Il commento alle letture di domenica 8 dicembre 2019 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โBuona Bibbia a tuttiโ.
LUCA TEOLOGO DI MARIA
Il grande narratore e teologo di Maria รจ lโevangelista Luca. A lui dobbiamo gli splendidi quadri dellโInfanzia in cui la figura della Madre svolge un ruolo da protagonista. Luca, piรน di ogni altro evangelista, dedica attenzione a Maria; non solo descrive molti episodi della sua esistenza, ma soprattutto sviluppa unโautentica teologia mariana, presentando Maria come la figura del vero discepolo e del vero credente. Nella visione del terzo evangelista Maria รจ la prima โcristianaโ, il modello del cristiano.
Il racconto lucano รจ un โmidrashโ, cioรจ una riflessione sapienziale sui fatti storici dellโinfanzia di Gesรน, frutto della contemplazione pneumatica post-pasquale. Da Spinetoli afferma che il messaggio del โVangelo dellโinfanziaโ va colto a un triplice livello:
- teologia esplicita: i โtitoliโ, le affermazioni a tutte lettere;
- teologia implicita: le rivelazioni proposte attraverso espedienti narrativi, il senso profondo degli avvenimenti esposti;
- teologia allusiva: mentre Mt 1-2 narra lโinfanzia di Gesรน segnalando il compiersi in essa delle profezie veterotestamentarie (Mt 1,22-25; 2,5-6โฆ), Luca comunica il mistero di Gesรน attraverso il midrash, cioรจ leggendo implicitamente i fatti storici secondo il modello biblico, e proponendo con ciรฒ, a lettori che conoscono la Scrittura, valori e rivelazioni profonde.
IL DITTICO DELLE ANNUNCIAZIONI
- Pubblicitร -
Sia lโannunciazione a Zaccaria (1,5-25) che quella a Maria (1,26-38) sono descritte secondo il genere letterario biblico degli โannunci di nascitaโ, con cui viene precomunicato ai genitori il concepimento di Ismaele (Gen 16,11-16), di Isacco (Gen 17,4.15-22;21,1-3) e di Sansone (Gdc 13,2-24). Lo schema รจ:
- a) un angelo annuncia la nascita e riferisce un vaticinio sul nascituro;
- b) turbamento del destinatario;
- c) obiezione;
- d) promessa di un segno rassicuratore.
Lโannuncio a Maria affonda le sue radici anche:
- nel modello dei โracconti di vocazioneโ, come quello di Mosรจ (Es 3,7-14;4,1-17), di Gedeone (Gdc 6,11-23), Isaia (Is 6), Geremia (Ger 1), secondo lo schema:
- a) apparizione;
- b) timore;
- c) messaggio divino;
- d) obiezione;
- e) segno e nome
- negli annunci profetici di salvezza a Israele: in tal modo Luca fa di Maria la personificazione del popolo eletto. Maria,con il suo โsรฌโ, รจ lโIsraele obbediente (Es 24,3.7);
- nei racconti della creazione e del peccato della Genesi: Maria รจ la nuova Eva che si contrappone alla disobbedienza antica (Gen 3): con Gesรน inizierร una nuova creazione, riconciliata con Dio;
- nel modello apocalittico di Daniele 8-10: la somma dei dati cronologici che scandiscono gli avvenimenti รจ di 490 giorni (6 mesi tra lโannunciazione a Zaccaria e quella a Maria (1,26.36), cioรจ 180 giorni,nove mesi tra lโannunciazione a Maria e la nascita di Gesรน, cioรจ 270 giorni, 40 giorni tra il Natale e la presentazione di Gesรน al tempio (Lv 12,3), pari alle 70 settimane di giorni di Dn 9,24 dopo le quali il Messia sarebbe entrato nel Tempio per โespiare lโiniquitร , portare una giustizia eternaโ;
- nel tema, presente fin dallโEsodo, della nube-Spirito-Presenza di Dio (Es 13,21; 14,20; 16,10; 19,9.16; 34,5โฆ).
Dittico degli annunci:
- Gabriele appare a Zaccaria nel tempio (1,11), a Maria in una โcittร della Galileaโ (1,26) โdei paganiโ (Mt 4,14), in โcasaโ(1,28): passaggio dalla religiositร cultuale riservata ad Israele ad una fede interiore, aperta a tutti i pagani.
- Maria รจ lโultima delle grandi โsteriliโ della Bibbia: la โteologia della sterilitร โ ricorda come โdono del Signore sono i figli, sua grazia il frutto del gremboโ(Sl 127,3). Qui la sterile Elisabetta diventa madre perchรจ โรจ stata esaudita la preghieraโ del marito (1,13), Maria per libera iniziativa di Dio.
- Lโobiezione di Zaccaria esprime dubbio (1,18),e viene punita con il mutismo, quella di Maria รจ richiesta di illuminazione (1,34), e premiata con la grazia fecondante dello Spirito (1,35).
Dittico dei figli:
- Lโangelo afferma che Giovanni โsarร grande davanti al Signoreโ (1,15), quasi in senso relativo (โil piรน grande tra i nati di donnaโ: 7,28), mentre di Gesรน dice che โsarร grandeโ (1,32) in senso assoluto, come si dice di Dio (Is 48,11; Sl 48,2; Ger 10,6).
- Giovanni รจ โpieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madreโ (1,15), ma รจ pur sempre figlio naturale di Zaccaria ed Elisabetta, Gesรน รจ โpieno di Spirito Santoโ(4,1) ma frutto dello Spirito Santo nel grembo di Maria (1,35).
- Giovanni รจ โprofeta dellโAltissimoโ (1,76), Gesรน โfiglio dellโAltissimoโ (1,32).
- Giovanni ha la missione di โpreparare al Signore un popolo ben dispostoโ (1,16), a Gesรน โDio darร il trono di Davide suo padre, e regnerร per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrร fineโ (1,32-33).
LโANNUNCIO A MARIA
Luca presenta Maria in una scena inaugurale che ha il preciso compito di caratterizzare il ruolo della madre: abitualmente si parla del racconto dellโannunciazione, ma, secondo il genere letterario proprio del brano, sarebbe meglio chiamare questo testo โla vocazione di Mariaโ (Lc 1,26-38). Si tratta, infatti, di un racconto di vocazione, molto simile a quello in cui รจ narrata la chiamata di Gedeone (Gdc 6,11-24): Dio, per mezzo di un suo messaggero, chiede la collaborazione ad una persona umana per la realizzazione di una grande impresa. A Gedeone e a molti altri personaggi dellโAntico Testamento Dio aveva chiesto di collaborare con lui per liberare il popolo di Israele da qualche difficile situazione. Lโannunciazione coinvolge Maria, la ragazza nazaretana chiamata a unโavventura umana e spirituale unica (Lc 1,26-38).
Un francescano archeologo, Bellarmino Bagatti, ha trovato una traccia antichissima della devozione delle origini in una casa nazaretana adibita allora a luogo di culto dai giudeo-cristiani: โNellโintonaco si trovรฒ unโiscrizione in caratteri greci. Essa recava in alto le lettere greche XE e, sotto, MAPIA. ร ovvio riferirsi alle parole greche che il Vangelo di Luca mette in bocca allโangelo annunziatore: โChร ire Mariaโ. Ebbene, attraverso quella comunicazione angelica, segno di una rivelazione trascendente, si delinea nel testo di Luca come un piccolo Credo che offre una perfetta definizione dellโidentitร di Cristo.
A Maria Dio chiede la disponibilitร e la collaborazione per lโevento decisivo della liberazione di tutta lโumanitร . Il filosofo Johann G. Fichte in una predica pronunziata nella festa dellโannunciazione a Maria, il 25 marzo 1786, esclamava: โCi sembra poco che fra tutti i milioni di donne della terra soltanto Maria fosse lโunica eletta che doveva partorire lโUomo-Dio Gesรน? Ci sembra poco lโesser madre di Colui che doveva rendere felice lโintero genere umano e grazie al quale lโuomo sarebbe divenuto unโimmagine della divinitร e lโerede di tutte le sue beatitudini?โ (Ravasi).
Analizziamo ora il testo dellโannuncio a Maria.
28: โRallegrati, trasformata dalla grazia: il Signore รจ con te!โ
Rallegrati
Maria deve โrallegrarsiโ (โkร ireโ) perchรจ รจ lโincarnazione dellโIsraele antico, che deve esplodere di gioia perchรจ รจ giunto il Messia: meglio che lโโAveโ latina รจ la traduzione โGaudeโ dei padri greci. โMaria infatti รจ salutata da Gabriele con le parole di gioia (1,28) con le quali i profeti Zaccaria (2,14-17; 9,9-10), Sofonia (3,14-20) e Gioele (2,21-27) avevano invitato alla a speranza la โfiglia di Sionโ, cioรจ il resto di Israele (Is 10,20) che, tornato dallโesilio, avrebbe ricostruito la โcasa di Giacobbeโ, della quale Gesรน sarร il re (Lc 1,33)โ (M. Masini):
โGioisci, esulta, figlia di Sion, perchรฉ, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te โ oracolo del Signore -. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo ed egli dimorerร in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te. Il Signore si terrร Giuda come ereditร nella terra santa,Gerusalemme sarร di nuovo prescelta. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poichรฉ egli si รจ destato dalla sua santa dimoraโ (Zc 2,14-17);
โEsulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli รจ giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio dโasina. Farร sparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme, lโarco di guerra sarร spezzato, annunzierร la pace alle genti, il suo dominio sarร da mare a mare e dal fiume ai confini della terraโ (Zc 9,9-10);
โGioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re dโIsraele รจ il Signore in mezzo a te, tu non vedrai piรน la sventura. In quel giorno si dirร a Gerusalemme: โNon temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te รจ un salvatore potente. Esulterร di gioia per te, ti rinnoverร con il suo amore, si rallegrerร per te con grida di gioia, come nei giorni di festaโ. Ho allontanato da te il male, perchรจ tu non abbia a subirne la vergogna. Ecco, in quel tempo io sterminerรฒ tutti i tuoi oppressori. Soccorrerรฒ gli zoppicanti, radunerรฒ i dispersi, li porrรฒ in lode e fama dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna. In quel tempo io vi guiderรฒ, in quel tempo vi radunerรฒ e vi darรฒ fama e lode fra tutti i popoli della terra, quando, davanti ai vostri occhi, ristabilirรฒ le vostre sorti, dice il Signoreโ (Sf 3,14-20).
โNon temere, terra, ma rallegrati e gioisci, poichรจ cose grandi ha fatto il Signore. Non temete, animali della campagna, perchรจ i pascoli del deserto hanno germogliato, perchรจ gli alberi producono i frutti, la vite e il fico danno il loro vigore. Voi, figli di Sion, rallegratevi, gioite nel Signore vostro Dio, perchรจ vi dรก la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere lโacqua, la pioggia dโautunno e di primavera, come in passato. Le aie si riempiranno di grano e i tini traboccheranno di mosto e dโolio. Vi compenserรฒ delle annate che hanno divorate la locusta e il bruco, il grillo e le cavallette, quel grande esercito che ho mandato contro di voi. Mangerete in abbondanza, a sazietร , e loderete il nome del Signore vostro Dio, che in mezzo a voi ha fatto meraviglie. Voi riconoscerete che io sono in mezzo ad Israele, e che sono io il Signore vostro Dio, e non ce ne sono altri: mai piรน vergogna per il mio popoloโ (Gl 2,21-27).
Dio viene โin mezzo a noiโ, a rendere fertile la nostra sterilitร , a portare la salvezza e lโabbondanza: un grande messaggio di speranza, di gioia, di felicitร .
Graziata
Amata
Maria รจ la โkecharitรฒmeneโ, la โgraziataโ, resa amabile (non โpiena di graziaโ, sarebbe stato โplerรจs charitรฒsโ, come in At 6,8 riferito a Stefano). Eโ la favorita per amore, lโIsraele scelto per misericordia: โQuando Israele era giovinetto, io lโho amato e dallโEgitto ho chiamato mio figlioโฆ Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontร , con vincoli dโamore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiareโ (Os 11,1-4). Eโ lโeletto reso bello per grazia: โPassai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua etร era lโetร dellโamore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nuditร ; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio; ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di seta; ti adornai di gioielli: ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo: misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Cosรฌ fosti adorna dโoro e dโargento; le tue vesti eran di bisso, di seta e ricami; fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo; diventasti sempre piรน bella e giungesti fino ad esser regina. La tua fama si diffuse fra le genti per la tua bellezza, che era perfetta, per la gloria che io avevo posta in te, parola del Signore Dioโ (Ez 16,8-14). Eโ Israele fatto sposo di Dio: โTi farรฒ mia sposa per sempre, ti farรฒ mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nellโamore, ti fidanzerรฒ con me nella fedeltร e tu conoscerai il Signoreโ (Os 2,21-28; CdC).
Eletta
Nel linguaggio della Bibbia โgraziaโ significa un dono speciale, che secondo il Nuovo Testamento ha la sua sorgente nella vita trinitaria di Dio stesso, di Dio che รจ amore (1 Gv 4,8). Frutto di questo amore รจ lโelezione โ quella di cui parla la Lettera agli Efesini (Ef 1,2-23) โ da parte di Dio: โBenedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesรน Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella caritร , predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesรน Cristo, secondo il beneplacito della sua volontร . E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli lโha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, poichรฉ egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontร , secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioรจ di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terraโ (Ef 1,3-10).
Questa elezione รจ lโeterna volontร di salvare lโuomo mediante la partecipazione alla sua stessa vita (2 Pt 1,4) in Cristo: รจ la salvezza nella partecipazione alla vita soprannaturale. Lโeffetto di questo dono eterno, di questa grazia dellโelezione dellโuomo da parte di Dio รจ come un germe di santitร , o come una sorgente che zampilla nellโanima come dono di Dio stesso, che mediante la grazia vivifica e santifica gli eletti. In questo modo si compie, cioรจ diventa realtร , quella benedizione dellโuomo โcon ogni benedizione spiritualeโ, quellโโessere suoi figli adottiviโฆ in Cristoโ, ossia in colui che รจ eternamente il โFiglio dilettoโ del Padre.
Quando leggiamo che il messaggero dice a Maria โpiena di graziaโ, il contesto evangelico, in cui con fluiscono rivelazioni e promesse antiche, ci lascia capire che qui si tratta di una benedizione singolare tra tutte le โbenedizioni spirituali in Cristoโ. Nel mistero di Cristo ella รจ presente giร โprima della creazione del mondoโ, come colei che il Padre โha sceltoโ come Madre del suo Figlio nellโincarnazione, affidandola eternamente allo Spirito di santitร . Maria รจ in modo del tutto speciale ed eccezionale unita a Cristo, e parimenti รจ amata in questo Figlio diletto eternamente, in questo Figlio consostanziale al Padre, nel quale si concentra tutta โla gloria della graziaโ. Nello stesso tempo, ella รจ e rimane aperta perfettamente verso questo โdono dallโaltoโ (Gc 1,17). Come insegna il Concilio, Maria โprimeggia tra gli umili e i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da lui la salvezzaโ (Redemptoris Mater, 8). Come afferma il Concilio, Maria รจ โMadre del Figlio di Dio, e perciรฒ figlia prediletta del Padre e tempio dello Spirito Santo; per tale dono di grazia esimia precede di gran lunga tutte le altre creature, celesti e terrestriโ (Redemptoris Mater, 9).
Nuovo Abramo
La fede di Maria puรฒ essere paragonata a quella di Abramo, chiamato dallโApostolo โnostro padre nella fedeโ (Rm 4,12). Nellโeconomia salvifica della rivelazione divina la fede di Abramo costituisce lโinizio dellโAntica Alleanza; la fede di Maria nellโannunciazione dร inizio alla Nuova Alleanza. Come Abramo โebbe fede sperando contro ogni speranza che sarebbe diventato padre di molti popoliโ (Rm 4,18), cosรฌ Maria, al momento dellโannunciazione, dopo aver indicato la sua condizione di vergine (โCome avverrร questo? Non conosco uomoโ), credette che per la potenza dellโAltissimo, per opera dello Spirito Santo, sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio secondo la rivelazione dellโangelo:. โColui che nascerร sarร dunque santo e chiamato Figlio di Dioโ (Lc 1,35).
Tuttavia le parole di Elisabetta: โE beata colei che ha credutoโ (Lc 1,45) non si applicano solo a quel particolare momento dellโannunciazione. Certamente questa rappresenta il momento culminante della fede di Maria in attesa di Cristo, ma รจ anche il punto di partenza, da cui inizia tutto il suo itinerario verso Dio, tutto il suo cammino di fede. E su questa via, in modo eminente e davvero eroico โ anzi con un sempre maggiore eroismo di fede โ si attuerร lโโobbedienzaโ da lei professata alla parola della divina rivelazione. E questa โobbedienza della fedeโ da parte di Maria durante tutto il suo cammino avrร sorprendenti analogie con la fede di Abramo. Come il patriarca del popolo di Dio, cosรฌ anche Maria, lungo il cammino del suo โFiatโ filiale e materno, โebbe fede sperando contro ogni speranzaโ. Specialmente lungo alcune tappe di questa via la benedizione concessa a โcolei che ha credutoโ, si rivelerร con particolare evidenza. Credere vuol dire abbandonarsi alla veritร stessa della parola del Dio vivo, sapendo e riconoscendo umilmente โquanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vieโ (Rm 11,33). Maria, che per lโeterna volontร dellโAltissimo si รจ trovata, si puรฒ dire, al centro stesso di quelle โinaccessibili vieโ e di quegli โimperscrutabili giudiziโ di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciรฒ che รจ disposto nel disegno divino.
โCome Abramo, Maria trova grazia presso Dio, genera un figlio in modo miracoloso, รจ benedetta per la sua fede, nella sua persona si realizzano le promesse fatte ad Abramo per il popolo dโIsraeleโ (A. Serra). โDa questo momento Abramo diventa espressamente il padre di tutti i credenti e Maria, come dirร espressamente Gv 19,25-27, ne diventa la madreโ (G. Bruni).
Bellissima
Se Eva aveva disobbedito a Dio, Maria le si contrappone con il suo โsรฌโ (Lc 1,38), e con il suo invitare a โfare quello che lui vi dirร โ (Gv 2,5), come lโIsraele obbediente al Sinai. Al Sinai, infatti, cโรจ una nuova creazione e Israele, al sesto giorno della Teofania, รจ fatto manducare dellโalbero (il monte Sinai), che produce le Parole sante della Torah, e risponde: โQuanto il Signore ha detto, noi lo faremoโ (Es 19,8; cfr 24,3.7), nellโobbedienza contrapponendosi al peccato di Eva. E il popolo, che secondo i Rabbini era di minorati fisici, oppresso dalla schiavitรน, diventa la sposa bella e senza macchia del Cantico dei Cantici: โIo non tโinfliggerรฒ nessuna delle infermitร che ho inflitte agli Egiziani, perchรฉ io sono il Signore, colui che ti guarisce!โ (Es 15,26). E il giudaismo leggerร il Cantico dei Cantici come il poema dโamore dello Sposo-Dio che bacia nel giardino la sua sposa dandogli la Torah sul Sinai: โMi baci egli con i baci della sua boccaโ (Ct 1,2).
Maria รจ anche la nuova Eva, la prima delle โmadriโ di Israele, che nella tradizione rabbinica era bellissima. I rabbini, parafrasando Gen 2,22, vedono in Dio il paraninfo che la agghinda di splendore per presentarla ad Adamo. Tale bellezza, perduta con il peccato, รจ riflessa in Sara la bellissima, in Abisag la Sunamita di Davide (1 Re 1,4), nella madre dei Maccabei, ma soprattutto nellโIsraele fedele che nel giardino del Sinai accoglie la Torah. Maria, dirร Giustino (+165 circa), รจ la nuova Eva, che con il suo โsรฌโ รจ fatta bellissima. Ai piedi del nuovo albero della vita, la Croce, sarร perciรฒ costituita โmadreโ dei discepoli (Gv 19,25-27), e potrร , come Eva, esclamare: โHo acquistato un uomo dal Signoreโ (Gen 4,1).
Ma รจ anche figura della Chiesa, che nasce dallโobbedienza, รจ fatta bella dallo Spirito, diventa sposa di Cristo.
โIl Signore รจ con teโ
Eโ termine proprio dei racconti di vocazione. Maria รจ modello del credente, chiamato a stare con il Signore.
29: โA queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale salutoโ
Maria รจ turbata, riflette, domanda: entra in crisi. La sua รจ Fede matura che nasce dallโascolto di una Parola che รจ segno di contraddizione, che รจ sempre chiamata a uscire, a convertirsi, allโesodo.
30: โLโangelo le disse: โNon temere, Maria, perchรฉ hai trovato grazia presso Dioโ
Ella, la graziata, diventerร madre del Messia
34: โAllora Maria disse allโangelo: โCome รจ possibile? Non conosco uomoโโ
Lโobiezione di Maria rappresenta un elemento normale nello schema biblico degli annunzi. Si tratta quindi di un semplice passaggio redazionale oppure dโuna reale difficoltร avanzata da Maria? Le opinioni sono discordanti.
- a) Secondo numerosi esegeti, soprattutto cattolici, Maria aveva intenzione di restare vergine, nonostante il suo fidanzamento con Giuseppe. Il senso dellโobiezione in tal caso sarebbe: โCome posso diventare madre del Messia dal momento che ho deciso di non aver rapporti matrimoniali con Giuseppe?โ. Lโidea di un โvoto di verginitร โ, certamente lontana dalla mentalitร ebraica, che vedeva nella procreazione lโunico modo di perpetuarsi e di inserirsi nellโattesa messianica (unica eccezione, gli Esseni di Qumramโฆ), si fa strada solo con Origene (185-254) e poi soprattutto con Agostino (354-430).
Gli Esseni a Qumrร n praticavano il celibato come forma ascetica di purificazione, in attesa del regno di Dio. Lo stesso facevano delle donne. Anche i sacerdoti erano tenuti allโastensione sessuale prima delle celebrazioni liturgiche. Lโastensione temporanea รจ descritta in altri passi della Bibbia come esigenza spirituale per qualche missione. Paolo consiglia la verginitร come condizione migliore del matrimonio per una consacrazione totale al Signore (1 Cor 7,25ss.). Ora, tenendo conto dei particolari carismi di cui era certamente dotata, secondo questi esegeti, non รจ impossibile ammettere che Maria per una particolare illuminazione dello Spirito Santo abbia voluto consacrare interamente la sua vita a Dio, rinunciando persino alle gioie forti della maternitร , quale forma estrema di spogliazione, per suo amore. La risposta dellโangelo (v. 35) si colloca bene in questโordine di idee. Sopra lโevangelista aveva presentato Maria come โvergineโ (v. 27). Ora Maria manifesta lโintenzione di non avere rapporti matrimoniali. Scrive Ortensio da Spinetoli: โElla protesta di non conoscere non un uomo, ma nessun uomoโฆ Il testo fa senzโaltro pensare a una situazione particolare di Maria, a un suo rifiuto o a una sua impossibilitร di avere un figlio, nonostante che sia giร sposataโ. Per Laurentin il verbo โnon conoscoโ รจ โun presente di stato, come quando diciamo: non bevo, non fumo. ร quindi un proposito quello chโessa esprimeโ. E piรน avanti: โMaria esprime il disegno o proposito, la volontร o risoluzione, o come dir si voglia, di rimanere vergineโ.
Contro lโinterpretazione tradizionale, รจ ritenuto oggi arbitrario e anacronistico pensare che Maria avesse fatto un voto di verginitร : contrarre il matrimonio con Giuseppe, ma con la ferma intenzione, cioรจ con il proposito, di non consumarlo. Questa determinazione sembra assurda in un ambiente giudaico, dove la verginitร non era apprezzata e la mancanza di prole era considerata una vergogna, un castigo di Dio. Come puรฒ Maria, una fanciulla di dodici anni circa (lโetร del matrimonio in Israele), essere giunta a una tale decisione? Ogni donna ebrea allora aspirava alla maternitร , anche per un dovere religioso, cioรจ per non ritardare la nascita del Messia con il proprio disimpegno.
- b) Altri esegeti affermano che dal testo lucano si puรฒ dedurre soltanto che Maria intendeva contrarre un matrimonio normale con Giuseppe, aperto alla prole. Il senso dellโobiezione riguarda la sua situazione di fidanzata, quando i rapporti matrimoniali erano considerati sconvenienti, non perรฒ illegittimi, perchรฉ il fidanzamento aveva il medesimo valore giuridico del matrimonio. Maria avrebbe frainteso le parole dellโangelo, pensando di dover diventare subito madre del Messia. Aveva capito il โconcepiraiโ come โtu stai concependoโ oppure โtu hai giร concepitoโ. Perciรฒ obietta, secondo Schรผrmann: โPoichรฉ io non sono ancora stata introdotta nella casa di mio marito e non ho avuto alcun rapporto sessuale, e, come fidanzata, neanche nel prossimo futuroโฆ ne avrรฒโ, come posso diventare madre del Messia?
- c) Altri esegeti rifiutano entrambe le spiegazioni perchรฉ partono da presupposti psicologici o storicizzanti. Lโobiezione di Maria costituisce semplicemente un elemento redazionale, previsto negli schemi degli annunci. Luca se ne serve per approfondire lโidentitร del nascituro e non per descrivere la situazione psicologica e storica di Maria. Mentre nei vv. 31-33 ha affermato il fatto della nascita del Messia, ora nei w. 34-35 ne illustra il modo con cui sarร concepito. Non si puรฒ pensare al dialogo tra lโangelo e Maria come a una registrazione, perchรฉ si tratta soltanto dโun montaggio redazionale, secondo il modello letterario degli annunzi, che โprevede unโobiezione da parte di colui che riceve la visioneโ (R. Brown). Con lโartificio del dialogo lโevangelista non intende ricordare lโatteggiamento psicologico di Maria, ma piuttosto lโascendenza davidica e la filiazione divina di Gesรน: Dio con un intervento diretto, con un atto creativo rende fecondo il grembo verginale di Maria. Viene cosรฌ sottolineata lโorigine soprannaturale di Gesรน.
Lโinteresse prevalente dellโevangelista รจ certo cristologico, ma con questo non si puรฒ escludere aprioristicamente la possibilitร di unโeco nella tradizione dโuna realtร sublime, che si รจ verificata in Maria, dietro il suo libero consenso, cioรจ dellโincarnazione del Figlio di Dio. In ogni caso, bisogna โsottolineare che il testoโฆ invita ad andare oltre alla disputa circa la verginitร fisiologica o meno di Maria. La curiositร deve lasciare il posto alla teologia, le questioni marginali al cuore di un annuncio sempre piรน esplicitato dalla riflessione orante della Chiesa primitiva: da una terra vergine Dio creรฒ Adamo mediante il suo soffio, da una carne incontaminata Dio creรฒ Gesรน, il nuovo Adamo, mediante il suo Spiritoโ (G. Bruni).
Verginitร tipo della chiamata a liberarci dalla contaminazione data dal matrimonio con gli idoli. Verginitร del cuore a cui tutti, sposati e celibi, sono chiamati e dalla quale, in definitiva, trae senso quella fisica.
Ma anche verginitร che sottolinea la straordinarietร del piano di Dio, che dona il Messia al di lร di ogni merito o capacitร umana.
35ยฐ: โLo Spirito Santo verrร su di te, su te stenderร la sua nube la potenza dellโAltissimoโ
โSpirito Santoโ non รจ preceduto dallโarticolo e si riferisce a un attributo divino, alla sua forza, ma cโรจ unโallusione allo spirito di Dio (โmah โElohimโ) che โaleggiava sulle acqueโ del caos primitivo per la creazione del cosmo (Gen 1,2).
Maria รจ santa perchรจ รจ stata assunta dallo Spirito Santo: la sua maternitร divina la pone in contatto diretto con Dio Spirito Santo: lo Spirito Santo si personalizza in Maria. โEssa fu creata nello Spirito in modo che possiede una connaturalitร eterna con luiโฆ Se diciamo che Maria sarebbe stata assunta dallo Spirito, che lo Spirito avrebbe preso forma storica in lei, possiamo allora dire che lo Spirito Santo รจ la madre divina dellโuomo Gesรนโ (L. Boff)!
In Maria si incarna la Presenza โ Shekinah di Dio. Cโรจ assonanza tra il verbo greco โepiskiร zeinโ (= adombrare) e lโebraico โshakร nโ: da questo deriva anche il termine rabbinico Shekinร h, usato al posto del nome di Dio; puรฒ indicare lโAltissimo, la Dimora, il Luogo santo. Il medesimo verbo ricorre nella trasfigurazione, in riferimento alla nube, indicante la presenza di Dio, che avvolge i tre discepoli (epeskรฌasen = coprรฌ, in Lc 9,34). Al momento dellโannunciazione, Dio prende veramente possesso del grembo di Maria, che diviene la sua dimora vivente, quale figlia di Sion, cioรจ rappresentante del nuovo popolo eletto.
La Shekinah era la colonna di fuoco che illumina di notte e nube che ripara di giorno. Eโ questa Presenza che dร sicurezza al turbamento di Maria (Lc 1,29), che dร forza per superare la sua obiezione: โCome รจ possibile?โ (Lc 1,34). A nessuno ciรฒ si addice meglio che a Maria, la โchiamataโ per eccellenza, il luogo dove il Verbo stesso รจ diventato Emmanuele, Dio con noi, ha posto la sua tenda in mezzo a noi (Gv 1,14), ella che sarร coperta dalla sua ombra โ nube โ Shekinah. Quando Giovanni afferma che il Verbo โalzรฒ una tendaโ usa il greco skenรจ (= tenda), che richiama ancora lโebraico Shekinร , la Presenza reale di Dio in mezzo al suo popolo (Es 40,34-38,1; 1 Re 8,10s), sinonimo di Kabรฒd, Gloria.
ร la stessa proclamazione dellโincarnazione, cioรจ dellโincontro tra il divino e lโumano in Gesรน, che รจ espressa da Giovanni nella frase essenziale โIl Logos si รจ fatto carneโ (Gv 1,14). ร per questo che Maria รจ allusivamente rappresentata come lโarca dellโalleanza del tempio di Sion su cui si stendeva lโโombraโ della presenza divina ed รจ interpellata dallโangelo come โkecharitomรจneโ, cioรจ come โricolma di graziaโ da parte di Dio. Suo figlio sarร , come dice il poeta tedesco Novalis nei suoi Inni alla notte scritti tra il Natale 1799 e lโEpifania 1800, โfrutto infinito di misterioso amplessoโ.
35b: โColui che nascerร sarร dunque (โdiร kaiโ) santo e chiamato Figlio di Dioโ
La stessa maternitร di Maria, costituisce giร in se stessa un evento di salvezza e di divinizzazione, e non รจ solo strumentale alla nascita del Figlio. โColui che nascerร sarร dunque (โdiร kaiโ) santo e chiamato Figlio di Dioโ: Maria non รจ solo un tempio vuoto in cui arriva la Presenza di Dio, ma โMaria fu predestinata fin da tutta lโeternitร a essere lโabitazione dello Spirito che per mezzo di lei e in lei avrebbe cominciato la creazione rinnovataโ (L. Boff).
38: โEccomi, sono la serva del Signoreโ
Maria poi รจ la โschiava di IHWHโ (Lc 1,38: non la โservaโ), cioรจ la madre dello Schiavo (โebedโ) di IHWH trafitto per i nostri peccati (Is 53,5): anche a lei una spada trafiggerร lโanima (Lc 2,35). Come diranno i Padri, รจ โlโAgnella che partorisce lโAgnelloโ (Lc 2,35). Le parole di risposta di Maria esprimono una coscienza di relazione.
Il Vangelo utilizza proprio il termine โdรนleโ, schiavo; ciรฒ fa pensare ad un rapporto servile. In veritร dal punto di vista biblico esprime qualcosa di piรน profondo. Le parole di Maria sono risposta allโespressione di Isaia: โEcco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccioโ (42,1). Cโรจ assonanza tra le parole di Isaia e le parole di Maria nel suo: โEccomi sono la servaโ, e in ciรฒ che dice lโangelo: โHai trovato grazia presso Dioโ.
Maria dunque si definisce in relazione con Dio, perchรฉ Lui ha scelto di mettersi in relazione con lei, relazione di scelta, compiacenza, sostegno. Unโaltra assonanza: โHo posto il mio spirito su di luiโ (Isaia 42,1b); โLo Spirito Santo verrร su di teโ (Luca 1,35). Maria perciรฒ nella sua risposta si colloca nel quadro delle predilezioni di grazia e di missione in cui si collocava la figura del Servo di IHWH. La sua coscienza รจ quella di un fedele servitore, amato da Dio, prescelto da lui, per riempirlo del suo spirito.
Maria accoglie dunque nella fede il progetto di Dio: โEccomi, sono la serva del Signore: avvenga di me quello che hai dettoโ (Lc 1,38). Con il titolo di serva Maria riconosce di essere stata incaricata di un grande compito, sa di essere al servizio del Signore e si dichiara completamente disponibile.
โAvvenga di me quello che hai dettoโ
Non solo: Maria esprime lโentusiasmo e la gioia di questa disponibilitร . Il verbo greco tradotto con โavvengaโ (โgnoitoโ) รจ un ottativo, cioรจ una forma che esprime un desiderio ed una gioia: Maria non accetta con rassegnazione, ma accoglie con entusiasmo e dice in sostanza: โSono proprio contenta che avvenga quello che hai detto, non desidero altro!โ. Ecco il modello del credente e del discepolo.
Maria esplicita lโopzione fondamentale โsecondo la tua parolaโ, โkatร to rรจma tuโ. La stessa espressione รจ in Luca 2,29: โOra lascia andare il tuo servo, Signore, secondo la tua parola, nella paceโ, Simeone sembra chiedere qualcosa: โOra lasciaโ; in veritร il verbo dice: โOra tu stai sciogliendo i miei legamiโ. Simeone dice che il Signore gli ha fatto toccare il culmine della pienezza nella contemplazione di quel Bambino che ha tra le braccia. ร un riverbero del โโsรฌโ di Maria che ha la pienezza nella maternitร divina. E tutto tende al grande โsรฌโ di Gesรน: โOra Padre, nelle tue mani affido il mio spiritoโ (Luca 23,46).