Il commento alle letture di domenica 27 agosto 2017 a cura di don Giorgio Scatto.
Un Messia che rompe gli schemi
Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
Seguendo Marco, che รจ la sua fonte letteraria, Matteo colloca la confessione di fede di Pietro nella regione di Cesarea di Filippo, in terra pagana.
Siamo verso la fine del ministero itinerante in Galilea. Gesรน aveva giร dato sufficienti segni della sua messianicitร e sperava che almeno i discepoli lโavessero capita. Davanti, ormai, cโera solo Gerusalemme e la certezza che nella cittร santa avrebbe consegnato la sua vita.
Mi sono recato diverse volte in pellegrinaggio in questa localitร , che oggi si chiama Banyas, a 55 Km da Damasco, sulle pendici del monte Hermon. Permettete che mi dilunghi un poco sulla storia di questi luoghi perchรฉ, dal contesto storico e geografico, si puรฒ capire meglio la portata della domanda che Gesรน rivolge ai discepoli: ยซLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomo?ยป; ยซVoi, chi dite che io sia?ยป.
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Banyas sta nella regione del Golan, territorio occupato e amministrato da Israele e rivendicato dalla Siria, almeno fino alla sanguinosa guerra civile che da tanti anni insanguina quel Paese, e che, come tutte le guerre, non ha proprio nulla di civile.
Con i greci al potere, nel III secolo a.C., divenne luogo di culto in onore del dio Pan, divinitร della terra, in parte uomo e in parte capra, simbolo della forza selvaggia e generatrice. In quel periodo la regione รจ anche teatro di violenti scontri tra eserciti contrapposti, per il dominio politico e militare del territorio.
Divenuta in seguito, con il rovesciamento delle parti, provincia romana, Erode il grande, piccolo re tenuto in piedi dai dominatori, vi fa erigere, nel 20 a.C.,un tempio in marmo bianco in onore dellโimperatore Augusto.
Nel 3 a.C. il tetrarca Filippo, figlio di Erode e di Cleopatra, vi fonda una cittร alla quale dร il nome di Cesarea, come omaggio allโimperatore Tiberio. Eโ la Cesarea di Filippo, di cui parla il vangelo. Come se non bastassero questi fuochi dโartificio, questo vuoto asservimento allโidolo del potere, al fine di continuare ad avere una parvenza di dominio sul territorio, nel 61 d.C. il re Agrippa ribattezzรฒ la cittร con il nome di Neronia, ed รจ ancora una volta chiarissimo il perchรฉ.
In questo contesto geografico e politico, si capisce meglio la domanda posta da Gesรน proprio in quel luogo, la debole risposta dei discepoli, che riportano solo immagini, se pur gloriose, del passato, e la risposta, suggerita โdal Padre che รจ nei cieliโ di Pietro: ยซTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeยป.
Non so se avete inteso bene. In questa risposta cโรจ la contestazione di tutti i poteri e di tutte le potenze di questo mondo che, in quanto potenze, pretendono di attribuire a sรฉ le prerogative che sono solo di Colui che Dio ha inviato. Di fronte al Cristo, Figlio di Dio, il dio Pan รจ un impotente, Cesare รจ lo sgabello dei suoi piedi, e tutti gli imperi del mondo non sono che โun pulviscolo sulla bilanciaโ, come leggiamo in un salmo.
Cantiamo infatti, nella liturgia della Chiesa: ยซTu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo lโAltissimo, Gesรน Cristoยป. E ancora: ยซTuo รจ il regno, la potenza e la gloria nei secoliยป. E questo lo crediamo di Gesรน il crocifisso, innalzato non dai poteri mondani, ma dalla potenza dello Spirito. Il nostro Messia รจ un Messia crocifisso.
Vorrei aiutare i miei pochi ascoltatori a capire questo, in un momento, come quello che stiamo vivendo, nel quale, di fronte allo smarrimento, alla paura, alla mancanza di orientamento, da piรน parti si cercano ancora, in modo del tutto improvvido e irrazionale, i segni del potere. Assisto con sgomento allโimbarbarimento della lotta politica, alimentata spesso, dalla diffusione di fake news, di notizie redatte da agenzie specializzate, del tutto inventate, ingannevoli e distorte, con lโintento di attrarre il consenso dello sprovveduto lettore. Siamo diventati il popolo del โmi piaceโ, โcommentaโ, โcondividiโ. Basta premere un dito, e il mondo รจ sistemato, giustizia รจ fatta: di qua i cattivi e di lร i buoni. Senza alzarci da una comoda poltrona.
A me invece piace sempre di piรน questo Messia povero, che si reca nei luoghi del potere, e ha il coraggio di dire che โil re รจ nudoโ, che non esiste alcun potere degno di questo nome, e che la vera grandezza sta nella potenza dellโamore che si dona incessantemente ai fratelli, affinchรฉ nessun uomo sia piรน sottomesso ad un altro uomo. A costo della propria vita. Lo fa interrogando i discepoli: ยซVoi, chi dite che io sia?ยป. I discepoli avevano riferito il parere della gente, peraltro assai lusinghiero: ยซAlcuni dicono Giovanni battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiยป. Eโ notevole, ma non รจ sufficiente per rompere con gli schemi e le immagini del passato: Gesรน si presenta come novitร , incomprensibile anche ai discepoli che, tra lโaltro, hanno del Messia una visione gloriosa e anche guerriera, come guerrieri erano stati Davide e Salomone. Gesรน insiste: ยซMa voi chi dite che io sia?ยป. La domanda impegna piรน direttamente; essa รจ piรน grave, e riguarda il presente. Cosรฌ Pietro prende la parola, e lo fa come portavoce dei Dodici. Lo fa per ispirazione โdel Padre che รจ nei cieliโ, e non mosso semplicemente dalla sua convinzione.
Secondo lโevangelista Marco, Pietro risponde molto semplicemente ยซTu sei il Messiaยป. Questa frase ha tutti i requisiti per essere la frase esatta pronunciata da Pietro. Corrisponde allโinsegnamento e ai segni giร compiuti: Gesรน รจ lโinviato da Dio annunciato dai profeti, il re potente, il nuovo Davide che salverร il popolo eletto dalla umiliazione e dalla dipendenza che subisce da secoli, come castigo per i suoi peccati.
A questo punto รจ bene perรฒ che ci ricordiamo ancora una volta in quale modo Gesรน manifesterร il suo essere Messia, Figlio di Dio. Lo farร non mettendosi in fila con i potenti di questo mondo, ma con i peccatori, sedendo a mensa non con i forti, ma con i deboli e i disprezzati. Diventando amico degli stranieri, dei ladri e delle prostitute.
Lo farร scendendo il gradino piรน basso dellโumanitร , spiegando ai discepoli increduli che ยซdoveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giornoยป. Eโ questo il modo in cui Gesรน si fa beffe del potere, dandogli lโillusione, per un momento, di aver riportato la vittoria.
Sรฌ, di fronte allโuomo Gesรน, che dona la vita, che si fa servo e non padrone, gli dรจi sono ormai giunti al crepuscolo, e i simboli del potere sono solo una tragica commedia destinata a finire.
Nemmeno i discepoli capiscono questo. Nemmeno Pietro, al quale il Signore consegna le chiavi del Regno.
Alla prospettiva del dono della vita, Pietro si รจ opposto. Ha premuto sul tasto del โnon mi piaceโ, con un facile e qualunquistico disimpegno, spacciato per amicizia e coinvolgimento. Come facciamo tutti.
Se Gesรน si fosse lasciato persuadere dallโamico Pietro, non sarebbe il Messia, Figlio di Dio.
Se non ci mettiamo alla sequela di questo strano Messia, nessuno potrร dirsi discepolo, nessuno potrร sperimentare cosa significa essere prossimi a Dio.
Allora ordinรฒ ai discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.
Per via, camminando dietro a Gesรน, iniziamo a fare silenzio.
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
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XXI Domenica del Tempo Ordinario โ Anno A
- Colore liturgico: Verde
- Is 22, 19-23; Sal.137; Rm 11, 33-36; Mt 16, 13-20
Mt 16, 13-20
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesรน, giunto nella regione di Cesarรจa di Filippo, domandรฒ ai suoi discepoli: ยซLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomo?ยป. Risposero: ยซAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elรฌa, altri Geremรฌa o qualcuno dei profetiยป.
Disse loro: ยซMa voi, chi dite che io sia?ยป. Rispose Simon Pietro: ยซTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeยป.
E Gesรน gli disse: ยซBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darรฒ le chiavi del regno dei cieli: tutto ciรฒ che legherai sulla terra sarร legato nei cieli, e tutto ciรฒ che scioglierai sulla terra sarร sciolto nei cieliยป.
Allora ordinรฒ ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 27 Agosto โ 02 Settembre 2017
- Tempo Ordinario XXI, Colore Verde
- Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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