uomo e anche Pane di vita, invitan doci a nutrirci di Lui per divenire una cosa sola in Lui. Non si tratta di imparare una formula a memoria, ma di entrare in relazione con Lui, di far sรฌ che Dio diventi veramente il ยซmio Dioยป, Vita in me.
LโEucaristia porta a pienezza ciรฒ che il Battesimo ha realizzato nella nostra esistenza: la vita di Gesรน, ยซconcretamenteยป, diventa nostra vita e noi, cibandoci tutti di Lui, siamo suo corpo, membra viventi di Lui nello Spirito Santo.
Potremmo sintetizzare cosรฌ per cogliere il disegno complessivo: ยซLa Parola si รจ fatta carneยป in Gesรน (Gv 1,4); ยซLa carne di Gesรน si รจ fatta paneยป (cfr Gv 6,51), il pane ci dร la forza, il sostegno per giungere alla vita eterna (cfr Gv 6,51). Ma solennizzare il Corpus Domini โ riconoscere la preziositร dellโEucaristia โ non porta a niente se sono solo parole, dicevamo: questa logica dโamore deve farsi Presenza attraverso di noi. Che senso ha, infatti, incensare lโEucaristia se poi non incenso con gesti di attenzione e di misericordia il fratello che mi sta accanto? Che senso ha ricoprire di addobbi di ogni tipo lโaltare e la chiesa se non ricopro chi manca del necessario per coprirsi? Che senso ha accendere mille candele allโaltare se poi non illumino con il mio sguardo e la mia parola coloro che sono smarriti di cuore? Se non imparo a passare dallโaltare alla strada, vuol dire che forse sto sbagliando strada, rischiando anchโio di essere un ยซsepolcro imbiancato: allโesterno belli e giusti, ma dentro pieni di ipocrisia e di iniquitร ยป (cfr Mt 23,27).
In fondo si tratta di dare ยซcorpoยป allโespressione ยซVado a fare la comunioneยป: si, comunione con Cristo realmente presente nellโEucaristia โ ยซQuesto รจ il mio Corpoโฆยป (Mc 14,22) โ e comunione con i fratelli dove realmente Cristo รจ presente: ยซAvevo fame e mi avete dato da mangiareโฆ tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli piรน piccoli, lโavete fatto a meยป (Mt 25,40). Ecco perchรฉ durante le celebrazione della messa la Chiesa, fedele al mandato di Gesรน, invoca esplicitamente lo Spirito Santo due volte: una, nel momento della consacrazione del pane e del vino: ยซTi preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito perchรฉ diventino per noi il Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesรน Cristoยป; e subito dopo la consacrazione, perchรฉ il popolo diventi un solo Corpo: ยซTi preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpoยป (cfr Preghiera eucaristica II).
Quindi sโinvoca lo Spirito sia perchรฉ il pane e il vino diventino Corpo e Sangue di Cristo, Corpus Domini, ma anche perchรฉ noi tutti che partecipiamo allโunico Pane diventiamo un solo Corpo, come ricorda anche san Paolo ai Corinti (II lettura). Che senso ha, infatti, fare la ยซcomunioneยป con il Signore se poi non siamo capaci a entrare in ยซcomunioneยป tra noi per divenire una cosa sola, come Gesรน ha desiderato e pregato: ยซCome tu, Padre, sei in me e io in te, siano anchโessi in noi una cosa sola, perchรฉ il mondo creda che tu mi hai mandatoโฆ siano perfetti nellโunitร ยป (Gv 17,21-23). Su questa unitร , su questo ยซfar comunioneยป si gioca la credibilitร della Chiesa, del nostro essere cristiani.
A questo punto, visto le divisioni e le discordie, verrebbe la tentazione di rinunciare, di evitare di ยซfare la comunioneยป finchรฉ non impareremo a ยซfar comunione tra noiยป. Ma questa รจ una tentazione diabolica, perchรฉ solo facendo comunione con il Signore, solo vivendo in Lui impareremo pian piano a fare comunione tra noi. Quindi, continuiamo a ยซfar comunioneยป col Signore Gesรน finchรฉ non impareremo a divenire noi tutti strumenti di comunione. Solo cosรฌ il Corpus Domini di cui ci nutriamo ci farร Corpus Domini, e il mondo crederร .
Il commento al Vangelo di domenica 11 giugno 2023 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.