Commento al Vangelo del 18 maggio 2014 โ€“ Congregazione per il Clero

1787

cpc

V DOMENICA DEL TEMPO DI PASQUA

A cosa pensiamo quando sentiamo la parola โ€œChiesaโ€? Ad unโ€™istituzione, che guardiamo โ€“ speriamo โ€“ con simpatia, ma dallโ€™esterno? Ad un edificio, che magari ci รจ caro per tante ragioni? Ma quanto volte invece ci capita di pensare a noi in relazione alla Chiesa, a noi battezzati come parti integranti e membra di essa? E ยซquali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spiritualeยป, ci ha appena ricordato la seconda lettura.

La comunitร  cristiana, prima di ogni forma di organizzazione istituzionale, seppure utile, รจ un insieme di persone concrete, radunate da Cristo e che di Cristo fanno memoria, nellโ€™ascolto della Sua parola e nella celebrazione dellโ€™Eucarestia. Per questo รจ bello pensare alla parrocchia come ad una vera scuola di vita, o meglio, di amore alla vita. Cosรฌ la desideriamo, cosรฌ proviamo a raccontarla seguendo la liturgia odierna, attraverso tre parole: vocazione, famiglia, caritร .

La parrocchia รจ una comunitร  di chiamati, non ci scegliamo, non siamo uniti da interessi o propositi comuni, come un โ€œclubโ€ qualsiasi; oggi come sempre รจ accaduto, siamo insieme perchรฉ Gesรน ci ha riuniti, per stare con Lui e, nello stesso tempo, per stare tra noi. La comunitร  cristiana รจ quindi il luogo della vocazione, quella fondamentale, che ci viene donata โ€“ spesso โ€“ quando nemmeno ce ne rendiamo conto, nel battesimo, ma anche quella cui rispondiamo coscientemente, da adulti. รˆ nel rapporto con Gesรน, ed attraverso la preghiera e lโ€™esempio degli altri membri della comunitร , che siamo aiutati a scoprire e a seguire generosamente la nostra vocazione, in modo che essa possa divenire un dono per tutti.

Da questo โ€œsรฌโ€ detto al Signore nascono le nuove famiglie, che vengono accolte in quella famiglia piรน grande che รจ la parrocchia. Infatti, la stessa comunitร  che ha aiutato la famiglia a formarsi, la sostiene poi con lโ€™amorevole abbraccio di tutti i suoi membri. Se la societร  oggi facilmente produce ยซuna tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolataยป (EG, n. 2), come ha ricordato Papa Francesco, la parrocchia permette di costruire โ€œgioia comunitariaโ€, fatta del sentirci partecipi e responsabili gli uni della vita degli altri. Come in una famiglia, facciamo esperienza della bellezza del sostenerci, dellโ€™aiutarci ed anche del fare festa insieme, uniti come siamo da quel Gesรน che รจ ben piรน forte e fedele di ogni mutevolezza di umore e situazioni.

- Pubblicitร  -

Non vivendo soli, ma camminando insieme ad altri, che sono partiti prima di noi, ci รจ facile vedere le fatiche e, soprattutto, la bellezza che la vita riserva. Lโ€™appartenenza ad una comunitร  parrocchiale concreta, in qualunque forma si realizzi, รจ un prezioso strumento, con il quale il Signore ci chiama ad uscire da noi stessi, dai nostri โ€œorticelliโ€ egoisticamente coltivati, per vivere in mezzo agli altri con amore e generositร  e per portare agli altri i frutti dei doni che Dio ci ha dato. Cosรฌ, con gioia, una comunitร  fa festa per ogni suo membro che scopre la vocazione a formare una nuova famiglia nel matrimonio, o a seguire il Signore in maniera speciale, nel sacerdozio o nella vita consacrata, o a spendersi per qualcosa, dando forma al Vangelo con la propria vita.

[ads2]

Alla fine, tutto si riassume nellโ€™amore di Dio, nella caritร . Pensiamo alla prima lettura; persone diverse, anche per nazionalitร  e cultura, attraverso Gesรน, costituiscono una comunitร , non ideale, ma concreta, nella quale si presta attenzione ai bisogni di ogni giorno. รˆ una comunione di vita, che porta coloro che hanno di piรน ad accorgersi ed a farsi carico dei bisogni dei piรน deboli, le vedove, in quel particolare contesto storico. Si tratta di un buon esempio di chiamata di Dio e risposta dellโ€™uomo, attraverso il linguaggio comune dellโ€™amore. Nei bisogni dei piรน deboli Dio si fa presente, su di essi richiama lโ€™attenzione di coloro che credono in Lui. Chi vede, sente di essere chiamato e nel nome di Dio si attiva, per unโ€™ยซassistenza quotidianaยป. Di fronte ai bisogni della comunitร  non tutti fanno le stesse cose, ma nellโ€™esercizio della caritร  si differenziano le vocazioni, secondo i carismi propri di ognuno; non si tratta di mettere in antitesi โ€œservizio alle menseโ€, da una parte, e preghiera e predicazione, dallโ€™altra, ma di articolarli in un giusto rapporto e di considerarli come parti inseparabili dellโ€™unica comunitร  dei credenti.

รˆ bella questa immagine della Chiesa e della parrocchia, intesa come comunitร  operosa nellโ€™amore, che cerca il bene dei suoi membri, soprattutto dei piรน deboli, allโ€™interno, e testimonia allโ€™esterno un modo nuovo di vivere, possibile e veramente umano, perchรฉ appreso da Cristo, tramite la preghiera personale e lโ€™incontro con Lui, nella celebrazione comunitaria dellโ€™Eucaristia.

Oggi, possiamo ripensare alla comunitร  in cui siamo cresciuti e nella quale abbiamo ricevuto il dono della fede, pensiamo anche a tutte quelle persone, quelle โ€œpietre viveโ€, che hanno sostenuto il nostro cammino verso il Signore, con lโ€™esempio, lโ€™affetto e la preghiera. E per loro eleviamo la nostra preghiera di ringraziamento a Dio, augurando che chiunque incontra o appartiene a questa comunitร  possa fare in essa una reale e gioiosa esperienza di Cristo.

[box type=โ€downloadโ€ ]

Scarica il file PDF

[/box]